DIARIO DI BORDO, NAVIGANDO NEL MARE DELLA FINANZA, ECONOMIA E ....APPUNTI DI FINANZA ETICA! ....non c'è vento per le vele del Marinaio che non sa dove andare! icebergfinanza@yahoo.it

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Nome: ANDREA MAZZALAI
Questo Blog ...NON vuole essere assolutamente una rubrica del tipo “ CONSIGLI AI NAVIGANTI QUINDI.... NON SI DANNO CONSIGLI OPERATIVI!!!!†ma semplicemente un diario di bordo,uno strumento, certamente influenzato dai pensieri e dalle idee del Marinaio di vedetta che nascono esclusivamente da conoscenze proprie dell'autore ed approfondimenti vari, che conducono a valutazioni strettamente soggettive e discrezionali il quale cercherà durante la navigazione di mettere a disposizione strumenti e conoscenze da condividere, per confrontarsi e affrontare, consapevoli, con le proprie idee, convinzioni e perché no, insicurezze, il mare della finanza, il mondo dell'economia e della finanza etica! Ogni navigazione porta con se immagini e ricordi indelebili, quindi alcune immagini sono state scelte e pubblicate con il riferimento alla provenienza ed automaticamente all'autore per la loro bellezza creativa e per il loro particolare richiamo ai contenuti dei testi pubblicati, reperite su vari motori di ricerca internet. Se qualcuno, potendo vantare diritti su tali immagini pubblicate trovasse qualcosa in contrario alla pubblicazione, puo' scrivere richiedendo la rimozione delle stesse, rimozione che sara' immediatamente effettuata. ICEBERG perchè....solo la conoscenza e la consapevolezza dei potenziali pericoli finanziari e macroeconomici, unitamente alla conoscenza di un sistema economico alternativo integrabile che interagisce, permette delle scelte autonome e responsabili nella scelta di un investimento. Esiste inoltre un mondo sommerso di idee, di strumenti per concepire l'economia come un strumento che sostituisca la centralità del profitto con la centralità dell'Umanità e la sua evoluzione! UTOPIA! Ou topos ovvero luogo, isola aggiungo io, che non c'é! Chissà! Come nella canzone di Bennato....Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto sino al mattino,.poi la strada la trovi da te, porta all’ Isola che ora.....c’è!!!! icebergfinanza@yahoo.it



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La PILa di dati macroeconomici che verrà!

http://www.flickr.com/photos/76479985@N00/102849108/

 

E’ radicata la credenza nei mercati finanziari che non sempre la borsa rispetti quella che è la tendenza generale del ciclo economico!
Si dice che solitamente i mercati scontino in anticipo quelle che sono le prospettive economiche prossime venture!

D’ora in poi credo che l’attenzione farebbe meglio a spostarsi, tralasciando temporaneamente la visione di grafici ed analisi tecnica anche se il siderografo di Bradley, le onde di Elliot, e i cicli di Rinehart non promettono niente di buono, su tutta una serie di dati ed indici anticipatori che da qui sino alla fine di aprile, daranno una svolta alla tendenza generale!

Il Bureau of Economic Analysis, BEA ( http://www.bea.gov/) è un'agenzia del ministero del commercio americano che elabora alcune statistiche economiche ed una serie di dati per avere una visione complessiva dell’economia americana il più vicino possibile alla realtà, per permettere di accedere ad informazioni che potenzialmente influenzano le decisioni prese dalle autorità monetarie, dal mondo degli affari, dalle famiglie e da ogni singolo individuo.

Le statistiche economiche del BEA, forniscono un'immagine completa e aggiornata dell'economia degli  Stati Uniti, e costituiscono gli ingredienti chiave nelle decisioni che interessano la politica monetaria,  le proiezioni di spesa e di imposta e gli investimenti.
La pietra angolare delle statistiche del BEA è costituita dal reddito nazionale e dal prodotto interno lordo. Il P.I.L. è stato riconosciuto dal ministero del commercio come il più grande successo del ventesimo secolo ed è stato allineato come una delle tre misure più influenti che interessano i mercati finanziari degli Stati Uniti.

