
Tralasciando volutamente le vicende legate ai fantasmi che popolano i castelli diroccati di Fannie Mae e Freddie Mac, quei fantasmi che continuano ad aleggiare rigorosamente "fuori bilancio", in attesa che le catene che circondano il sogno americano vengano distrutte da una spirale impressionante di perdite che continuano ininterrottamente a dirottare fondi dal contribuente americano a questi giganti di argilla, la Mortgage Bankers Association, MBA, segnala un nuovo record di insolvenze tra le famiglie americane, con il 14.4 % dei prestiti ipotecari in ritardo nei pagamenti o avviati ai vari processi di pignoramento
La statistica relativa ai prestiti avviati al processo di pignoramento, sottolinea come questi ultimi hanno registrato un aumento del 17 % rispetto al secondo trimestre del 2009 e del 150 % rispetto ad un anno fa.
Ormai sembrano cifre che non fanno più rumore, un silenzio assordante avvolge la depressione immobiliare. I mutui prime a tasso fisso ormai costituiscono il maggior numero di insolvenze e sono il principale driver della crescita dei pignoramenti con una percentuale del 33 % sino al 44 % per quanto riguarda l'aumento trimestrale. Essi inoltre costituiscono il 54 % dei mutui con pagamenti arretrati da circa 90 giorni.
E' assolutamente devastante assistere ad una crescita sino al 18 % relativo a coloro che hanno sottoscritto un mutuo garantito dalla Federal Housing Administration FHA, percentuale riferita a coloro che hanno almeno una rata insoluta.
Forse Obama farebbe meglio a prendere in seria considerazione la ricapitalizzazione delle agenzie governative, anche se l'esplosione del debito inevitabilmente porterà ad una nuova pesante recessione, quella che lui oggi chiama "double dip recession" termine che i lettori di Icebergfinanza conoscono ormai da tempo, riferito non solo al ciclo economico, ma anche alla possibile futura dinamica del mercato immobiliare.
E' inoltre agghiacciante e affascinante, ascoltare un certo, Timothy W.Long, capo esaminatore dell ' Office of the Comptroller of the Currency, sussurrare che con il senno di poi è facile dire cosa sarebbe stato meglio fare al culmine del boom economico, è più facile a dirsi che a farsi, il suggerire alla gente di smettere di ricorrere ai prestiti adottando un approccio di vigilanza aggressivo.
Sarebbe come dire al maestro di non disturbare i suoi alunni, mentre stanno facendo festa distruggendo la classe, travolti da un'irrefrenabile euforia collettiva.
Gli "options ARMs" dei mutui prime hanno ormai un tasso di pignoramento superiore ai mutui subprime a tasso fisso. Paradossalmente le insolvenze nei mutui subprime a tasso fisso o variabile, stanno lentamente declinando.
Inutile ricordare che i mutui a tasso fisso sono soggetti alla variabile della perdita del posto di lavoro e che questa dinamica aumenterà ancora prima di ritornare a scendere. La speranza è che l'emorragia di posti di lavoro si fermi entro i primi sei mesi del prossimo anno, ma la dinamica dei pignoramenti secondo la MBA non si arresterà prima del 2011.
Inutile ricordare ai lettori di Icebergfinanza, l'onda silenziosa in arrivo nel 2010, quella degli "Option ARMs", un'onda in grado di triplicare gli effetti almeno sino al 2014. Nessun problema, se le norme contabili in discussione, supportate dalle lobbies bancarie, passeranno, avremo per lunghi anni una serie infinita di banche "zombies", si amplificherà il rischio sistemico implicito nel sistema finanziario e verrà definitivamente sequestrata l'economia e la democrazia da un manipolo di avventurieri esaltati.
La proposta di dare alle autorità di regolamentazione bancaria la possibilità di bloccare gli standard contabili, ha sottolineato Paul Volcker, è un'idea terribile, ma in questa crisi, le idee demenziali e terribili, abbondano nell'oceano del conflitto di interesse
Nel frattempo non passa giorno nel quale i vari governatori delle Federal Reserve regionali americane non urluno o sussurrino che i tassi resteranno fermi per lungo e lungo tempo, chi parla del 2012, chi addirittura va oltre, oltre le chiacchere del mercato.
Come dice Paul Krugman, la disoccupazione è alle stelle, l'inflazione è bassa e la Federal reserve non ha nulla per poter aumentare i tassi in qualsiasi momento presto. Anche il mercato che venerdi scorso scontava un aumento entro settembre del prossimo anno dei Fed Funds del 45 % ora si è ridotto al 5 % di anime che aspettano invano ....Godot!
Se proprio vogliamo scomodare uno strumento accademico come la regola di Taylor, utilizzata in passato dalla Fed, il tasso previsto da tale regola, rispetto all'attuale tasso a tre mesi dei TBills, allora il tasso effettivo dei fed funds dovrebbe essere negativo di un 6,7 % come sostiene Krugman
Per quale motivo quindi la Fed dovrebbe aumentare i tassi, se, come abbiamo già visto all'inizio della settimana, passeranno almeno una decina di anni prima di vedere tornare il tasso di disoccupazione in una zona tale da evidenziare eventuali pressioni salariali, e quando ciò avverrà, probabilmente, come abbiamo più volte visto nei post "dedicati", l'inflazione sarà ancora più bassa di oggi. La settimana prossima vedremo insieme alcune importanti nuove evidenze empiriche che testimoniano come le aspettative di deflazione in fondo sono facili a crearsi nella madre di tutte le crisi.
Piano, piano una nuova specie animale è a rischio di estinzione, i falchi accademici dell'inflazione stanno scomparendo, da Fisher a Plosser, si assiste lentamente ed inesorabilmente alla loro nuova consapevolezza, in fondo è difficile continuare a sorvolare le aspettative di un fenomeno che già nell'epoca della Grande Moderazione aveva dimostrato di essere sulla strada dell'estinzione, estinzione dei grandi numeri, mentre nella realtà, giorno dopo giorno, i cartelli e gli interessi corporativi continuano ad aumentare prezzi e servizi essenziali, succhiando il sangue dell'economia.
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Oltre un anno fa scrissi un pezzo nel quale evidenziai come Bernanke mise in piedi una sorta di Bubble Team, composto da tre economisti, Hang, Xiong e Brunnermeier, provenienti rispettivamente dal Vietnam, dalla Cina e dalla Germania, nella "sua" universià, quella di Princeton, per cercare di comprendere come sia possibile sgonfiare una bolla senza spegnere la naturale effervescenza di un ciclo che corre il rischio di essere scambiata con una pericolosa irrazionale euforia.
Al di la delle considerazioni uscite da questo studio, nel quale l'ottimismo formula la crescita e l'espansione della bolla per essere sostituito all'improvviso da un cambiamento delle condizioni economiche che spinge i partecipanti a precipitarsi in massa verso le uscite di emergenza, sarebbe bastato leggere le teorie di Minsky e Fisher. Ma forse era chiedere troppo a colui che ha sposato l'ideologia della razionalità dei mercati, chiedere troppo a colui che sostiene che la razionalità dei mercati può essere travolta solo da un evento esogeno.
In fondo come diceva il suo maestro, quel Milton Friedman, padre del monetarismo, autore della favola degli elicotteri pieni di dollari da gettare sulle città americane, non è tanto la validità di una teoria quella che conta, ma il suo contagio agio agio agio.
Come scrisse Daniel Cloud, gestore di hedge fund e filosofo alla stessa università di Princeton...Ogni volta che è scoppiata una bolla siamo intervenuti a mettere riparo, ma non abbiamo mai pensato a farle scoppiare noi deliberatamente. Il risultato è che i nostri mercati finanziari sono diventati uno schema piramidale. L'azzardo morale, pensavamo, poteva tranquillamente essere ignorato proprio perché è "morale", parola che, come ogni vero scienziato sa, è sinonimo di "immaginario".
Ma il mercato non è la fisica, gli economisti non sono fisici nucleari e l'azzardo morale nella faccende umane è il rischio che conta più di tutti. La convinzione infondata di essere in grado di scrutare il futuro usando la scienza ci ha portati tutti a pronunciare una serie di promesse vincolanti su cose, in quel futuro, che nessun essere umano potrebbe garantire. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche "mentire". Questo grande velo di menzogne adesso si sta lacerando.
Come abbiamo già visto Minsky sosteneva che il crollo del mercato, lo scoppio di una bolla, nel suo famoso Minsky Moment, avviene grazie a fattori endogeni, grazie alla stessa fragilità intrinseca del sistema finanziario. Ma questo nell'ideologia delle cosidette aspettative razionali, non è contemplato.
Ebbene nel suo recente intervento Bernanke, ha voluto ricordare al mondo, come lui, esperto di Grande Depressione, non ritiene "una cosa ovvia" la presenza di una nuova bolla nei mercati finanziari, sostenuto in questo compito dal suo vice, Donald Kohn, secondo il quale i bassi tassi di interesse non sembrano alimentare una nuova bolla dei prezzi.
" Non è ovvio per me e in ogni caso attualmente non c'è alcun grande disallineamento nel sistema finanziario americano " ha sostenuto Bernanke, un po come qualche mese prima della Madre di tutte le crisi, sosteneva che il sistema finanziario era sano, i prezzi delle abitazioni sostenibili dalla crescita economica e che il contagio non era nello stato delle cose.
Liu Mingkang, presidente della China Banking Regulatory Commission ha detto a Pechino che la politica americana e la dinamica di caduta del dollaro, ha portato ad una massiccia speculazione mentre Donald Tsang capo dell'esecutivo di Hong Kong ha sottolineato come " i leader dovrebbero guardare fuori dalla finestra".
Ma tralasciando le dichiarazioni di Bernanke e Kohn, quello che preoccupa è la posizione di Yanet Yellen, governatrice della Fed di San Francisco, l'unica ad aver preso in considerazione seriamente il lavoro di Minsky e Fisher, l'unica a temere seriamente la deflazione in maniera esplicita...
(ANSA) - ROMA, 17 NOV - Non e' ancora chiaro se la Federal Reserve decidera' di agire sui tassi di interesse per contrastare l'indebitamento finanziario e il rischio di una bolla. Ad affermarlo e' il presidente della Fed di San Francisco, Janet Yellen, nel corso di una conferenza ad Hong Kong riportata dall'agenzia Bloomberg. "Tassi piu' alti di quelli ritenuti appropriati in base a condizioni puramente macroeconomiche, potrebbero aiutare a giocare d'anticipo riguardo al rischio potenziale di un aumento dell'indebitamento e di un boom del prezzo degli asset" ha dichiarato Yellen che e' membro votante all'interno del Federal Open Market Committee della Fed, l'organismo preposto a prendere decisioni di politica monetaria. Tuttavia - ha aggiunto - "il ricorso alla politica monetaria per questi fini necessariamente compromette il raggiungimento di altri obiettivi macroeconomici". Le parole di Yellen si inseriscono nel dibattito sui rischi di una bolla speculativa legata alla strategia di tassi bassi per un ampio periodo di tempo ribadita proprio in queste ore dalla banca centrale americana. Ieri il presidente della Fed, Ben Bernanke aveva detto di non ritenere "una cosa ovvia" il verificarsi di una bolla negli Usa e secondo Yellen per chiarire la questione "e' necessaria una ulteriore analisi delle connessioni fra politica monetaria, settori bancario e finanziario e i rischi sistemici".(ANSA).
