DIARIO DI BORDO, NAVIGANDO NEL MARE DELLA FINANZA, ECONOMIA E ....APPUNTI DI FINANZA ETICA! ....non c'è vento per le vele del Marinaio che non sa dove andare! icebergfinanza@yahoo.it

Nome: ANDREA MAZZALAI
Questo Blog ...NON vuole essere assolutamente una rubrica del tipo “ CONSIGLI AI NAVIGANTI
QUINDI....
NON SI DANNO CONSIGLI OPERATIVI!!!!†ma semplicemente un diario di bordo,uno strumento, certamente influenzato dai pensieri e dalle idee del Marinaio di vedetta che nascono esclusivamente da conoscenze proprie dell'autore ed approfondimenti vari, che conducono a valutazioni strettamente soggettive e discrezionali il quale cercherà durante la navigazione di mettere a disposizione strumenti e conoscenze da condividere, per confrontarsi e affrontare, consapevoli, con le proprie idee, convinzioni e perché no, insicurezze, il mare della finanza, il mondo dell'economia e della finanza etica!
Ogni navigazione porta con se immagini e ricordi indelebili, quindi alcune immagini sono state scelte e pubblicate con il riferimento alla provenienza ed automaticamente all'autore per la loro bellezza creativa e per il loro particolare richiamo ai contenuti dei testi pubblicati, reperite su vari motori di ricerca internet. Se qualcuno, potendo vantare diritti su tali immagini pubblicate trovasse qualcosa in contrario alla pubblicazione, puo' scrivere richiedendo la rimozione delle stesse, rimozione che sara' immediatamente
effettuata.
ICEBERG perchè....solo la conoscenza e la consapevolezza dei potenziali pericoli finanziari e macroeconomici, unitamente alla conoscenza di un sistema economico alternativo integrabile che interagisce, permette delle scelte autonome e responsabili nella scelta di un investimento. Esiste inoltre un mondo sommerso di idee, di strumenti per concepire l'economia come un strumento che sostituisca la centralità del profitto con la centralità dell'Umanità e la sua evoluzione! UTOPIA! Ou topos ovvero luogo, isola aggiungo io, che non c'é! Chissà ! Come nella canzone di Bennato....Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto sino al mattino,.poi la strada la trovi da te, porta all’ Isola che ora.....c’è!!!!
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UFFA…MA QUANTO GUFA!!! A prima vista potrebbe sembrare il titolo di una nuova puntata del cartone animato Winnie the Pooh dedicata al simpatico gufo della compagnia, ma immaginiamo per un attimo che sia l’esclamazione di un lettore che segue i miei interventi! Ho come la sensazione che in questo momento il mercato con i suoi attori, si senta come sul Titanic, una nave invincibile in grado di attraversare senza o quasi esitazioni il mare di ogni insidia, appunto come i costruttori e il comandante della grande nave! Oggi chi segnala il possibile avvistamento di un grande o piccolo iceberg, viene considerato come un vecchio gufo, un elenco…..burocratico e polveroso di disclaimer al di fuori di ogni realtà! Il filosofo Francesco Bacone narra che Cassandra dopo aver mal utilizzato il dono della predizione ricevette da Apollo per vendetta, la pena di poter predire sempre il vero senza che nessuno le avrebbe mai creduto. Secondo il suo pensiero, questa favola è diretta contro la libertà, tanto inutile quanto intempestiva, di fornir consigli e ammonimenti in ogni momento siano essi positivi o negativi! Qui non si tratta di fornire consigli o ammonimenti, si tratta di mettere a disposizione gli elementi per conoscere e poi autonomamente scegliere la strada da percorrere. Ammettiamo anche solo per un momento, che il nostro Titanic sia quasi indistruttibile, costruito dagli ingegneri della politica monetaria che avanza nel tranquillo ed a volte burrascoso mare della liquidità! Che gusto c’è a far affiorare ogni tanto qua e là qualche iceberg ( considerando poi