Secondo l’ultimo comunicato ufficiale emesso dalla BEA il PIL reale è aumentato del 2,5 % contro il 3,5 % della precedente e anticipata previsione e il 2,2 % della revisione intermedia. Le valutazioni del PIL rilasciate e quindi basate su dati più completi hanno riflesso i contributi positivi della spesa per consumi delle famiglie, le esportazioni e la spesa pubblica degli enti territoriali e del governo federale, compensati parzialmente da un calo degli investimenti e dalla spesa per l’acquisto di abitazioni nel caso della valutazione intermedia.

Nel dato finale relativo al PIL dell'ultimo trimestre dello scorso anno il mercato ha accennato ad una reazione euforica in quanto come sempre accadde l’entusiasmo nel paese dei balocchi, non conosce confini.
Ora scusate la sottile punta di ironia, ma mi travesto da Grillo Parlante e vado a cercare il mio amico Pinocchio!
Considerando come l’evidente aumento della spesa per consumi rispetto al terzo trimestre ha sostenuto il dato relativo al 2,5 % del Pil e gli investimenti sono diminuiti, non vedo come possa essere preso in considerazione un dato che si dimostrerà molto probabilmente l’ultimo dato relativamente buono di un ciclo che giunge al termine, in quanto gli investimenti continuano a latitare e la spesa per consumi risentirà dell’effetto immobiliare!

Analizziamo in profondità l’ultima revisione definitiva evidenziando una dinamica  d.e.c.i.s.i.v.a per il futuro del ciclo ovvero l’ulteriore revisione al ribasso della dinamica degli investimenti fissi residenziali e investimenti produttivi.
Dopo che l’ultima amministrazione americana ha utilizzato in maniera massiccia il cosiddetto “ deficit spending”, ovvero il ricorso al deficit di bilancio di keynesiana memoria per combattere o moderare l’ultima recessione e di conseguenza la caduta del PIL, nell’ultimo discorso al Congresso, Bernanke ha citato il “ business spending” come un fattore di rischio potenziale per la crescita economica futura.
I fattori che hanno contribuito ad un miglioramento del dato finale sono essenzialmente due: la variazione nelle scorte e le esportazioni. Nel frattempo sono peggiorati ulteriormente gli investimenti nel settore residenziale e si sapeva e gli investimenti aziendali con un calo del 3,1 rispetto al 2,4 %.

Aggiungiamoci pure il continuo e costante calo degli ordinativi di beni durevoli, ricordando  che i profitti corporativi sono scesi per la prima volta in circa 5 quadrimestri  e giungiamo alla conclusione che se gli investimenti sono il barometro dell’economia in parallelo alla spese per consumi, il tempo volge inevitabilmente al peggio.

Ora tralasciamo definitivamente un dato che è già vecchio e superato dalla realtà degli ultimi dati e  torniamo indietro di qualche giorno e precisamente al rilascio del Leading Indicator uscito molto negativo con meno 0,5 % rispetto alle attese di mercato che erano principalmente rivolte ad un moderato 0,3 %.