Questo dimostra quanto sia profonda la paura della deflazione, questo dimostra che la Fed è disposta a correre il rischio, ma non solo, pure alimentandolo di una nuova devastante bolla del credito speculativo che a sua volta alimenta una serie considerevole di altre bolle finanziarie.
Nel frattempo in America l'indice dei prezzi alla produzione è salito dello 0,3 % ben al di sotto del consensus, ma udite, udite al netto delle componenti volatili come energia e alimentari il PPI è crollato, letteralmente crollato dello 0,6 % contro aspettative di un aumento del 0,1 %. L'aumento anno su anno si è letteralmente dimezzato nel mese di ottobre. Certo il dato è stato distorto da un discesa dei prezzi delle autovetture, diminuito dello o,5 % dopo un aumento dell' 1 % a seguito delle rottamazioni governative, ma questa è deflazione pura, questo è un aumento delle aspettative sulla deflazione. Che poi i rivenditori forti dell'intervento governativo abbiamo provveduto ad aumentare il prezzo delle autovetture, poco importa, ma il BLS ha già sottolineato come queste variazioni di prezzo siano già state adeguate nei dati rilasciati.
Gli ottimisti di maniera sottolineano che i dati in questione non segnalano alcuna preoccupazione sul versante inflazione, aggiungendo il solito commento ....per ora.
A forza di gridare al lupo, al lupo, prima o poi, quando nessuno ascolterà il grido disperato, allora l'inflazione arriverà!
Ieri il governatore della Fed di Dallas, Fisher, un falco inflativo, ha sostenuto che il PIL nel quarto trimestre sarà più vicino al 2,5 % che al 3,5 % del consensus, chissà perchè, se mi è permessa una battuta, ho come la sensazione che Fisher legga Icebergfinanza. Se evidenziamo che, anche quello relativo al terzo trimestre, verrà tranquillamente rivisto al ribasso, viste le recenti, revisioni negative, allora non resta che concludere che nonostante gli interventi statali, della crescita rimane ben poca cosa.
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politica monetaria, inflazione e deflazione

Finalmente anche il buon Bernanke si è deciso a puntare la prua dell'economia americana controvento e nell'ultimo suo intervento, ha sottolineato come il prossimo anno l'economia crescerà nonostante i "venti contrari".
(ASCA-AFP) - Washington, 16 nov - L'economia degli Stati Uniti continuera' a crescere nel 2010 nonostante ''importanti venti contrari'' come le ristrettezze del credito e la disoccupazione. ''La stabilizzazione dei mercati finanziari - ha detto in un'intervento al New York Economic Club - ed il graduale ripristino della fiducia stanno contribuiendo alla necessaria fondazione della ripresa economica''. Secondo il numero uno della Fed ''stiamo assistendo alle prime conferme di questa ripresa''. Bernanke ha anche posto l'accento sull'indebolimento del dollaro: ''Siamo molto attenti alle implicazioni dei cambiamenti di valore del dollaro e continueremo a mettere in campo politiche per scongiurare i rischi al nostro doppio mandato: quello di sostenere al massimo l'occupazione e quello della stabilita' dei prezzi''. ''Il nostro doppio impegno insieme alla sostanziale forza dell'economia americana, aiuteranno a far si' che il dollaro sia forte e fonte di stabilita' finanziaria globale'' ha aggiunto, ribadendo pero' l'orientamento a ''garantire livelli del fed funds eccezionalmente bassi per un periodo esteso di tempo'' gia' comunicato al termine dell'ultima riunione del Fomc. Bernanke ha comunque precisato che la banca centrale ha ''un ampio spettro di strumenti per rimuovere la politica monetaria espansiva quando le prospettive economiche lo richiederanno''.
Una menzione degna di nota la merita il riferimento al dollaro, chi ha orecchie per intendere intenda, Icebergfinanza lo sottolinea da tempo sottovoce, mentre altri urlano!
Fa estremamente piacere sentire sicuro di se e delle sue capacità, un capitano di vascello come Bernanke, grande studioso della Grande Depressione e della Lost Decade, che è riuscito a farsi travolgere dalla tempesta perfetta, che è riuscito in più occasioni, una delle quali proprio al New York Economic Club, ha tranquilizzare in passato il grande pubblico, sostenendo che la depressione immobiliare era in fondo contenuta e che il sistema finanziario americano e l'economia erano fondamentalmente solidi. Ora mi sento più tranquillo e posso girare le vele del nostro veliero, in direzione dei venti, lasciandomi trascinare dall'euforia e dall'ottimismo generale dimenticando una possibile "double dip recession".
In effetti sono ancora in troppi quelli che viaggiano controcorrente, segnalando inutili scogli o iceberg, come ad esempio il Pewcenteronthestates.org che si diverte a ricordare a tutti la situazione reale in cui versa l'economia dei grandi stati americani, Florida e California in primis, una spirale fuori controllo.
E' ovvio che il problemi maggiori arrivino dagli Stati interessati dalla depressione immobiliare e automobilistica, ma se non sbaglio anche lo Stato di New York non versa in buone acque.
Abbiamo già visto come alcune amministrazioni chiudano a turno per giornate intere tutti gli uffici pubblici, per risparmiare qualche milione di dollari, attraverso temporanei congedi non retribuiti e assecondando una nemesi perfetta, mentre il governo federale allarga i cordoni della spesa, gli Stati gli chiudono e aumentano le tasse per far fronte ad un crollo delle entrate.
Ora anche per rispondere ad un caro lettore che sottolineava come General Motors, ( ....riferendosi all'ultimo mio post dedicato, inviatovi ieri) non fosse affatto estinta e in grado di restituire allo stato gli aiuti ricevuti, condivido con Voi un pezzo di alta fantasia contabile apparso in un articolo su Associated Press QUI relativo alle recenti performance di GM:
The company cautioned that the earnings numbers mean little because they don't comply with US accounting standards and cover only the part of the quarter after GM left Chapter 11 bankruptcy protection on July 10.
La società ha avvertito che i numeri utili sono ben poca posa, perhè non conformi ai principi contabili statunitensi e coprono solo il periodo successivo al Chapter 11.
Even more unusual is the $79.4 billion profit the troubled automaker reported for the first nine days of the third quarter, when it remained under bankruptcy court protection but was able to scrap colossal amounts of debt and other obligations.
Ancora più insolito è il profitto segnalato prosegue l'articolo, nei primi nove giorni del terzo trimestre, una sorta di rottamazione colossale del debito e di altri obblighi finanziari e commerciali suppongo io.
La favola continua, da oggi sarà possibile rottamare anche il debito. Per quanto riguarda le vendite, la revisione di quelle di settembre, meno 2,3 % rispetto all'iniziale meno 1,5 % non mancherà di produrre i suoi effetti sulla revisione del PIL.
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politica monetaria, bilanci statali americani

Molti di Voi probabilmente ricorderanno quando alcuni mesi fa abbiamo parlato del decennio perduto dell'occupazione americana, un lungo decennio attraversato da una serie impressionante di bolle speculative.

Certo abbiamo avuto la favola della new economy, abbiamo assistito alla più imponente manifestazione immobiliare della storia americana, ma in questo ultimo decennio, la creazione di posti di lavoro in America è stata pari a zero!
Molti sono i fattori che hanno contribuito a questa debacle, in un paese che necessita almeno di 120.000 nuovi posti di lavoro al mese per ammortizzare la crescita demografica o la corrente migratoria. Si va dall' outsorcing alla presenza di bolle economiche/finanziarie, dalla migliore produttività al trasferimento delle attività manifatturiere in paesi a basso costo di manodopera, dalle dinamiche demografiche alle politiche commerciali e cosi via.
Mike Shedlock, nel suo BLOG si avventura nel futuro dell'occupazione simulando alcune possibili dinamiche del mercato del lavoro nei prossimi dieci anni.
Riportando le aspettative di un panel di economisti pubblicate dal Wall Street Journal, Mike, ci presenta uno spaccato della realtà dando un'occhiata alle dinamiche degli ultimi dieci anni:
![[monthly+job+growth.png]](http://1.bp.blogspot.com/_nSTO-vZpSgc/SvkNVrW3GgI/AAAAAAAAHSQ/T6TgD3BcJg0/s1600/monthly%2Bjob%2Bgrowth.png)
Inutile sottolineare come il cosidetto main stream, veda un ritorno alla normalità occupazionale entro cinque anni, con il raggiungimento di un tasso di disoccupazione tra il 5 e il 6 %.
Secondo alcuni calcoli per poter giungere ad un tale risultato, sarebbero necessari da subito almeno 250.000 nuovi posti di lavoro per almeno cinque anni, necessari ad assorbire le dinamiche attuali e ad annullare gli oltre otto milioni persi in questa Grande Recessione.
Sino alla metà almeno del prossimo anno secondo la mia opinione non vedremo alcuna aggiunta di nuovi posti di lavoro e tuttora ne stiamo perdendo almeno 150.000 al mese.
Solo nell'anno che precedette la grande favola della New Economy, l'economia americana è riuscita a sostenere una tale creazione di posti di lavoro; quello che è accaduto nel decennio successivo, ormai tutti lo conosciamo. Inutile ricordare quindi cosa significhi ciò, per un paese che vive sui consumi, inutile ricordare cosa significhi per un paese il cui prodotto interno lordo è composto per oltre il 70 % dai consumi.
Vi invito a recarvi sul sito di MiKe Shedlock, dove troverete altre importanti considerazioni e una tabella excell in grado di proiettarVi qualsiasi previsione sui prossimi anni.
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mercato del lavoro occupazione

Se mai qualcuno avesse qualche dubbio sul fatto che ci stiamo avviando a passi solleciti, verso un nuovo decennio perduto, come quello accaduto nella grande crisi giapponese, quando regolatori ed autorità nascondevano continuamente la reale situazione patrimoniale dell'intero sistema finanziario, ebbene date un'occhiata a quanto scrive il WallStreetJournal:
" Le banche si stanno muovendo rapidamente per ristrutturare i mutui commerciali, sulla base delle nuove linee guida statunitensi, che permettono di iscrivere a bilancio valori più sopportabili, evitando di subire perdite alle banche più grandi."
Citigroup ( vi ricordate come vi segnalai alcuni mesi fa come nonostante il crollo del mercato immobiliare questa banca valorizzava ancora i titoli strutturati con sottostante commerciale intorno a 100.....) e altri grandi banche hanno in programma di revisionare il valore dei loro nonperforming loans, per evidenziare quindi una migliore situazione patrimoniale.
Circa due terzi degli 800 miliardi di prestiti commerciali che scadranno tra oggi e il 2014 sono "underwater" ovvero l'importo del prestito supera il valore della proprietà. Il che significa che qualcuno pensa realmente che da oggi sino al 2014 tutto sarà finito e che tutti i prestiti andranno a buon fine. La soggettività nella valutazione dei titoli si applica a "soli" 110 miliardi.
Il governatore della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart, si chiede se il crollo del sistema immobiliare commerciale, sia un grave problema per il sistema finanziario e l'intera economia. Secondo lui il mercato dei mutui commerciali è picccolo, rispetto a quello residenziale e l'esposizione è concentrata nelle banche più piccolem quindi il rischio è limitato al sistema finanziario. Certo, aggiungo io, tutto è limitato in questa crisi, sino a quando la realtà non dimostra il contrario.