che al giorno d’oggi stanno scomparendo per l’effetto serra!!!!), che gusto c’è a risuscitare qualche vecchia mina vagante che le istituzioni ad intervalli più o meno di circostanza segnalano come potenzialmente pericolosi?! Nel primo intervento chiaro e senza giri di parole della sua gestione Bernanke, il comandante della nave è stato descritto non come il marinaio al posto di vedetta, ma come il simpatico gufo Uffa! Ma che gusto ci avrà trovato il buon Collodi ad inventarsi il Grillo Parlante ,per cercare di smorzare l’entusiasmo tipico dei bimbi che animava il nostro Pinocchio? I rischi globali aumentano e i meccanismi per gestire e contenere i rischi a livello di imprese e Governi restano inadeguati!!! Non lo dico io ma quella banda di gufi scatenati del World Economic Forum i quali fanno a gara l’un con l’altro per disseminare il nostro placido mare di iceberg e mine vaganti. Il sottoscritto, neanche se fosse andato a scuola da Nostradamus sarebbe riuscito a stilare un mappa così lunga e dettagliata di predizioni sui rischi planetari ! Una lista che vi elenco in base alla pericolosità stabilita dagli esperti: Dietro front sulla Globalizzazione, crollo delle Borse, guerre e pandemie, shock petroliferi, instabilità Mediorientale, frenata delle Cina ( certo che crescere tutti gli anni al 10/11 % è una crescita sana e duratura!) crimine e corruzione internazionale, caduta del dollaro, epidemie nei paesi in via di sviluppo, malattie croniche nei paesi occidentali, uragani , terremoti, inondazioni, emergenze idriche ( e meno male che l’acqua dovrebbe essere un diritto inalienabile dell’umanità al pari dell’aria, dell’alimentazione e della libertà……!!!) e per concludere la proliferazione delle armi di distruzione di massa e il terrorismo internazionale! Il possibile rallentamento o addirittura dietro front della Globalizzazione è considerato al primo posto e viene vissuto come neoprotezionismo, dimenticando che lo scontro in atto è quello tra imprese individuali, medio piccole e quelle di grandi dimensioni, le multinazionali, holding per eccellenza, scontro tra economie locali con una propria identità e economie globali che tutto assimilano ed appiattiscono …..ma di questo ne parleremo in un altro capitolo dove gli argomenti di discussione non mancheranno di certo! A….dimenticavo, proprio una bella lista quella degli esperti del World Economic Forum, per aspiranti giovani coppie che debbono contribuire all’aumento demografico del nostro paese e per giovani generazioni che credono nel futuro! Ricordo a tutti che gli iceberg sono pericoli potenziali, che possono essere evitati con una sana dose di ottimismo, responsabilità e consapevolezza delle potenzialità del genere umano ma senza eccessi! In questa bella lista non vi è traccia dei cosiddetti “ICEBERG” finanziari e macroeconomici incontreremo durante la navigazione a vista! In data 26 gennaio , sul sito FORECLOSURE:COM il maggior sito on line americano di informazioni in tempo reale sul mercato immobiliare relative ai pignoramenti, si segnalano ben 1.404.000 proprietà abitative negli USA su cui grava una procedura di esproprio, fallimento, o asta bancaria. Ogni giorno nella lista si aggiungono dalle 2000 alle 4000 proprietà abitative in situazione di pericolo e quello che più preoccupa è la progressività costante del dato. I pignoramenti sono non solo un disastro per le famiglie americane recita nel dicembre 2006 la NAR, National Association of Realtors,( associazione immobiliaristi ) ma anche per le Comunità. I prestiti problematici sono fatti spesso nelle zone ad alta densità abitativa e gli alti tassi di pignoramento delle sedi unifamiliari possono minacciare seriamente la stabilità della mercato di riferimento ed il benessere della Comunità. “I pignoramenti possono