Il LEADING INDICATOR è un indice emesso da Conference Board  (http://www.conference-board.org/) composto dalla media ponderata di dieci indicatori dello stato di salute dell’economia americana. I sottoindicatori principali fanno principalmente riferimento ai nuovi ordini manifatturieri, alla quotazione dello S&P 500 l’indice di borsa più rappresentativo in America,  la media delle richieste settimanali di disoccupazione, l’indice NAPM manifatturiero e non, la spesa dei consumatori, le autorizzazione di nuove costruzioni, l’offerta di moneta M2 e lo spread tra i titoli del Governo decennali e il tasso di finanziamento delle banche. L’indice viene di regola comunicato verso metà mese ed è relativo alla situazione di due mesi prima.
Forse ed a torto, per questo motivo è un dato sottovalutato dai mercati finanziari in quanto considerato in ritardo ed conosciuto in anticipo in quanto le varie componenti vengono regolarmente comunicate in anticipo.
La mia sorpresa riguarda il fatto che il dato comunicato dal Conference Board ha predetto inequivocabilmente tutte le precedenti recessioni che si sono verificate nella storia economica americana dal 1950. Un dato negativo per tre mesi consecutivi sancisce la recessione in atto!
Nel precedente rilascio del dato in questione veniva evidenziato che quattro dei dieci indicatori erano al rialzo e particolarmente le aspettative dei consumatori e le richieste di disoccupazione in discesa, mentre decisamente negativi erano i dati relativi i permessi di costruzione, i nuovi ordine delle manifattura non compresi gli ordini governativi, ordini per il commercio al dettaglio ed altri ancora.
Esistono inoltre secondo quanto letto nel sito anche altri due tipi di indicatori denominati coincident e lagging indicators. Il primo consiste in alcuni dati relativi alla produzione industriale e all’occupazione secondo il quale sono aumentati tre dei quattro sotto indicatori con in primis l’aumento dei redditi da lavoro( segnale inflativo ) l’occupazione e le vendite al dettaglio con la sola produzione industriale negativa. Il secondo invece segnala il cambiamento nel costo del lavoro, nel settore manifatturiero, commerciale ed industriale e il giro di affari con una salita di tutti i principali sottoindicatori ed in particolare le vendite al dettaglio.
A prima vista questi ulteriori indicatori servono a fotografare in profondità la situazione economica del paese. Ora ricordando che la fiducia dei consumatori, le vendite al dettaglio, alcuni indicatori manifatturieri, la spese per costruzioni hanno emesso un chiaro segnale di inversione e ricordando il detto che dice che non c’è due senza tre il prossimo segnale probabilmente potrà essere un segnale negativo, che sancirà secondo la storia, l’avvio della recessione americana!
Certamente alla luce di alcuni dati macroeconomici appare perlomeno ambigua la reazione del mercato il quale sembra peraltro reagire più per effetto di un pressione psicologica che per una oggettiva valutazione della situazione.
I consumi continuano a stupire gli analisti con una crescita del 0,6 % ma contemporaneamente cala la percentuale di risparmio delle famiglie stabilmente in territorio negativo dove l'aumento fittizio di ricchezza originato dall'aumento dei patrimoni e delle quotazioni azionarie ha concesso un supplemento di spesa. Se si analizza attentamente la situazione non potrà  durerà in eterno come le ultime vicende del mercato immobiliare insegnano  con le valutazioni dei patrimoni che stanno velocemente cambiando e la stessa considerazione vale per la percentuale di ricchezza finanziaria.
Ci si esalta per l'indice che rileva un miglioramento dell'attività manifatturiera nella regione di Chicago che in passato insieme con l'indice di Philadelpia era costantemente sceso mentre l'indice generale stranamente saliva, ci si compiace per un aumento della spesa nelle costruzioni perlomeno ambiguo che testimonierebbe la fine della correzione immobiliare, ma si dimentica facilmente che le pressioni sui prezzi della tanto odiata inflazione salgono ben oltre il livello di guardia deciso dalla Fed specialmente nell'indicatore core cioè depurato dalle componenti alimentari ed energetiche.
Secondo Global Insight si moltiplicano le previsioni di frenata del PIL nella crescita nel primo trimestre, con revisioni che variano dall' 1,6% al 1,4 % in media.
Comunque vada, è ormai chiaro che l’enorme liquidità, la grande e misteriosa massa monetaria M3 che stà drogando i mercati mondiali,  sostiene un corsa senza fine, il tempo di riprendersi dallo spavento e via verso nuovi traguardi…..a meno che non Vi venga in mente l’entusiasmo di Willy il Coyote, il quale alla fine di ogni storia è immancabilmente destinato alla realtà del baratro che lo aspetta!