Per quando riguarda le dimonsioni, date un'occhiata sotto e poi fatte voi un po di conti...

Commercial Real Estate, 3,5 trillioni di dollari, aggiungetevi Commercial & Industrial, 1 trillione di dollari e poi chiudete la somma con il settore Construction & Development e avrete il totale di 5,1 trillioni di dollari, ovvero un mercato superiore ai Prime Mortagage e quasi sette volte quello subprime.
C'è qualcuno tra di Voi, disposto a credere che il settore CRE, sia cresciuto sulla base di pratiche istruttorie regolari, senza che vi siano state generalizzati ricorsi a pratiche di tipo "subprime" o ancora a un generalizzato ricorso a tipologie di mutui " Option Arms" ovvero mutui con piani di rientro che prevedevano ammortamenti negativi nella migliore delle ipotesi peggiori? Tutto bene quindi, come per il sistema "subprime" il fenomeno è circoscritto e tutto pare sotto controllo.
Tuttavia prosegue Lockhart, il rischio è evidente e proviene dalla compromissione delle banche regionali e delle piccole banche, che stanno fallendo giorno dopo giorno a grappoli, nel concedere prestiti alla piccola e media impresa, un settore che come più volte vi ho ricordato, conta per circa 2/3 nella creazione di posti di lavoro in America. La maggior parte dell'esposizione verso questo settore è concentrata in banche con attivi sotto i 10 miliardi di dollari, che rappresentano solo il 20 % del sistema finanziario ma a loro volta detengono quasi la metà dei prestiti concessi al settore commerciale, uffici, negozi, etc. ( Bank Call Report Data ) Le piccole banche rappresentano circa la metà di tutti i prestiti per le piccole e medie imprese, e in percentuale la loro esposizione media, rappresenta il 40 % dell'esposizione totale. Small businesses, small banks, big problems?
Ma secondo l'ottimismo del governatore della Fed di Atlanta, il CRE può essere solo un fattore che rallenta la ripresa, non certo un tappo, in fondo anche il fenomeno subprime, era circoscritto ed isolato, ma ricordando ciò, onestamente, Lockhart sostiene anche è meglio che le valutazioni siano sempre più approfondite e dettagliate.
Comunque la pensi, Lockhart, senza lavoro non c'è alcuna speranza, di uscire da questa crisi, senza redistribuzione dei redditi, la Storia insegna che il destino è segnato. Nessuna possibilità di riesumare la salma della leva finanziaria, del debito!
A parte l'illusione e la magia del sistema "Mark to market" che ha determinato questa crisi, la nemesi è perfetta! Come insegna la storia più si nascondo i problemi, più non si obbliga chi è fallito a rispondere del proprio falimento e più al crisi continua e diventa devastante nel corso degli anni.
Chi beneficerà della lampada di Aladino finanziaria, saranno principalmente le banche regionali e le piccole banche pesantemente esposte verso il settore commerciale immobiliare con una percentuale presunta di rischio che supera del 300 % il capitale, sulla base di un'analisi su un campione di circa 5 miliardi di patrimonio.
Una percentuale niente male davvero! Più si fa finta di niente e più al nemesi, l'agonia continua! Queste fantasie contabili dimostrano la fragilità del sistema finanziario americano, dimostrano che la crisi finanziaria è tutt'altro che finita.
Nel fine settimana per coloro che hanno contribuito ad Icebergfinanza e per coloro che vorranno liberamente contribuire, esploreremo l'orizzonte del prossimo anno, in POSSIBILI_ORIZZONTI, orizzonti non solo fondamentali ma anche strutturali.
Si tratta di visioni fondamentali a lungo termine, non certo di osservare la sfera di cristallo per vedere quello che fa la borsa il giorno dopo.
Chiunque non riceverà per qualsiasi motivo il post dedicato è pregato di segnalarlo via mail a icebergfinanza@yahoo.it, tutto ciò che non giunge a destinazione è solo perchè a sua volta non è arrivato a destinazione, ovvero nel porto di Icebergfinanza.
Al di la dell'andamento dei mercati finanziari, è innegabile che gli orizzonti macroeconomici e fondamentali di Icebergfinanza, in questi anni, abbiano trovato il conforto della realtà, come la stessa realtà che vado ormai condividendo da alcuni mesi trova il recente conforto di due presidenti della Federal Reserve, come Fisher e la Yellen, rispettivamente della Fed di Dallas e di San Francisco.
Nel suo ultimo "The Current State of the Economy and a Look to the Future" (Lo stato attuale dell'economia e uno sguardo al futuro. ) consultabile presso il sito della FED_di_Dallas Fisher uno dei presidenti solitamente più ottimisti rilascia le seguenti dichiarazioni:
" Guardando al 2010 e forse sino al 2011, l'esito più probabile per la crescita è che le condizioni non saranno ottimali, la disoccupazione rimarrà un problema fastidioso e l'inflazione dovrebbe rimanere contenuta."
Faccio solo notare che Fisher inoltre è un autentico "falco" in materia di inflazione, uno dei governatori più attenti all'inflazione.
" Ora. ho sempre pensato che le previsioni economiche sembrano essere maledette, o forse benedette, suppongo, dipende dal vostro punto di vista, con una memoria a breve termine. Esse tendono ad estrapolare solo le più recenti tendenze del futuro. (...) molti credono che la crescita del PIL si estenderà sino alla metà del prossimo anno. L'ultimo sondaggio Blue Chip, per esempio, mostra che i meteorologi si attendono una crescita media del 2,8 % nel primo semestre 2010. Io sono diffidente rispetto al consenso. "
Più che una crescita a V che giustificherebbe le meraviglie degli ultimi mesi, la crescita esponenziale dei mercati azionari, Fisher si attende una crescita decisamente irregolare, una crescita simile ad un segno di spunta, uno di quelli che sembrano un V ma che declinano inesorabilmente verso il basso supportati da una pausa occasionale o da alcuni trimestri di crescita debole.
Fisher evidenzia come il prossimo anno spariranno gli effetti degli incentivi e stimoli governativi, sottolineando come nessuno di questi stimoli, potrà essere ripetuto con una reale speranza di raggiungere nemmeno lontanamente lo stesso effetto avutosi sino ad oggi. Stesso concetto per quanto riguarda gli inventari.
Per quanto riguarda invece la crescita oltre il 2010, Fisher, sottolinea il risveglio dalla favola di Esopo delle cicale americane, l'eccesso di credito e l'insostenibile leggerezza della leva finanziaria. Difficilmente si recupererà a breve una tendenza straordinaria ed irripetibile, perchè gli americani avranno prima bisogno di risparmiare per poi poter consumare, dopo aver onorato i propri debiti, aggiungo io.
Nulla di nuovo per i lettori di Icebergfinanza, solo che se magari lo dice un presidente della Fed oggi, allora quello che io sostengo da mesi e mesi acquista, forse, una nuova valenza.
" Può essere che ci vorrà un certo tempo prima di una crescita significativa nel mercato del lavoro, e forse anche più a lungo prima di vedere una diminuzione significativa del tasso di disoccupazione. "
Qualcuno sostiene che il 10,2 % è il picco di questa debacle del mercato del lavoro, probabilmente ha intravisto negli aggiustamenti stagionali del BLS, la fonte dell'eterna giovinezza.
Certo, secondo alcuni tutto ciò non è in realtà successo, secondo i dati destagionalizzati, nulla è accaduto. Il tasso è fermo al 9,5 % e a differenza delle cifre in questione si sono creati 80.000 nuovi posti di lavoro. E' innegabile che non è possibile perdere 700.000 posti di lavoro tutti i mesi, che il punto peggiore della crisi è alle spalle, senza sapere in realtà cosa ci aspetta.
Ma è altrettanto innegabile che la richiesta di sussidi, resta sopra l'asticella delle 500.000 unità e che dovranno scendere almeno a 400.000 per dare l'impressione che in America si stiano creando posti di lavoro. Non dimenticate che servono, secondo alcune statistiche, 120.000 posti di lavoro in più all'anno, per assorbire il naturale incremento demografico.
Chissà perchè sempre e solo in una direzione, il mese di ottobre è il mese con la più grande regolazione stagionale verso il basso dei posti di lavoro, e quindi il meccanismo in questione non tiene conto della modifica effettuata dal BLS. Se poi teniamo a mente che mancano ancora più di 800.000 posti di lavoro all'appello che verranno confermati solo nella revisione di febbraio e che il CES/NET Birth/Death Model continua ad aggiungere posti di lavoro invece di toglierne, allora la revisione stagionale del BLS si commenta da sola. La loro affidabilità è zero!
Tornando invece alla Dr.Yellen, attuale governatore della FED di San Francisco, forse l'unica che sino ad oggi ha parlato apertamente di deflazione, la sua domanda è: " La grande questione è quanto forte sarà la ripresa." Tra disoccupazione ed elevata capacità produttiva inutilizzata, vi sarà bisogno di una ripresa strepitosa per creare nuovi posti di lavoro e ridurre la sottoutilizzazione degli impianti. La Yellen si immagina una ripresa non certo forte, una volta concluso l'effetto placebo degli stimoli e della riduzione degli inventari, una domanda privata finale non assolutamente in grado di supportare la ripresa. In primo luogo vi vorrà molto tempo prima che il sistema finanziario sia in grado di ripristinare i normali flussi del credito all'economia reale, la crisi del credito non è ancora del tutto scomparsa. Le piccole imprese che non hanno accesso direttoal mercato dei capitali stanno accusando il colpo. Disoccupazione, pignoramenti, fallimenti e insolvenze, hanno minato il sistema finanziario.
Sembra un film già visto eppure io nella mia ignoranza, andavo ripetendolo da mesi, come una dinamica inevitabile, fisiologica, quasi una nemesi prestabilita. Certo come dice la Yellen, in passato i consumatori hanno sempre sorpreso, ma non certo adesso, senza carte di credito, senza credito al consumo, senza lavoro, senza aumento del valore immobiliare, l'unica via obbligata è il paradosso della parsimonia, il risparmio, in funzione di un consumo futuro, quando i prezzi saranno più bassi, quando la deflazione avrà fatto il suo corso. Date un'occhiata ai salari, sottoccupazione e disoccupazione,
sono sinonimo di pressione al ribasso sui salari. Certo stanno cercando di far salire i mercati azionari, il frigo degli americani è pieno di azioni, le loro pensioni sono infarcite di azioni, è la loro ultima spiaggia, fare salire le azioni, ad oltranza, non importa se si crea una nuova bolla, una tira l'altra.
Di bolle se ne stanno creando a iosa, ma una è fantastica!
E non mi si venga a raccontare che i p/e il rapporto prezzo /utili di questo mercato non è stragonfiato perchè allora sorrido e mi sembra di essere tornato ai bei tempi di circa un paio di anni fa quando tutti sorridevano e nessuno si aspettava quanto in realtà è accaduto, il collasso totale.
Non solo disoccupazione quindi per la Yellen, ma sottoccupazione, part-time e congedi involontari, come accade anche nel settore governativo, dove gli Stati americani in deficit, sono obbligati a lasciare a casa i dipendenti pubblici qualche giorno al mese, per risparmiare qualche milione, ovviamente senza stipendio.