condurre ad alti tassi di interesse, che a loro volta, possono indurre ad una perdita di valore degli immobili delle residenze di riferimento! Giovedì segnalavo il possibile rimbalzo del mercato immobiliare, e puntualmente le vendite di nuove abitazioni sono aumentate del 4,8 % mentre quelle di abitazioni esistenti sono diminuite del 0,8%. Non avventuriamoci in osservazioni e commenti relativi ai singoli dati ma, in un contesto dove le statistiche tengono conto solamente delle abitazioni vendute e non anche di quelle che restano vuote, sfitte è magia pura cercare di scoprire la tendenza! Il mercato americano è sostanzialmente differente da quello italiano in quanto le forme di finanziamento dei consumi attraverso lo smobilizzo del maggiore valore di un immobile ha costretto il sistema in presenza di un repentino aumento dei tassi ad incrementare la dimensione di precarietà economica a scapito dei consumi. In Italia, il livello di indebitamento delle famiglie non è neanche lontanamente paragonabile al sistema americano……..però attenti ad adagiarsi sugli allori in quanto il debito pubblico statale e la convinzione che “ tanto da noi non succederà mai “ potrebbero giocare brutti scherzi. L’aumento incontrollato delle abitazioni sfitte, la corsa all’investimento o speculazione nel mattone, come conseguenza di un eccesso di euforia, di una tendenza che non ha predenti storici sia per intensità che per durata del fenomeno! Sia ben chiaro che nessuno si augura che vi sia uno scoppio devastante della bolla immobiliare, ma le conseguenze potrebbero essere di varia natura. Calo dei consumi, conseguenze occupazionali nel settore trainante dell’economia americana degli ultimi anni, abbassamento della qualità delle garanzie personali, con contrazione del credito …… ma questa dirà qualcuno è aria fritta e rifritta! Che fare per contrastare questa tendenza al lento ed inesorabile declino ; chiedere a gran voce una riduzione dei tassi per aprire di nuovo i rubinetti alle famiglie, diminuire le tasse cavallo di battaglia repubblicano e sperare che gli asset finanziari procedano nella loro rivalutazione per aumentare la disponibilità di capitali o attendere il naturale epilogo di un eccesso di mercato? Per concludere una curiosità relativa all’invenzione del guru Lewis Ranieri che neanche la mia più fervida immaginazione avrebbe prodotto ( non c’è limite al genio o….. umano!): Il guru di Wall Street Lewis Ranieri, che ha “inventato” il “mercato dei titoli sostenuti da ipoteche” (MBS) negli anni Novanta, afferma ora che le banche potrebbero incorrere in una grave crisi finanziaria in caso di mora delle ipoteche, una crisi finanziaria troppo grande perché riesca a controllarla la Federal Reserve. Il rischio aumenta quando i broker ripropongono le ipoteche sotto mentite spoglie, per rivenderle ai piccoli investitori o a investitori stranieri ignari dei rischi in cui incorrono. 
IL TITANIC E GLI ICEBERG DELLA FINANZA! ( parte prima)


immobiliare americano subprime, cassandre e illusionisti


immobiliare americano subprime
Hai risolto l’indovinello chiese il Cappellaio rivolto ad Alice. No ci rinuncio rispose la bimba, ma qual è la risposta?
Non ne ho la più pallida idea, disse il Cappellaio! E si strinse nelle spalle!
“L’attuale deficit di bilancio statunitense potrebbe…..avere gravi ripercussioni sulla crescita economica del paese nei prossimi decenni e pesare sulle spalle delle generazioni future!”, ha affermato il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, nell’audizione alla commissione bilancio del senato. L’espansione del debito potrebbe innescare una crisi dalla quale si uscirebbe solo con drastici tagli alla spesa o con forti rialzi di tasse.
Bernanke ha aggiunto che non necessariamente i tagli fiscali si ripagheranno da soli.