 

Postato da: icebergfinanza a marzo 31, 2007 09:49 | link | commenti

dati macroeconomici, eccesso di liquidità

giovedì, 29 marzo 2007
L'ORA DELLA VERITA': la lunga onda del mercato "SUBPRIME"

http://www.flickr.com/photos/40422902@N00/14486450/

Dal Paese delle Meraviglie...."Hai risolto l’indovinello chiese il Cappellaio Matto rivolto ad Alice. No ci rinuncio rispose la bimba, ma qual è la risposta?

Non ne ho la più pallida idea disse il Cappellaio Matto! E si strinse nelle spalle!

 

Secondo quanto scrive Mario Platero sul Sole 24 ore , molti deputati e senatori hanno espresso sconcerto, per come il settore dei mutui immobiliari sia stato gestito, soprattutto nel comparto dei prestiti denominati “subprime” e temono che il Governo debba intervenire con un salvataggio. Ci si domanda ora che ruolo possa avere avuto la Fed nell’ignorare questo fenomeno, ben conosciuto tra gli addetti ai lavori.

Sempre secondo Platero, Bernanke dovrà chiarire alcuni gravi sospetti che riguardano il comportamento degli organi federali riguardo alla possibile concertazione tra le grandi banche e i piccoli istituti di concessione crediti subprime. Le banche infatti non potevano concedere prestiti con la stessa facilità con cui lo concedevano le istituzioni meno regolamentate ma erano molto interessate e finanziavano questi ultimi con prestiti a lunga scadenza, salvo poi successivamente rilevare direttamente i portafogli prestiti con rendimenti molto interessanti. La Fed invece era interessata a rafforzare la crescita economica, trainata direttamente o indirettamente dal settore immobiliare.

Come diceva Sigmund Freud non è sempre facile dire la verità, specialmente quando bisogna essere brevi!

In un’audizione al  House Financial Services subcommittee della Camera , la direttrice della divisione consumatori e affari comunitari della FED Sandra Braustein ha sostenuto la preoccupazione che i recenti prestiti ipotecari con tasso variabile possano produrre più sofferenze e pignoramenti confermando la versione ufficiale che la Federal Reserve è estremamente preoccupata dal fatto che i contraenti dei cosiddetti mutui subprime, possano incontrare molte più difficoltà durante i prossimi uno, due anni!  Tuttavia affrontando le domande dei deputati, le autorità monetarie hanno allontanato la necessità di introdurre nuove legislazioni per combattere i problemi relativi ai mutui subprime.

“ Le leggi esistenti sono adatte e il mercato si correggerà da solo!!”

Secondo Reich, direttore dell’Ufficio di supervisione del risparmio il contagio non si è sparso ad altri settori del mercato dei mutui e non sembrano esserci forze che preludano a tale contagio.

( fonte Marketwatch.com)

Non sembrano esserci...., come sembrava che secondo Bernanke il mercato immobiliare si stesse stabilizzando, come sembra che nessuno ci capisca ancora quasi niente!

L’unica cosa certa è quello che sta succedendo e che una legislazione più severa come era auspicabile già da tempo, come suggeriva il buon senso, inevitabilmente produrrà un’ulteriore effetto negativo in un mercato che peggiora di settimana in settimana.

Ieri Bernanke  ha fatto la sua apparizione al Congresso per spiegare per l’ennesima volta, il significato del comunicato rilasciato all’ultimo incontro del FOMC, per chiarire in maniera più limpida la previsione della Fed sulla strada futura dell’economia ma….. siamo sicuri che le autorità monetarie hanno la sfera di cristallo magica che predice la strada maestra! Per la Fed è più importante il controllo dell’inflazione o la crescita economica futura?!