I contatti commerciali della signora Yellen dicono che sino a quando non vi sarà una prova evidente di una vera ripresa economica nessuno assumerà in America. Sostegni governativi e moratorie nei pignoramenti hanno sostenuto il mercato immobiliare, ma gli avvisi di pignoramento ci dicono che le difficoltà nelle vendite aumenteranno nei prossimi mesi. Più disoccupazione eguale a più pignoramenti, e l'offerta di credito per acquistare nuove abitazioni si è rarefatta, le cartolarizzazioni senza il supporto delle banche centrali si sono estinte, sparite, polverizzate. Le prospettive per il mercato immobiliare commerciale sono preoccupanti ( ....sono ormai due anni che lo ribadisco in
ogni occasione, in ogni analisi, in ogni realtà ) la combinazione di una debacle commerciale che si aggiunge anche se in ritardo alla Madre di tutte lecrisi, aggiunge la Yellen, spiega per quale motivo la crescita sarà anemica.
Ed è qui che sorprende il governatore della FED di San Francisco, la lettera che vorrebbe scegliere per testimoniare una probabile prossima ripresa non esiste, c'è chi urla la V ripresa esplosiva, c'è chi parla di U lenta e nel tempo, c'è chi come me vede una W prolungata nel tempo ( ....è impossibile che non vi siano riprese, con un uso cosi massiccio di defibrillatori governativi, ma prima o poi la corrente finirà...) , un lungo decennio perduto, ma la Yellen sceglie la L una L con una graduale inclinazione verso l'alto con il tempo." Con un tale rimbalzo lento, la disoccuapzione potrebbe rimanere elevata per molti anni a venire."
Probabilmente aggiungo io per molti più anni di quanti questo sistema sia disposto a tollerare.
Ieri è stato il 10° anniversario dell'abbrogazione di quel baluardo, la Glass-Steagall, che impediva la distinzione tra banche commerciali e d'investimento, il principale imputato che ha permesso l'utilizzo di una leva finanziaria demenziale in grado di minare le basi del sistema finanziario e di distruggere l'economia. Inutile che vi ricordi i nomi di questi partigiani dell'estremo libero mercato, totalmente bipartisan, ovvero democratici e repubblicani, allegramente insieme, ma ancora oggi qualcuno si sta domandando per quale motivo, una voce autorevole come quella di Paul Volcker, che sostiene a spada tratta il ritorno alla Glass-Steagall, non sia ancora stata ascoltata.
Inutile raccontarvi le pressioni delle lobbies bancarie sull'amministrazione Obama, inutile ricordarvi che la banche d'investimento sono la mano di dio, che in settimana abbiamo scoperto l'ultimo dei Blues Brothers, quelli che da sempre erano in missione per Dio, quelli che aiutano l'economia reale a crescere, raccogliendo capitale, ma succhiandole tutto il sangue necessario attraverso fantasiose e inutili operazioni di capitale e di finanza derivata, prelevandole alti e adeguati " alla santità " del sostegno, compensi per intermediazione finanziaria.
ROMA (MF-DJ)--"Con il miglioramento della situazione, il potere degli interessi di parte, che sono contrari a ogni riforma sostanziale, diventa piu' forte". Lo ha affermato nel corso della conferenza Bce-Cfs il governatore di Bankitalia e presidente del Fsb, Mario Draghi, sottolineando che nonostante questo "noi dobbiamo agire nel breve termine in tutte le aree". Soprattutto per quanto riguarda la riforma delle regole della finanza globale, "stiamo entrando in una fase critica", ha detto Draghi, e "dobbiamo prendere alcune decisioni difficili". pev/ren eva.palumbo@mfdowjones.it
Bene cosi, più le cose non cambiano, più la nemesi raggiungerà il suo scopo!
Ieri la Bank of England nel suo "Inflation Target" ha detto in maniera chiara ed inequivocabole che la svalutazione della sterlina non può che are bene alla ripresa dell'economia inglese e che l'inflazione, per ben ue anni, resterà nell'ordine dei 1,6 punti percentuali ben al di sotto della soglia di allarme del 2 %.
Figurarsi è ormai da un anno che si parla i inflazione ed ora per altri due anni nemmeno l'ombra, poi si vedrà, ma intanto guai a parlare di deflazione.
Certo dal terzo anno le cose cambieranno, ma in tutta sincerità le loro revisioni di una crescita sensibile, sono di un ottimismo eccessivo considerando anche che in Inghilterra ancora oggi la recessione continua. Se poi qualcuno non fa a finta di dimenticare l'ossessione delle banche centrali centrali per la spirale salari inflazione, allora il quadro si fa chiaro, disoccupazione o bassa occupazione equivalgono a salari sotto pressione e quindi inflazione evanescente.
Quindi lunga vita al "quantitative easing" alla stampa di moneta per rastrellare i "rifiuti" tossici in circolazione, titoli strutturati, ma specialmente lunga vita e qui viene il bello alla svalutazione della propria moneta, lo stanno facendo gli americani o almeno tentano di farlo e lo fanno di gusto gli inglesi. Noi italiani siamo stati dei grandi specialisti in questa pratica, nel passato, peccato che oggi la recessione è globale.
La Storia è sempre dietro l'angolo e se qualcuno pensa di cavarsela a spese di qualcun'altro eliminando il debito con l'inflazione o svalutando la propria moneta, allora ha fatto male i suoi conti. Vi dice niente la Grande Depressione, vi dice niente il protezionismo, che tutti giurano di non voler mettere in atto a parole mentre nei fatti, la realtà è sotto gli occhi di tutti.
L'inflazione in Germania resta in territorio negativo. A ottobre i dati definitivi, su base armonizzata Ue, confermano i risultati preliminari e mostrano un aumento dello 0,1% mensile e un calo dello 0,1% annuo. A settembre l'indice del prezzi al consumo aveva registrato una discesa dello 0,5% mensile. I prezzi alla produzione a ottobre registrano una discesa del 7% annuale. Gli analisti si aspettavano un calo dell'8,1%. Su base mensile la dIscesa e' dello 0,4%.
Certo, quando il petrolio crolla da 145 dollari a 35, allora tutto quello che accade si chiama disinflazione, ma quando sale da 35 a 80, più che duplicando il prezzo, allora si chiama inflazione negativa, tutto per paura di chiamare le cose con il suo vero nome ovvero DEFLAZIONE!
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La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
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Interessante è notare che incominciano ad arrivare alcune evidenze empiriche a sostegno della tesi della seconda ondata di reimpostazioni di mutui ARMs che sta per travolgere i piani alti della struttura immobiliare americana.
Secondo il "Metropolitan Foreclosures Market Report", indagine trimestrale pubblicata da ReatyTrac che John_Hussman ha evidenziato nel suo sito, si riporta che in California, Nevada e Florida, nelle aree metropolitane con più di 200.000 abitanti, abbiamo le prime dieci aree con il più alto numero di pignoramenti, ma allo stesso tempo è in corso una diminuzione del ritmo di pignoramento nel 50 % di tali aree metropolitane. In un'altra ricerca su un campione di altre 50 aree metropolitane di un certo rilievo, diversamente viene notato un sensibile aumento delle stesse,
La scossa sismica di sta spostando dall'epicentro subprime verso i quartieri periferici quelli meno interessati dallo stesso fenomeno, un'onda sismica che sta raggiungendo i quartieri alti ( Alt-A, Prime; Jumbo Mortgage) interessati da questo nuovo movimento tellurico denominato Option ARMs. Inutile ricordare a tutti che la pausa benefica nelle reimpostazioni dei cosidetti mutui a tasso variabile con opzioni multiple è dietro l'angolo, ora incomincia il difficile.

Al di la delle rinegoziazioni di mutui che avranno il vantaggio di essere rivisti a tassi non certo onerosi, visto che molti di essi sono agganciati ai rendimenti dei titoli di stato americani e al LIBOR, il problema di questi mutui, come ho più volte evidenziato è che le formule esotiche di rimborso stabilite durante l'orgia immobiliare andavano dal totale mancato onere della quota interesse, sino alla possibilità addirittura di evitare il rimborso di una parte della quota capitale, determinando quindi situazioni generalizzate di ammortamenti negativi, ovvero quando la rata di un mutuo è insufficiente per abbattere nel tempo il residuo del mutuo stesso, portando quindi nonostante alcuni pagamenti ad un continuo aumento del debito residuo.
E' importante ricordare che questi mutui sono stati concessi senza alcuna reale istruttoria, atta a determinare la presenza di redditi o solvibilità da parte di chi li sottoscriveva.
Ma veniamo infine al titolo di questo post, "La mano di Dio" e alle dichiarazioni rilasciate da un certo Mister Blankfein, amministratore delegato di una banca di affari americana, la più misteriosa e affascinante dichiarazione di amore nei confronti del prossimo.
Abbiamo assistito dai pulpiti delle chiese inglesi a sermoni improvvisati sulla "santità del profitto", sull'estensione della massimissazione dei profitti come conseguenza dell'ingiunzione di amera il prossimo tuo come te stesso, sempre che poi ti ricordi di farlo dopo avere incassato la sudata ricompensa, sulla magica possibilità di ampliare la leggendaria cruna dell'ago, per farci passare la montagna di profitti "legittimi" che il mondo di carta produce, ma francamente quella che Goldman Sachs fosse la benevola mano di Dio ci mancava.
" ...Siamo molto importanti. Aiutiamo le aziende a crescere, aiutandole a raccogliere capitali. Le aziende che crescono creano ricchezza. Questa a sua volta, permette alle persone di avere un lavoro, creare maggiore crescita e maggiore ricchezza. Noi abbiamo uno scopo sociale. "
Chiariamo un punto, non tutte le banche sono uguali, ci sono realtà che si distinguono!
Nulla da dire, mister Blankfein, questo è il dogma del capitalismo estremista, dei super uomini, dotati della massima efficienza che sanno sfruttare al massimo le risorse e massimizzare il profitto. Questa è la religione che si insegna nelle università dell'esaltazione neoliberista.
Il capitalismo responsabile, schiacciato da questa massa deforme opprimente, denominata neoliberismo o mercatismo, come meglio volete chiamarla, ha il dovere di dire qualcosa!
" Tutti dovrebbero essere felici. Le aziende stanno cercando di crescere ancora e raccogliere fondi. Ecco dove entriamo in gioco noi. Il sistema finanziario ha determinato la crisi, il sistema finanziario ci porterà fuori dalla crisi."
E qui mi fermo, per non andare troppo in la, visto che nonostante tutto, sono in molti ad amare questa "religione", inutile discutere, questo è il dogma assoluto! WSJonline
Il credito al consumo in America sta crollando, il Senior Loan Officer Survey della Fed testimonia come il credit crunch continui inesorabilmente, condizioni di prestito e rarefazione del credito in continuo aumento. Chissà di cosa parlava Mr BlanKfein quando sussurrava che loro aiutano l'economia a crescere...in fondo non hanno tutti i tori, il sistema finanziario è per buona parte tecnicamente fallito e deve riempire le voragini patrimoniali lasciate da anni di spensierato supporto all'economia reale.
Il governatore della Fed di New York, parla di una sfida finanziaria senza precedenti nella storia, mentre l'ex governatore della Fed Mishkin ci racconta sul Financial Times, che non tutte le bolle sono uguali, vi sono quelle che derivano dai boom del credito che costituiscono un rischio per l'economia e quelle di "pura esuberanza irrazionale" che non lo sono.