In un articolo pubblicato dal “The New York Times” il 13 marzo 2005, Edmund L. Andrews pubblica uno studio secondo cui i mancati introiti per lo stato dovuti alla diminuzione della sola tassa sul risparmio sono maggiori rispetto all'aumento del risparmio dei cittadini che avrebbe dovuto creare. In pratica i cittadini hanno speso quello che lo stato avrebbe dovuto garantire loro per le prossime pensioni.
La quasi totale mancanza di risparmio potrebbe……..avere ripercussioni negative sulla produttività delle imprese, sui salari, sul potere di acquisto delle famiglie, nonché sui tassi di interesse per chi detiene obbligazioni ha proseguito Bernanke.
Per la prima volta Bernanke è stato estremamente chiaro! Certamente come al solito, non ha voluto calcare troppo la mano facendo riferimento solo ai conti pubblici ed a un ragionamento di lungo periodo!
Per tutta risposta il dipartimento della Difesa americano ha comunicato al Congresso che la guerra con la nuova accelerazione graverà sulla spesa per quasi cinquanta miliardi di dollari rispetto allo scorso anno! Avanti tutta!
Non si può certo dire che in passato la FED abbia eccelso in chiarezza di termini e contenuti, ma guarda caso anche Greenspan ad intervalli più o meno regolari ha richiamato la nazione ad una maggiore autocontrollo dal lato della spesa ed a un maggiore propensione al risparmio.
Il mitico Greenspan colui il quale ha “gestito” la bolla della NEW ECONOMY e provocato quella della liquidità agitando lo spettro della deflazione.
La liquidità è tornata abbondante e in America il debito usato per comprare titoli è cresciuto a 270 miliardi di dollari al livello più alto dal picco del marzo 2000.
La leggenda del “CONSUMATORE AMERICANO” che sostiene eroicamente l’economia mondiale, è ben radicata nel tessuto economico-finanziario!
Il problema è che, il nostro eroe, consuma più di ciò che produce e in primis ha consumato in questi anni, buona parte dei mattoni della sua “HOME SWEET HOME”!
Qualcuno mi sa dire come è possibile che dopo una rivalutazione dei tassi di interesse dal 1% al 5,25 % quindi quintuplicati, la situazione sia sotto controllo e che la crisi dell’immobiliare sia solo di carattere transitorio!
Gli ultimi dati pubblicati relativi alla situazione del mercato immobiliare americano, testimoniano una stasi o quasi ripresa nelle richieste di nuove abitazioni!
Ora, prendendo a prestito un termine tanto caro all’analisi tecnica, si tratta quasi sicuramente di un “pull back”, appunto la “Quiete prima della tempesta!”.
Il grande Bancomat immobiliare ha chiuso i battenti!
Inizialmente i valori immobiliari tendono a stabilizzarsi, nonostante il calo delle compravendite e quindi in mancanza di compratori gli immobili vengono ritirati dal mercato. La speculazione lentamente incomincerà a ritirarsi dal mercato e se la situazione non cambia, il rischio è quello di vendite improvvise per rientrare dai debiti con un crollo delle valutazioni.
Quante sono le famiglie americane che hanno contratto debiti per la casa al limite della sostenibilità, a tasso variabile che potranno sostenere una repentina quanto improvvisa ripresa dei tassi di interesse?
E’ possibile che i consumi restino sostenuti ad opera della continua crescita delle rendite finanziarie ottenuta nella maggior parte dei casi anch’essa a debitoche compensa il calo degli immobili, ma prima o poi, anzi presto, la stretta sui tassi avrà effetti indesiderati.
Un mercato che si esalta per un indice dei consumatori americani (MICHIGAN CONFIDENCE) che sale oltre le previsioni pur essendo calcolato sulla base di un’intervista a 5000 anime volenterose in rapporto ad una popolazione di milioni e milioni di abitanti forse non lo può fermare veramente nessuno,…… la leggenda di ICARO insegna!
Il Bruco rivolgendosi ad Alice le chiese: Chi sei, bambina?
In questo momento non lo so, signore. Se potessi lo farei, ma purtroppo sono confusa, ho cambiato dimensioni dieci, cento, mille volte e questa è una cosa che sconcerta!
Devo dirti una cosa importante, bambina!
Ricordati di non perdere mai la calma, qualunque cosa accada!
WARNING DI ROUTINE!!! Non si può certo considerare una dichiarazione rassicurante, visto che arriva dal comandante della nave, dalla persona che più di ogni altro dovrebbe……. conoscere ed anticipare le prospettive dell’economia ma ormai, fa parte di un copione già scritto.

eccesso di liquidità , deficit di bilancio, la quiete prima della tempesta
Alice non avrebbe mai vissuto la sua storia fantastica se non fosse stata una bimba ottimista e creativa!
Ora, dato per scontato che nella vita come nel lavoro l'ottimismo è sinonimo non solo di speranza ma anche di vitalità, dovrebbe esservi un limite anche all’ottimismo ed alla creatività dei mercati finanziari che alle volte dovrebbe confrontarsi con la realtà!
Su questo principio sembra si fondi la realtà dei mercati, basata quasi principalmente sull'analisi spasmodica del verificarsi di eventi o situazioni e sulle aspettative di indici di fiducia siano essi delle imprese o dei consumatori (Ifo, Zew, Ism Michigan o altro che sia!) .
Non basta per esempio che le istituzioni, politici ed una schiera di analisti interessati e padri di ogni crescita economica ci ricordino incessantemente che solo noi, la nostra eterna fiducia nella loro azione, siamo o possiamo essere artefici del nostro destino economico!
Certamente un uccello non potrebbe volare se non credesse nei suoi mezzi, ma ciò risulterebbe difficile se si accorgesse di non avere le ali.
Alle volte troppe informazioni rendono lo spazio decisionale praticamente ingestibile ed non è improprio definire il comportamento tipico dei mercati con concetti come euforia, irrazionalità, depressione ed illusione
Paradossalmente una delle più grandi paure dei mercati è riposta nel gioco, giochino dei tassi di interesse, dove si muovono enormi capitali a seconda delle scommesse per determinare le future manovre delle banche centrali più attente a rincorrere inflazioni o deflazioni, piuttosto che perseguire espansioni economiche o controllare e indirizzare i vari debiti pubblici, con la conseguenza che ogni tanto ci scappa qualche piccola o grande bolla finanziaria dalle conseguenze nefaste per la stessa fiducia nelle istituzioni!
Il nostro Cappellaio Matto con l’eterno indovinello dei tassi di interesse farà esclamare alla povera Alice:
“Non potremo fare qualcosa di meglio che sprecare il tempo con indovinelli di cui nessuno conosce la risposta?!!”
Nessuno mette in dubbio l'importanza dei tassi di interesse in un ciclo economico, ma credo che tutti ormai dovrebbero sapere che un determinato andamento (tipicamente pro-ciclico) è già nella norma delle cose e che non sono le banche centrali a determinare i tassi ma piuttosto è l'insieme di tanti fattori che guidano le scelte, come le più recenti manovre espansive!
Il confine tra "oggettivo" e "soggettivo" è dunque sempre più misterioso sia nel comportamento umano che in quello economico, ma di certo l'uomo ha la facoltà di capire le condizioni ambientali e la realtà in cui si trova per poter decidere se è il tempo di rischiare o riflettere!
L’individuo, tende principalmente in situazioni di incertezza ad utilizzare informazioni che sono sostanzialmente di facile comprensione, oppure quelle che giungono da fonti che esso ritiene affidabili o corrette.
La maggioranza delle informazioni vengono acquisite attraverso i canali dei media o direttamente dagli analisti senza verificarne la fondatezza, in considerazione del fatto che provengano da istituzioni od esperti supposti tali adeguando quindi i comportamenti finanziari ai segnali che giungono dall’ambiente.
Talvolta particolari dati ed opinioni subiscono delle modificazioni tra un passaggio e l’altro, tipico del processo di comunicazione portando l’individuo singolo a fidarsi dei comportamenti di tipo collettivo!