Certo che sentirselo dire da coloro che non si sono accorti della Madre di tutte le bolle, rassicura, questa non è una bolla del credito, solo i carry trade possono divertirsi, questa è solo un'innocente bolla esuberante, come quella che precedette lo "scherzo" della "new economy" a dirla come direbbe il buon Greenspan.
Vi sono bolle e bolle...chi glielo racconta ai bambini che le bolle non scoppiano più!



Martedi della scorsa settimana facendo riferimento al mercato del lavoro scrissi:
" Considerando la solerzia con cui girano notizie di un secondo stimolo governativo all'economia e un prolungamento del credito d'imposta per l'acquisto della prima casa, aumentato a 175.000 dollari per i single e a 225.000 per le giovani coppie con la scelta tra un minimo di 8000 o il 10 % del valore di acquisto..... ho l'impressione che il tasso di disoccupazione supererà o egualierà la fatidica soglia del 10 % considerando anche la possibilità che molti disoccupati scoraggiati si siano rimessi alla ricerca di un lavoro.
Ho letto in giro della sorpresa di analisti ed economisti e del governo americano rispetto ad una percentuale, la barriera del 10 %, che era prevista per i primi mesi del 2010, ma per noi nessuna sorpresa, per inizio anno saremo abbondantemente oltre quella cifra nei pressi dell'11 %.
Date un'occhiata qui sotto alle previsioni della Federal Reserve in relazione alla farsa dello "Stress Test", 10,3 % per tutto il 2010 nella peggiore delle ipotesi. Chapeau!
Per quanto riguarda la sopresa, non mi si venga a raccontare che la Federal Reserve e il Governo americano, non sono a conoscenza in anticipo dei dati relativi all'occupazione e delle sue dinamiche, perchè non ci credo.
In questo articolo troverete tutti i "segreti" che hanno permesso al nostro veliero di intravvedere ancora nel maggio del 2007, la madre di tutte le crisi occupazionali, condiviso gratuitamente come è nello stile di Icebergfinanza.
Non si trattava solo di un'impressione, ma di pura analisi fondamentale, l'unica arma necessaria ad anticipare l'oceano di chiacchere confluite dai fiumi del nulla che circolano nei mercati.
La realtà è che il tasso di disoccupazione è salito di quattro gradini senza che nessuno dei disoccupati scoraggiati si siano in realtà messi alla ricerca di un lavoro.
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Year
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Jan
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Feb
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Mar
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Apr
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May
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Jun
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Jul
|
Aug
|
Sep
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Oct
|
Nov
|
Dec
|
Annual
|
|
2005
|
-54(1)
|
344(1)
|
17
|
560
|
347
|
-11
|
183
|
349
|
183
|
30
|
88
|
-93
|
|
|
2006
|
146(1)
|
452(1)
|
193
|
113
|
214
|
278
|
16
|
348
|
-82
|
347
|
398
|
252
|
|
|
2007
|
335(1)
|
-133(1)
|
125
|
-482
|
237
|
326
|
16
|
-246
|
569
|
-262
|
715
|
-41
|
|
|
2008
|
37(1)
|
-375(1)
|
345
|
89
|
578
|
-110
|
106
|
317
|
-202
|
257
|
-258
|
-173
|
|
|
2009
|
-731(1)
|
498(1)
|
-166
|
683
|
350
|
-155
|
-422
|
73
|
-571
|
-31
|
|
|
|
|
1 : Data affected by changes in population controls.Civilian labor force
|
Mentre si festeggia la perdita di "soli" 190.000 posti di lavoro... In October, the number of unemployed persons increased by 558,000 to 15.7 million. (BLS)
Lasciate perdere le cifre ufficiali, sono lontane mille miglia dalla realtà, il tasso di disoccupazione dei nuclei familiari, che testimonia quante anime hanno cercato un lavoro senza trovarlo è di 585.000.
Anche se non piace sottolinearlo, stiamo per entrare nel secondo decennio perduto per l'occupazione americana e mondiale, gli stimoli del governo americano hanno fallito, nessun incremento dell'occupazione, altro che tre milioni di nuovi posti di lavoro.
Ho già sottolineato che questa "jobless recovery" ripresa senza lavoro, dovrà fare i conti con un eccesso di produzione imponente, che non è stata ancora assorbita e un deleveraging universale. Prima si aspetta la ripresa, poi si rientegrano i lavoratori a part-time "forzati" e infine si riassume, ma le percentuali pre crisi non verranno riviste per molti e molti anni ancora.
9,28 milioni di lavoratori par-time, il quarto mese consecutivo di crescita quasi 3 milioni in più che ad inizio recessione.
Il numero complessivo di disoccupati in America sale a 15,7 milioni di cui ben 8,2 dall'inizio della recessione.
Avete dato un'occhiata ai dati sui redditi, altro decennio perduto! Disintegrati, come di conseguenza verranno disintegrate le prospettive di inflazione, ci sono tutti gli ingredienti per una deflazione globale.
C'è chi guarda alla crescita dei prossimi due trimestri con percentuali intorno al 3/4 %, illusione pura! Prepariamoci ad esultare se si raggiungerà il 2 %, ma resteremo sotto, i consumi nel trimestre principe dell'economia mondiale e americana, i consumi non vedranno alcuna ripresa, nessuna possibilità!
|
Year
|
Jan
|
Feb
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Mar
|
Apr
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May
|
Jun
|
Jul
|
Aug
|
Sep
|
Oct
|
Nov
|
Dec
|
Annual
|
|
2005
|
-175
|
213
|
-232
|
-57
|
-11
|
-121
|
-136
|
-55
|
210
|
-113
|
84
|
-322
|
|
|
2006
|
-199
|
156
|
-96
|
62
|
-114
|
11
|
128
|
-49
|
-244
|
-136
|
99
|
-149
|
|
|
2007
|
341
|
-142
|
-150
|
137
|
-30
|
184
|
100
|
-5
|
98
|
74
|
-83
|
329
|
|
|
2008
|
14
|
-132
|
397
|
-145
|
861
|
126
|
248
|
640
|
42
|
629
|
255
|
632
|
|
|
2009
|
508
|
851
|
694
|
563
|
787
|
218
|
-267
|
466
|
214
|
558
|
|
|
|
Serve qualcosa ricordare che senza consumi non vi è produzione e che in America si vive solo di consumi e che se ci si esalta perchè la produttività sale e le aziende tengono i margini di profitto, prima o poi la propria esaltazione esploderà in faccia a coloro che guardano sempre e solo a dinamiche, senza prendere in considerazione l'uomo.
Mentre gli ingegneri economici sussurrano mille ipotesi di una ripresa sostenuta da questo e quello, io vi ricordo che senza occupazione non vi sarà alcuna ripresa degna di questo nome.
Obama ha appena dichiarato che i dati sull'occupazione ci riportano con i piedi per terra, una terra che corrisponde alla realtà fondamentale.
C'è qualcuno che può suggerire al signor Obama di smetterla di sostenere un settore come quello finanziario sostanzialmente fallito e incominciare ad occuparsi seriamente di Main Street, con l'occupazione ed evitando che i pignoramenti continuino a salire a ritmi impressionanti. Se qualcuno lo ha dimenticato, dai prossimi mesi è in agguato il fantasma dei mutui ARMs, mutui che dovranno essere rinegoziati, magari con tassi migliori, ma con quote interesse da corrispondere interamente e non parzialmente come è stato fatto negli ultimi 3/5 anni. La favola dell'ammortamento negativo è finita.
Inoltre è impossibile che i continui licenziamenti non incidano sulla solvibilità delle famiglie americane, non solo in riferimento ai mutui ipotecari siano essi residenziali o commerciali, ma in particolare sulle carte di credito con oltre 10 miliardi di perdite per le prime quattro banche americane, JP Morgan, Bank of AMerica, Citigroup e Wells Fargo, banche come ne caso di Citigroup che hanno pensato bene di aiutare il consumatore americano aumentando il tasso sulle sofferenze sino al 30 % circa. disoccupazione che sale sfondando la barriera del 10 %, ( 10,2 %) 190.000 posti persi che sarebbero in realtà 273.000, se escludiamo quelli aggiunti virtualmente dal modellino statistico stagionale CES/NET Birth/Death, costruzioni, commercio al dettaglio e manifatturiero continuano nella loro dinamica regressiva.
Provate a scrivere sul motore di ricerca Google "CES NET BIRTH DEATH", nella ricerca web dopo i siti ufficiali del Bureau of Labours Statistics, vi apparirà solo ICEBERGFINANZA, se poi fate la ricerca in italiano solo ICEBERGFINANZA.
Il nostro veliero è l'unico che ormai da oltre due anni esplora questo oceano che è la chiave di lettura di quanto avviene in America, quella che ci ha permesso di anticipare la Grande Recessione, oltre alla visione delle misure alternative di disoccupazione la TABELLA U6 pubblicata dal BLS. Eppure in due anni e mezzo, non ho visto un solo giornale italiano finanziario o no, scrivere solo due righe su questo modellino statistico inattendibile.
Il tasso di disoccupazione attuale non tiene inoltre conto della revisione che verrà comunicata nel mese di febbraio del prossimo anno, relativa al semestre settembre 2008 e marzo 2009, con oltre 800.000 posti di lavoro in più persi, posti che erano stati aggiunti per oltre l'85 % dal modellino di cui abbiamo appena parlato.
2009 Net Birth/Death Adjustment, not seasonally adjusted (in thousands)
| Supersector |
Jan |
Feb |
Mar |
Apr |
May |
Jun |
Jul |
Aug |
Sep |
Oct |
Nov |
Dec |
|
Mining & Logging
|
-2
|
2
|
1
|
1
|
2
|
2
|
1
|
2
|
1
|
1
|
|
|
|
Construction
|
-79
|
8
|
23
|
38
|
43
|
31
|
-1
|
15
|
11
|
5
|
|
|
|
Manufacturing
|
-28
|
6
|
6
|
-8
|
7
|
7
|
-9
|
4
|
3
|
-7
|
|
|
|
Trade, Transportation, & Utilities
|
-58
|
10
|
17
|
16
|
30
|
21
|
-5
|
18
|
20
|
26
|
|
|
|
Information
|
-14
|
7
|
0
|
5
|
5
|
2
|
-2
|
5
|
0
|
1
|
|
|
|
Financial Activities
|
-33
|
8
|
5
|
1
|
7
|
7
|
-3
|
4
|
5
|
14
|
|
|
|
Professional & Business Services
|
-99
|
36
|
16
|
65
|
28
|
25
|
8
|
26
|
5
|
49
|
|
|
|
Education & Health Services
|
-10
|
17
|
-1
|
25
|
13
|
-5
|
6
|
16
|
19
|
33
|
|
|
|
Leisure & Hospitality
|
-19
|
35
|
41
|
76
|
77
|
87
|
43
|
24
|
-33
|
-36
|
|
|
|
Other Services
|
-14
|
5
|
6
|
7
|
8
|
8
|
-6
|
4
|
3
|
0
|
|
|
|
Total Nonfarm Birth/Death Adjustment
|
-356
|
134
|
114
|
226
|
220
|
185
|
32
|
118
|
34
|
86
|
Per comprendere come funziona questo modellino basta dare un'occhiata al settore delle costruzioni evidenziato con il colore fucsia, un aumento di 23/38/43/31 mila anime nei mesi più favorevoli all'edilizia, ma nella reltà inesistenti in quanto i dati ufficiali registravano un continuo deterioramento dell'occupazione. 173.000 posti di lavoro creati nell'edilizia da febbraio, ma quale favola stanno raccontandoci.
Il settore manifatturiero ha perso 61.000 posti di lavoro rispetto ai 51.000 dello scorso mese e meno male che quella palla di cristallo che corrisponde al nome di ISM manifacturing segnala un balzo esplosivo oltre i cinquanta punti, barriera che separa l'espansione dalla contrazione, meno male. Nelle costruzioni stessa dinamica altri 62.000 posti volatilizzati contro i 64.000 di settembre, mentre nei servizi il miglioramento è stato evidente. Solo i servizi professionali e commerciali hanno aggiunto 18000 timidi posti di lavoro, con il ritorno dell'istruzione e dei servizi sanitari cresciuti di 45.000 unità.
Come, il settore manifatturiero ha perso posti di lavoro.... e allora quale attendibilità ha l'indice ISM che ha segnalato addirittura un balzo oltre i 50 punti raggiungendo i 53 punti, segnale chiaro di espansione? Sono dichiarazioni di possibili assunzioni, non si tratta di assunzioni vere e proprie.
Qui sotto via New York Times, tramite Markit, avete una panoramica globale degli indici manifatturieri in riferimento all'occupazione.
Austria, 42.3 Germany, 42.7 Spain, 42.9 Netherlands, 43.2 Total Eurozone, 43.7 Czech Republic, 43.8 Italy, 44.0 Ireland, 44.1 Britain, 44.7 Poland, 44.8 France, 46.5 Greece, 46.7 Russia 47.4 Japan, 47.6 GROWING China, 55.3 Taiwan, 54.7 U.S. 53.1 South Korea, 52.0 Turkey, 51.7 India, 50.8
Il settore governativo è sostanzialmente piatto. Per molti lavoratori i sussidi sono terminati, mentre la dinamica dei senza lavoro per oltre 26 settimane ha raggiunto il record storico arrivando sino a 5,6 milioni.
A proposito di decennio perduto dell'occupazione e di partecipazione alla forza lavoro, il grafico della Fed di St.Louis è emblematico.

Provate inoltre a mettere in relazione le ore lavorate rispetto alla partecipazione della forza lavoro e otterrete un cocktail devastante. Con la leggenda metropolitana che l'occupazione segue lentamente la dinamica di ripresa dell'economia, ci stiamo avviando verso il secondo decennio perduto dell'economia americana e dei principali paesi occidentali, tra cui l'Italia.
Questa leggenda non vale per questa crisi! Questa crisi proviene da un eccesso di produzione e di capacità produttiva figlia dell'impero del debito, supportato da una dinamica che ha già portato negli anni '30 ad una Grande Depressione. Questa crisi è figlia di una iniqua ed insostenibile distribuzione di redditi e profitti, che come la storia insegna sono la scintilla che fa esplodere la camera satura di gas dell'economia mondiale.
Date un'occhiata alle Misure_Alternative di rilevamento della disoccupazione pubblicate dal BLS, la misura denominata U6 che prende in considerazione tutte le situazione di sottoccupazione, come i part-time o coloro che sono marginalmente forza integrante del lavoro raggiunge il 17,5 % e anche se la misura massima rilevata risale al 1994 il New York Times con l'aiuto di alcuni economisti è risalito sino al 1970. Proporzionalmente siamo di fronte alla peggiore statistica dalla Grande Depressione e nonostante il pensiero ufficiale, questa è una mini grande depressione: bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome.
La realtà è che in America per quanto vi raccontino ogni mese in media si perdono almeno 300.000 posti di lavoro, ancora oggi, senza alcuna possibilità di modificare a breve questa dinamica. Sino a quando i sussidi di disoccupazione non saranno ritornati sotto le 400.000 richieste nessuna inversione nella dinamica occupazionale e a differenza di quello che si racconta, sino al 2011 non vi sarà alcun aumento dei posti di lavoro mensile.
In fondo non è certo la Grande Depressione si sente sottolineare, ma come diceva il presidente Truman, recessione è quando tutti intorno a te perdono il posto di lavoro, depressione è quando all'improvviso sparisce il tuo.
Lasciamo ora per un istante il mercato del lavoro e trasferiamoci sul versante finanziario.
Era il lontano marzo del 2008 quando scrissi questo avvertimento:
Per chiudere, vorrei ora lasciare alla Vostra attenzione un piccola perla scovata sul sito MARKETWATCH un'informazione di primaria importanza:
" La FDIC intende rafforzare la sua divisione di esperti in fallimenti bancari del 40% nel corso di quest'anno. La divisione ha attualmente 233 dipendenti. Considerando che solo tre banche sono fallite lo scorso anno, perché hanno bisogno di più esaminatori?
25 uomini con esperienza nella crisi delle SAVINGS & LOANS 1980/1990 in pensione sarebbero stati contattati. "
Oggi un anno e nove mesi dopo la FDIC: Failed Bank List ci dice che sono fallite solo quest'anno, 120 banche americane, senza contare i più imponenti fallimenti della storia finanziaria americana, Lehman Brother, Washington Mutual e CIT Group.
Anche se a qualcuno non piacerà, su Icebergfinanza non c'è evento che non sia stato segnalato in anticipo, attraverso uno studio meticoloso ed analitico delle dinamiche macroeconomiche con l'aiuto di esperti ed analisti indipendenti, liberi da conflitti di interesse.
Buone notizie infine per coloro che sono terrorizzati dall'inflazione, in un nuovo documento proveniente dalla Fed_di_Cleveland ad opera di Andrea Pescatori and Timothy Bianco, (....un tocco di italianità nel mondo ) testimonia come le aspettative di inflazione a lungo termine sono vicine ai minimi storici. Un combinazione del tasso di inflazione atteso dal mese a 30 anni, una stima del premio di rischio e una misura che prende in considerazione i tassi reali su un orizzonte breve non disponibile nel mercato dei TIPS, ovvero i titoli indicizzati all'inflazione.

Prima o poi vedremo di smontare alcune leggende metropolitane che vedono nella deflazione il male assoluto, probabilmente lo faremo insieme ad Assisi.
Abbiamo intravisto insieme la madre di tutte le crisi, prima della saggezza convenzionale; dal lontano maggio 2007 abbiamo scoperto che in America l'occupazione viene rilevata in maniera alquanto fantasiosa, con modellini statistici e stagionali assolutamente non in grado di individuare le svolte degli stessi cicli economici. Le continue revisioni, spesso sensibili, sono la testimonianza empirica di una realtà molto più grave e profonda.
Chi segue questo viaggio da sempre sa di cosa parlo, chi guarda ad una mirabolante ripresa non ha capito nulla, ne della storia, ne delle dinamiche economiche.
Il mercato dell'auto e quello immobiliare è appoggiato sulle fragili palafitte dei sostegni governativi, lo stesso sistema finanziario è puntellato dai governi, diversamente fallito. Il libero mercato è in camera di rianimazione, con la bombola d'ossigeno del sostegno incondizionato dei contribuenti, con nel corpo il veleno del neoliberismo e del mercatismo demenziale estremo. Prima o poi, meglio prima, dovrà cercare di respirare da solo, come credo ben sappia fare, diversamente non resterà che decretarne la morte cerebrale.
Il più imponente azzardo morale della storia è pagato ormai sistematicamente dai contribuenti e dagli indifesi di ogni nazione, sostenuto e condiviso dalla politica, spesso non solo ostaggio ma vera e propria connivente di questo sistema. Ho letto sul Sole 24 Ore che Robert Rubin, invitato dalla Fondazione Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale ha candidamente affermato lo sforzo per definire regole nuove per il sistema finanziario troppo spesso trova le lobbies schierate contro tali riforme.
Vi confesso che non so se piangere o ridere. Queste parole dette da colui che ha smantellato il Glass Steagall Act, ultimo bastione contro la separazione in banche commerciali o di investimento, suonano come una bestemmia.
" Non chiedetemi perchè i segnali di allarme non sono stati recepiti, non sono in grado di dare una risposta soddisfacente - ha ammesso - nessuno li ha visti. "
Un po come i bambini che vengono sorpresi dalla mamma, con le dita nel vasetto di Nutella e fanno finta di niente!
La Storia è maestra insuperabile di vita, ma i suoi studenti sono ignoranti, avidi ed arroganti e quando invece la conoscono nei minimi particolari come il buon Bernanke, allora sostengono che le condizioni economiche sono fondamentalmente sane e che questa volta sarà diverso perchè noi lo sappiamo, abbiamo compreso tutto dalla Storia.
Ora l'orizzonte si fa sempre più nitido e mentre la mano invisibile della disperazione, sostiene i mercati, affermando che peggio di cosi non può andare e che a breve l'occupazione risalirà, le mie mappe intravedono un ritorno per il prossimo anno, vicino all'abisso conosciuto nella prima parte dell'anno, una sostanziale sopravalutazione dei mercati dal punto di vista fondamentale, che non tarderà a manifestarsi come in occasione della prima ondata. Se non interverranno novità sostanziali nelle politiche governative e nell'andamento del mercato immobiliare, se non si provvederà alla nazionalizzazione di alcuni " dead man walking " finanziari, se la tragedia della disoccupazione non verrà affrontata seriamente, allora credo che sia solo questione di mesi perchè la Verità sia sempre più figlia del Tempo!
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La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
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lobbies, inflazione e deflazione, mercato del lavoro occupazione, fallimenti banche

Come scrivono Luigini Bruni e Alessandra Smerilli nel loro libro " Benedetta Economia " nella nostra società di mercato, disincantata e anoressica di ideali e di spiritualità, è molto difficile vedere nella vita economica, nelle imprese e nei mercati, qualcosa di più e di diverso da denaro e profitti.
Esplorando i carismi di Benedetto da Norcia e Francesco d'Assisi nella storia economica europea, gli autori testimoniano la presenza di una "nuova" via, una via che proviene dal passato, dalla Storia, dagli albori della moderna economia di mercato, un nuovo modo di affrontare le problematiche economiche attraverso i carismi.
" Se il mercato è una realtà sociale e civile, allora la misurazione dei valori al suo interno deve essere fatta da tutti coloro che partecipano al mercato, dalla communitas civilis. La comunità civile deve determinare i prezzi a partire da quattro categorie: la graduatoria naturale dell'utilità delle cose, la scarsità, il lavoro e il rischio necessari per ottenerle, il valore degli stipendi, che deve tener conto delle cariche ricoperte.
Il mercato è presentato - nella concezione francescana - come un luogo di relazioni basate sulla fiducia e sulla credibilità. Potevano quindi far parte del mercato, francescanamente inteso, non coloro che sottraevano ricchezza al bene comune per accumularla, ma quelli che commerciando e scambiando partecipavano al bene comune.
Questa visione del mercato porta sempre di più ad identificare l'economico con il civile. Nel 1383 vede la luce una significativa opera di un francescano, Francesco Eiximenis, nella quale la socialità economica e quella civile vengono a coincidere. in tale visione i commercianti e i mercanti rappresentano le colonne dello Stato in cui vengono a trovarsi.