Non vorrete fare tutti come il coniglio bianco che correndo con il suo immancabile orologio esclama a più non posso:
“Povero me, se non mi affretto arriverò in ritardo!”
Mi raccomando quindi, attenzione al Cappellaio Matto e……..al gran ballo del Mattone americano!!!!

La contrazione economica iniziata con il crollo azionario del ’29 fu, per dimensioni e conseguenze la più devastante che la storia ricordi e tuttora persistono conoscenze assai limitate delle cause che la scatenarono e ne prolungarono il decorso.
Alcuni sostengono che essa fu la logica conseguenza degli eccessi finanziari e monetari accumulati durante il boom economico che la precedette, mentre altri sostengono che fosse principalmente dovuta all’interventismo dello Stato nel sostenere artificialmente l’espansione attraverso il ricorso al credito.
Keynes ha sempre sostenuto che il capitalismo non può salvarsi dai propri eccessi senza l’aiuto e l’intervento dello Stato, attraverso il ricorso ad iniezioni di liquidità, investimenti pubblici e una politica di redistribuzione dei redditi con un certo grado di protezione doganale.
L’amministrazione americana e la Federal Reserve hanno applicato in questi anni, alcuni dei principi keynesiani attraverso l’espansione della spesa pubblica , riduzione delle imposte, maggiore liquidità attraverso la manovra dei tassi di mercato, ricorrendo in maniera sistematica al deficit di bilancio e ad un’economia di guerra che finanziata anch’essa a debito pone una seria ipoteca sulle generazioni future.
L’ America acquista beni reali e servizi senza alcun limite pagandoli con la propria valuta, stampata generosamente senza limite dalla Fed e finanziandosi con l’acquisto sistematico che le banche centrali asiatiche fanno dei bond governativi!
Il meccanismo è pressoché perfetto!
I mercati emergenti producono a basso costo, gli americani comprano pagando in dollari che ritornano sotto forma di acquisti di attività finanziarie.
Oggi, alcune banche centrali sentono il bisogno urgente di diversificare i loro depositi correndo il rischio di rivalutare troppo le loro monete creando problemi di competitività ai loro Paesi.
La grande partita del dollaro è appena incominciata e in questa partita l’invitato numero uno resta indubbiamente l’oro!
Così facendo, l’abbondanza di liquidità oltre a sostenere artificialmente la nuova espansione ha reso plausibile qualsiasi forma di speculazione e creazione fittizia di ricchezza come avvenne negli anni ’20.
In quelli anni l’espansione del credito si diresse quasi esclusivamente verso il finanziamento della speculazione e inoltre l’indebitamento al consumo sotto forma di prestiti rateali giocò un ruolo determinante per sostenere la crescita.
Secondo una recente indagine della Banca d’Italia risulta che il fenomeno dell’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto arrivando ad una percentuale del 30% in rapporto al Pil, contro il 56 % della media europea ed udite, udite ben il 90 % delle famiglie americane al punto che oggi il Pil americano dipende in larga parte dai consumi privati piuttosto che da altri fattori produttivi come ad esempi gli investimenti.
In America, a torto o ragione paese di riferimento economico, i consumi hanno trainato questa nuova espansione aiutati dal sistematico ricorso al debito e dalla rinegoziazione dei tassi dei mutui.
Cosa sta accadendo veramente negli Stati Uniti, ora che i tassi sono quintuplicati? Cosa accadrà nell’Unione Europea se la Bce insisterà con lo spauracchio dell’inflazione?
Perché la Fed non pubblica più con regolarità i dati relativi alla massa monetaria?
Gli eccessi finanziari accumulati e gli squilibri economici sono talmente elevati per poter immaginare un lieto fine.
L’attenzione delle banche centrali concentrata quasi esclusivamente sulla massa monetaria non riesce a vedere due ostacoli imprevisti.