Se il mercato è un luogo da ampliare, perchè civile, al tempo stesso, per svilupparsi nella sua forma migliore, ci fa notare Bernardino da Siena, esso va tenuto costantemente sotto controllo. In che modo? Sono i "buoni" mercanti che devono istituire circoli virtuosi, rifiutandosi di fare affari con chi non gode di buona reputazione, e lottando perchè questi venga cacciato fuori dalla collettività economica e quindi civile.
C'è dunque, per i francescani, una stretta equivalenza tra etica privata e pubblica, tra comportamenti del singolo e la pubblica felicità: se il mercato è composto di persone legate dagli stessi ideali, allora la povertà volontaria si trasforma in uso sociale della ricchezza.
Per chi fosse interessato c'è QUI qui una splendida ricostruzione storica del pensiero economico francescano ad opera di Stefano Zamagni, dove inoltre potrete trovare un'esauriente testimonianza sul cancro dell'usura.
" L’idea guida del pensiero francescano in ambito socio-economico è quella del bene comune come abbiamo ripetutamente scritto in queste pagine. Certo, i modi e le forme che il bene comune può assumere mutano a seconda dei tempi e dei luoghi; ma mai l’etica cattolica potrà essere chiamata a fornire un supporto culturale a modi di produzione o a organizzazioni economiche che nei fatti, a prescindere dalle dichiarazioni verbali, negano la prospettiva del bene comune. Che la categoria di bene comune conosca, oggi, una sorta di risveglio è cosa che ci viene confermata da una pluralità di segni, i quali dicono, in buona sostanza, di un rinnovato interesse a prendere in seria considerazione, almeno come ipotesi di lavoro, la prospettiva dell’economia civile. Non c’è da meravigliarsi di ciò: quando si prende atto della crisi di civilizzazione che oggi incombe, si è quasi sospinti ad abbandonare ogni atteggiamento distopico e ad osare vie nuove di pensiero.
Prendendo a prestito la leggendaria espressione del buon grillo parlante, dopo avere letto queste righe, mi verrebbe da dire intravvedendo i soliti sorrisini dei soliti figli dell'interesse privato, gli obesi dell'ego proprio....
«Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che ti dicono che queste sono solo utopie. Per il solito, o sono matti, imbroglioni o hanno da difendere i propri interessi!»
Ho scritto ieri .....
E ora permettetemi un po di ironia! Oltre alla leggenda metropolitana, quella dell'avidità buona e giusta, ho ascoltato in settimana un povero ragazzo, mi pare di Barclays, che raccontava al mondo intero che il profitto non è satanico e che il cristianesimo è compatibile con una giusta ricompensa. Sono d'accordo con la "santità del profitto", ma sarei curioso di osservare dentro in quale cruna dell'ago, il buon ragazzo di Barclays, pensa di far passare i bonus miliardari del sistema finanziario mondiale, per raggiungere il regno di Dio.
Se poi rammentiamo pure la barzelleta del secolo, pronunciata da un consulente di Goldman, secondo cui l'ingiunzione di Gesu di amare gli altri come noi stessi è l'estensione massima del proprio interesse, tollerando quindi la disuguaglianza, come un modo per raggiungere una maggiore prosperità e opportunità per tutti, mi chiedo per quanto tempo ancora Lassù qualcuno dovrà aspettare, prima di scatenare un diluvio universale. E' cosa buona e giusta direbbe God...ops scusate Goldman!
Non ha forse detto il buon Shakespeare..... Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi.
Va bene che la logica di questo capitalismo selvaggio è quella di lasciare le risorse nelle mani di chi è più efficiente, più produttivo, chi è più capace, per massimizzare il profitto innanzitutto e sopratutto, ma lasciamo stare la religione, qualunque essa sia, perchè solo i vigliacchi si nascondono dietro un dito.
Inoltre la storia recente insegna, in particolare nella finanza, che senza l'inganno e la connivenza, il profitto stellare diventa pura utopia.
Recentemente su ALTRAECONOMIA è apparso un articolo a firma Ilaria Liprandi nel quale ci si chiede se c'è davvero voglia di etica nel settore bancario?
Otto italiani su dieci non si fidano delle banche, sei di questi avvertono addirittura una sensazione negativa solo a sentirne parlare. Il rapporto “Voglia di etica, cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza”, commissionato a Demos&Pi da Banca Etica, non dipinge un quadro positivo per l'ambiente bancario e della finanza.
I cittadini non hanno fiducia nelle banche e quasi il 60% dei 1236 intervistati per la ricerca ritiene che passata la crisi il rispetto per i clienti tornerà allo stesso livello di prima, se non peggiorerà ulteriormente (opinione del 10%).
Inoltre il 52% degli intervistati pensa che fino ad oggi l'etica sia stata poco importante nella gestione degli affari da parte delle banche. Il rapporto si è concentrato soprattutto sull'aspetto etico degli investimenti, andando a sondare come e quanto i cittadini abbiano deciso di investire in banche che intraprendono progetti sociali.
Per individuare i clienti “etici” del campione è stato chiesto agli intervistati se avessero attualmente investito dei risparmi in banche che si impegnano in progetti sociali, ambientali o a favore dei Paesi poveri.
Ha risposto "sì" solo il 13% del campione. “Il giudizio sull'eticità di un investimento comunque è lasciato alla valutazione qualitativa e personale degli intervistati”, afferma Luigi Ceccarini, uno fra i curatori della ricerca. Infatti non è stato chiesto esplicitamente se fossero clienti di Banca Popolare Etica, ma, con una domanda più generica, si è lasciato che l'intervistato si collocasse autonomamente in un insieme più ampio, che comprende tutte quelle banche che hanno intrapreso, anche marginalmente, progetti sociali, o, come le casse rurali, hanno un'attenzione particolare per il territorio.
Quindi, non tutto il 13% degli investitori etici corrisponde alla clientela di Banca Popolare Etica, per la quale, continua Ceccarini, “sono stati elaborati dati privati mirati sui clienti”. Banca Etica è l'unica in Italia a gestire i risparmi indirizzandoli completamente ad investimenti che perseguono finalità sociali e i dati l'hanno premiata: i soci sono oltre 32mila, il risparmio raccolto quasi 600 milioni di euro e dall'inizio del 2009 ad oggi i depositi sono cresciuti del 30% e gli impieghi del 50.
Comunque non solo i clienti di Banca Etica, ma tutti risparmiatori “etici”, dimostrano un atteggiamento più positivo rispetto a quelli “tradizionali”. Il 53% di questo sottocampione pensa che la banca abbia un ruolo importante nella gestione dei risparmi e più del 40% di loro ha sensazioni positive quando pensa alla propria banca.
Hanno maggiore fiducia anche nel futuro: il 32% di loro, infatti, pensa che le condizioni per i risparmiatori dopo la crisi miglioreranno (contro il 26% dei clienti tradizionali). Nonostante la “domanda di buoni sentimenti” sia in crescita (come ha affermato il professor Ilvo Diamanti, supervisore della ricerca), non mancano le contraddizioni e i timori.
Infatti, se il 92% ritiene importante che la propria banca sia trasparente nell’indicare i settori in cui investe (in particolare l’81,2% vorrebbe che la propria banca investisse una parte degli utili in progetti sociali o ambientali ed evitasse il settore delle armi), allo stesso tempo quasi il 39% è timoroso per l'andamento di questi progetti, e pensa che sia più sicuro investire nelle imprese “tradizionali”, definite nel questionario come imprese che perseguono esclusivamente fini economici.
Infine dal rapporto emerge chiaramente la natura strutturale e non congiunturale della domanda di etica nell'ambiente bancario e della finanza: la crisi ha soltanto contribuito a far emergere una tendenza che esisteva da tempo fra i risparmiatori.
E' ora che oltre a lamentarsi gli uomini e le donne di buona volonta, incomincino a scegliere, che si armino, per mettere in atto una rivoluzione pacifica, acquistino negli arsenali non convenzionali, le armi del consumo critico, dell'investimento critico, che sappiano quello che fanno e quelle che sono le conseguenze del loro agire quotidiano, sempre che sentano questa responsabilità.


0 mondi alternativi, 0 benedetta economia

Se c'è una stella polare che da sempre guida il nostro veliero atttraverso Scilla e Cariddi, tra i gorghi e i mulinelli della madre di tutte le crisi, questa è la STORIA!
L'esaltazione dei mercati di fronte ai dati della produttività odierni, l'esaltazione davanti alla più massiccia devastazione dell'occupazione dai tempi della Grande Depressione è la prova provata dell'ignoranza e dell'ingenuità di un sistema che vive di spasmi e sussulti che lasciano il tempo che trovano.
Negli anni che precedettero la Grande Depressione, la combinazione investimenti e continuo aumento della produttività fu bruciata da un'inadeguato livello di crescita del potere di acquisto. La storia non si ripete certo, ma fa tremendamente rima, come quando invece nella Depressione del 1873 la produzione e il PIL crescevano pur con una continua riduzione dei prezzi, una deflazione dovuta alla grande produttività industriale.
Per chi non ci vuol sentire.....un alto livello di produttività associato ad un crollo del costo del lavoro significa pressione deflativa in aumento, sempre che qualcuno non abbia dimenticato che spesso le banche centrali, in particolare la BCE sono terrorizzate dalla spirale inflativa che possono originare i salari.
WASHINGTON (Reuters) - La produttività non agricola Usa nel terzo trimestre ha registrato il tasso di crescita più alto degli ultimi sei anni. Si tratta dell'effetto dei tagli occupazionali e, più in generale, della riduzione dei costi e del rilancio della domanda come conseguenza della ripresa economica. Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che la produttività non agricola, fra luglio e settembre, è salita del 9,5% rispetto ad un anno prima, il tasso più alto dal 2003. Nel secondo trimestre, la produttività era cresciuta del 6,9%. Gli analisti interpellati da Reuters si attendevano un aumento del 6,4% della produttività. La produttività manifatturiera nel terzo trimestre è balzata del 13,6%.Il costo unitario del lavoro, fra luglio e settembre, è caduto del 5,2%, proseguendo il trend di contrazione che aveva visto un calo del 6,1% nel secondo trimestre. Gli analisti stimavano una discesa del 4% del costo unitario del lavoro.
Si tratta di un'esplosione produttiva al ritmo del 8,2 % annualizzato, negli utlimi due trimestri, che corrisponde alla più alta crescita attraverso una recessione dal 1961. Ecco spiegata la performance degli utili della stagione trimestrale, tutti un po meglio della attese. Il crollo del costo del lavoro, l'altra faccia della medaglia, quella che tanto piace alle imprese è uno dei più grandi declini della storia economica americana.
Nessuna sostenibilità in questo eccesso di produttività, se la produzione troverà il supporto dei consumi, - sui quali dubito molto -, salari e ore di lavoro dovranno adeguarsi necessariamente al trend, magari convogliando nella riduzione del debito, nella riduzione generalizzata, gonfiando il risparmio, altro elemento deflativo.
Ma il giornalaio di casa vostra ve la spiegato, per quale motivo la Federal Reserve continua a parlare di tassi "sgonfi" per molto più tempo di quanto potete immaginare. In questi giorni ho fatto un salto in biblioteca e ho inserito nel motore di ricerca provinciale la parola ...deflazione; nulla è apparso o poco più, addirittura è saltata fuori la deflazione penale. Ho inserito poi inflazione...e il computer mi è esploso in faccia.
Dove sono finiti alla Federal Reserve i falchi dell'inflazione, per quale motivo hanno votato tutti all'unanimità...mistero!
Sul FINANCIAL_TIMES si parla di nuova "frugalità" americana, da altre parti si sussurra che il 63 % degli americani spenderà meno dello scorso anno..... voglio dare un consiglio ai governi mondiali: voucher per tutti spendibili entro le vacanze di Natale, scadenza assicurata entro la fine dell'anno, unico sistema per trascinare di forza il cavallo all'abbeveratorio, nella trappola della liquidità.
La "trappola della produttività" che nulla ha a che vedere con quella della liquidità, è un boomerang che sta volando nel tragitto di ritorno, sino a colpire nel tempo i margini delle aziende, quando qualcuno incomincerà a comprendere che senza lavoro non vi possono essere consumi e che ogni aumento sarà destinato al risparmio. Perchè comprare oggi quello che domani costerà molto ma molto di meno.....elementare Watson.
Due trappole congiunte, quella della produttività estrema e quella della liquidità glaciale.
Fatturati che dovranno fare i conti con l'oste...la deflazione!
Lasciate perdere la leggenda metropolitana delle materie prime e in particolare del petrolio; quella è una leggenda di carta derivata, senza alcun serio fondamentale di breve e medio termine, nella lost decade americana.
Si, ci sono alcuni simpatici ragazzi, analisti, filosofi, finanzieri, che non vedono alcuna bolla, ne nelle materie prime e figurarsi nell'azionario. In fondo si tratta di opinioni, opinioni come tante, talvolta interessate, talvolta neppure .......supportate.
Oggi il dato sull'occupazione, sorprenderà molti più osservatori di quanto non possiate immaginare, le perdite registrate nel settore terziario compenseranno e annulleranno ampiamente i teneri germogli del settore manifatturiero. Oggi i sussidi sono scesi, le revisioni sono sempre al rialzo, negativamente, ma la buona notizia è che il governo americano, dopo aver gettato alle ortiche miliardi di dollari,ha finalmente deciso di allungare di altri sei mesi i sussidi scaduti in alcuni stati ad alta intensità di disoccupazione. Sino a quando i sussidi non scenderanno stabilmente a quota 400.000, ben difficilmente potremo assistere ad una ripresa delle assunzioni.
E ora permettetemi un po di ironia! Oltre alla leggenda metropolitana, quella dell'avidità buona e giusta, ho ascoltato in settimana un povero ragazzo, mi pare di Barclays, che raccontava al mondo intero che il profitto non è satanico e che il cristianesimo è compatibile con una giusta ricompensa. Sono d'accordo con la "santità del profitto", ma sarei curioso di osservare dentro in quale cruna dell'ago, il buon ragazzo di Barclays, pensa di far passare i bonus miliardari del sistema finanziario mondiale, per raggiungere il regno di Dio.
Se poi rammentiamo pure la barzelleta del secolo, pronunciata da un consulente di Goldman, secondo cui l'ingiunzione di Gesu di amare gli altri come noi stessi è l'estensione massima del proprio interesse, tollerando quindi la disuguaglianza, come un modo per raggiungere una maggiore prosperità e opportunità per tutti, mi chiedo per quanto tempo ancora Lassù qualcuno dovrà aspettare, prima di scatenare un diluvio universale. E' cosa buona e giusta direbbe God...ops scusate Goldman!
Non ha forse detto il buon Shakespeare..... Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi.
La foto all'inizio del post non è casuale, si tratta di un cucciolo d'orso. Sta imparando dalla mamma, un'orsa che ha spaventato i mercati mondiali nel corso della Grande Recessione, chissà.......tale madre, tale figlio, un figlio il cui DNA andremo a scoprire dettagliatamente in uno dei prossimi post "dedicati" a coloro che vogliono contribuire alla nostra navigazione.
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Icebergfinanza come un cantastorie che si esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!
La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
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mercato del lavoro occupazione, produttività costo lavoro

La leggenda metropolitana, è un racconto contemporaneo, che si diffonde come le onde prodotte da una goccia di acqua che cade nel mare, racconti che si espandono acquistando con il tempo una credibilità sociale. Uomini e donne, soggetti passivi che involontariamente o in maniera interessata amplificano la leggenda, modificandola ad immagine e somiglianza.
L'occupazione è un indicatore ritardato, si sente ripete sino all'ossessione, dai pifferai magici di questo sistema, analisti ed economisti, mentre il castello incantato delle loro certezze sta crollando. Come più volte sottolienato, oggi, l'occupazione è un indicatore anticipatore o contingente, più persiste e più l'economia deprimerà il mercato , silenziandolo, spazzando via le illusioni di una ripresa da manuale, uguale in tutto e per tutto alle leggende metropolitane di questo sistema.
Tecnicamente la recessione è finita....praticamente l'economia reale è sfinita!

Prepara l'esplosione futura della bolla della carte di credito, in maniera discreta, lentamente tra l'indifferenza generale, un sistema che provvede a tagliare le linea di credito, che dimentica ormai da tempo immemorabile, che i pignoramenti continui e sistematici sono frutto di una combinazione di ingenuità e frode infinita, supportata dalla responsabilità complice della Federal Reserve e dei suoi uomini più rappresentativi.
Non dimenticatevi le ragioni per il pessimismo, espresse da alcuni ricercatori della Federal Reserve di San Francisco.
Per coerenza, non prendo in considerazione i dati relativi all'occupazione dei settore servizi comunicato ieri dalla ADP, quei meno 203.000 posti di lavoro, che provengono da una metodologia inaffidabile quasi quanto e più di quella ufficiale, proposta dal Bureau of Labor Statistics. La Challenger Gray & Christmas segnala una diminuzione dei licenziamenti per il terzo mese di fila, scendendo al livello più basso dal marzo 2008, il che non implica una ripresa delle assunzioni
Oggi nell'alba in chiaro e scuro dell' ISM non MANIFACTURING, l'indice rappresentativo delle dinamiche del settore terziario, si intravedono le nubi di una persistente tempesta, quella che riguarda l'occupazione del settore che alimenta i due terzi dell'intera occupazione americana. Solitamente nelle passate recessioni , mai il settore terziario aveva subito una simile erosione del mercato del lavoro.
| Employment |
%
Higher |
%
Same |
%
Lower |
Index |
| Oct 2009 |
5 |
68 |
27 |
41.1 |
| Sep 2009 |
13 |
60 |
27 |
44.3 |
| Aug 2009 |
8 |
68 |
24 |
43.5 |
| Jul 2009 |
13 |
61 |
26 |
41.5 |
Mentre l'occupazione nel settore manifatturiero aumenta di riflesso al risveglio di una produzione al momento figlia di un'illusione che non trova riscontro nei consumi, l'indice in questione, in caduta per 21 degli ultimi 22 mesi, testimonia una persistente " recent reduction in workforce", riduzione della forza lavoro e un rallentamento nelle offerte associato ad un ridimensionamento di nuove opportunità.
Microsoft taglia altri 800 posti di lavoro, nonostante il successo di Seven, tranche intermedia di 5000 preannunciati, Nokia Siemens altri 6000, Sun 3000, Rbs & Hsbc in due oltre 5000, General Motor non meno di 10.000 nella Opel e qui mi fermo, senza sottolineare la selvaggia riduzione dei costi umani al servizio di una redditività, al servizio di un margine, che verrà spazzato via dalla realtà di una crisi epocale, che produrrà i suoi effetti per molti e molti anni ancora.
Il CES/NET_BIRTH/DEATH come ho già avuto occasione di ribadire più volte sta per diventare il tallone di Achille din un'ipotetica ripresa del mercato del lavoro, un indice che incomincerà a breve ad incorporare mediamente e statisticamente tutti i numeri della Grande Recessione. La "jobless recovery", ripresa senza lavoro è nella migliore delle ipotesi una evidenza quasi empirica.
2009 Net Birth/Death Adjustment, not seasonally adjusted (in thousands)
| Supersector |
Jan |
Feb |
Mar |
Apr |
May |
Jun |
Jul |
Aug |
Sep |
Oct |
Nov |
Dec |
|
Mining & Logging
|
-2 |
2 |
1 |
1 |
2 |
2 |
1 |
2 |
1 |
|
|
|
|
Construction
|
-79 |
8 |
23 |
38 |
43 |
31 |
-1 |
15 |
11 |
|
|
|
|
Manufacturing
|
-28 |
6 |
6 |
-8 |
7 |
7 |
-9 |
4 |
3 |
|
|
|
|
Trade, Transportation, & Utilities
|
-58 |
10 |
17 |
16 |
30 |
21 |
-5 |
18 |
20 |
|
|
|
|
Information
|
-14 |
7 |
0 |
5 |
5 |
2 |
-2 |
5 |
0 |
|
|
|
|
Financial Activities
|
-33 |
8 |
5 |
1 |
7 |
7 |
-3 |
4 |
5 |
|
|
|
|
Professional & Business Services
|
-99 |
36 |
16 |
65 |
28 |
25 |
8 |
26 |
5 |
|
|
|
|
Education & Health Services
|
-10 |
17 |
-1 |
25 |
13 |
-5 |
6 |
16 |
19 |
|
|
|
|
Leisure & Hospitality
|
-19 |
35 |
41 |
76 |
77 |
87 |
43 |
24 |
-33 |
|
|
|
|
Other Services
|
-14 |
5 |
6 |
7 |
8 |
8 |
-6 |
4 |
3 |
|
|
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|
Total Nonfarm Birth/Death Adjustment
|
-356 |
134 |
114 |
226 |
220 |
185 |
32 |
118 |
34 |
Al di la dei mesi di gennaio e luglio nei quali avvengono le revisioni, sono curioso di attendere il dato relativo ad ottobre, quanti posti di lavoro riuscirà ad aggiungere il modellino statistico stagionale, che sulla base delle dinamiche degli ultimi cinque anni, testimonia ormai da due anni, una dinamica che non rispecchia la realtà, una dinamica che puntualmente viene rilevata in fase di revisione, come nell'ultima comunicazione del BLS, che ci dice che nel semestre che va dal settembre 2008 al marzo 2009, sono stati persi oltre 800.000 posti di lavoro mai rilevati dai dati ufficiali.
La speranza di una ripresa, porterà nei mercati americani una folla di disoccupati scoraggiati che farà salire il tasso di disoccupazione sino al 10 % e probabilmente, per la seconda volta consecutiva il mercato verrà colpito negativamente da una perdita di posti che supererà la sua immaginazione.
Concludo solo evidenziando l'unica frase, degna di essere ricordata, uscita dalla riunione della Federal Reserve di ieri.....tassi eccezionalmente bassi per un lungo periodo di tempo! Benvenuti nell'incubo della Federal Reserve, la DEFLAZIONE un fantasma, il rumore delle sue catene, che rieccheggia giorno dopo giorno, nella spirale deflativa di una progressivo ed inarrestabile rientro generalizzato della leva finanziaria mondiale.
Ringrazio infine tutti coloro che con grande stima e amicizia, hanno contribuito in questi anni alla "manutenzione" del nostro veliero, invitando tutti coloro che non hanno ricevuto le ultime analisi, ( fatta eccezione per l'ultima sull'orizzonte dei prossimi 6/8 mesi ancora in cantiere....) a segnalarlo all'indirizzo icebergfinanza@yahoo.it.
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La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
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