Uno è l’immane dose di creazione creditizia alla quale l’economia ed il sistema finanziario si sono assuefatti negli ultimi anni, mentre l’altro e’ il canale di tale creazione del credito avvenuta prevalentemente al di fuori del sistema bancario, attraverso i mercati finanziari.
Nel ’29 lo stesso sistema bancario non avendo particolari controlli, poté sviluppare con facilità una politica di credito facile e di speculazioni legate alla borsa, attraverso acquisti diretti o acquisizioni, favorendo operazioni allo scoperto che provocarono il fallimento di molti privati cittadini o delle stesse industrie, ritirando improvvisamente le linee di credito. Il crollo di Wall Street provocò quindi una serie di fallimenti a catena, dai mercati ai privati ed alle industrie, quindi al commercio, ritornando inevitabilmente alle banche.
Oggi buona parte degli utili delle banche americane, derivano dal trading azionario, obbligazionario o nel settore delle materie prime con largo uso di derivati che hanno contribuito e contribuiscono tuttora alla finanza di tipo creativo ( vedi caso Parmalat!)
La massimizzazione a breve termine del valore azionario delle società, oltre al continuo uso di finanze creative ha portato le stesse ad un ricorso eccessivo all’indebitamento e ad una spasmodica riduzione dei costi a scapito degli investimenti.
Parallelamente a quanto avvenne in quel tempo oltre al rischio del crollo dei corsi azionari oggi l’inversione della curva dei tassi, minaccia allo stesso modo il finanziamento alle imprese e all’intero sistema.
Nel contempo ci sono da rilevare anche delle notevoli differenze di carattere congiunturale con un periodo, quello degli anni 20, basato su un’inflazione praticamente assente ( ognuno faccia le sue considerazioni sull’attuale inflazione!), fortissimi aumenti di produttività e notevoli surplus di bilancio e risparmio, mentre oggi si tende a sottostimare l’inflazione e sovrastimare la produttività.
L’interrogativo maggiore riguarda il valore reale creato da questo tipo di economia, attraverso l’irreale rivalutazione di titoli e patrimoni che non procede di pari passo con la crescita di redditi personali adeguati!
Oggi nei mercati azionari si riversano ingenti capitali delusi dai rendimenti dei bond e dalla fine della favola dell’immobiliare, eterna illusione di ricchezza fittizia dimenticando la mina vagante dei prodotti derivati, gestiti con disinvoltura per coprire ogni rischio non solo dai gestori ma anche dalle stesse imprese!
Quante volte si sente ripetere che il nostro sistema è stabile ed in equilibrio grazie anche alla presenza di questi prodotti!
Beato chi ci crede! Ricordo solo che lo scorso anno il ricorso al mercato dei derivati sul credito è più che raddoppiato, una forma come altre di assicurazione contro il default dell’emittente, segno che qualcuno incomincia ad avere seri dubbi sul perdurare di questa favorevole e squilibrata congiuntura economica!
Oggi l’attenzione dei mercati è rivolta spasmodicamente alle scelte di politica monetaria delle banche centrali, dimenticando che un determinato andamento pro-ciclico dei tassi di interesse è gia nella norma delle cose e che non sono sostanzialmente le banche centrali a determinare i tassi, ma piuttosto è l’insieme di tanti fattori che guidano le scelte, come nelle più recenti manovre espansive che solo il tempo e la storia ci diranno se l’eccesso di terapia intensiva sul malato ha provocato più danni rispetto al naturale e lento decorso della malattia stessa!
Mi auguro tanto di sbagliarmi, ma il paradigma della ricerca della massima soddisfazione con il minimo sacrificio, la massimizzazione a breve termine di ogni traguardo sia economico che personale a scapito del bene comune, porta ad ipotecare il futuro delle generazioni future, di coloro che vivono sotto la soglia della povertà,
avviandoci a ripercorrere lo stesso sentiero che portò negli anni trenta al fallimento di un’intera generazione fondata sul debito!
Ai posteri l’ardua sentenza!