Siamo sicuri che innondando di nuovo i mercati mondiali di liquidità, non si torni ad aumentare quella assurda sensazione fittizia di benessere che allontana la percezione della realtà, una realtà fatta di constatazione che i debiti prima o poi vanno saldati!

La risposta di Bernanke per una volta è stata chiara.: “ La nostra politica è ancora orientata verso il controllo dell’inflazione, che consideriamo essere attualmente il rischio più grande, ….eppure le incertezze sono aumentate  e quindi un po’ di flessibilità potrebbe essere desiderabile. L’economia sembra probabilmente continuare sulla strada di una crescita moderata nei prossimi mesi…!”

 Quindi nessuna recessione per quest’anno! Beata innocenza!

“ Finora la debolezza nel settore immobiliare ed in alcune parti del settore manifatturiero, non sembrano influire in misura significativa sugli altri settori dell’economia anche se la notevole correzione del mercato immobiliare potrà condurre a notevoli problemi finanziari per molte famiglie! Le implicazioni di questo fenomeno sono meno chiare, ma l’effetto globale sembra essere contenuto.” Sembra, sembrerebbe, forse, chissà!

Ad un certo punto guardando in  diretta su Bloomberg Television, l’audizione mi sono commosso!

Un senatore americano rivolgendosi al governatore della Fed gli ha chiesto che cosa ne pensa dell’enorme massa di liquidità che circola da anni nei mercati, che ne pensa delle ricorrenti bolle finanziarie che imperversano in questi anni, che ne pensa del facile accesso al credito che incoraggia le persone ad indebitarsi! Greenspan deve esser balzato sulla sedia con un mezzo infarto in agguato!

Il simpatico senatore ha proseguito toccando un nervo scoperto e facendo riferimento alla Massa M3 che la Federal Reserve non pubblica più per scelta e che secondo alcuni studi viaggia ben oltre l’11 %. Non abbiamo a disposizione tutti i dati possibili e questa enorme liquidità distrae la gente dalle vere cause, dai veri problemi!

Un monumento dovrebbero fare a questo impavido senatore che ha avuto il coraggio di andare direttamente al punto. Rispetto ad una maggiore trasparenza della Fed nei confronti del Congresso, Bernanke ha glissato dicendo che ci stanno pensando.

Il mercato non ha bisogno dell'emissione continua di una sottile droga che alimenti l'illusione infinita. ha bisogno di trovare all'interno di se stesso gli anticorpi ad un'eventuale crisi!

Credo che le parole più equilibrate e serie, siano state pronunciate dal presidente della Fed di New York Geithner dichiarando che le implicazioni che avrà il crollo del mercato “subprime” non sono ancora chiare e deve ancora essere valutate! Geithner ha riferito che ci sono alcune funzioni di questa ultima onda innovativa che meritano attenzione. In passato la maggior parte dei rischi di accreditamento era sotto forma di mutui ipotecari nei bilanci delle banche mentre ora tale rischio ha una funzione incredibilmente varia nelle forme e buona parte di esso è detenuto da istituzioni finanziarie non bancarie. Una terza preoccupazione è relativa alla dinamica di un improvviso e potenziale” guasto” nel mercato dei derivati.  Il numero di contratti finanziari che potrebbero saltare nel caso di un effetto a cascata sul mercato ipotecario avrebbe l’effetto di prolungare l’incertezza e complicare il processo di risoluzione.

Queste difficoltà contribuiscono ad illustrare come questi cambiamenti nei mercati finanziari possono contribuire ad un sistema in cui la probabilità di una crisi importante sia probabilmente bassa, ma le perdite connesse a tale crisi possono essere notevoli e non facilmente controllabili e attenuabili.

Di fronte a questa sfida, la Fed ed altre autorità non possono “girare indietro l’orologio” dell’innovazione, ma migliorare gi ammortizzatori del sistema finanziario in termini di rischio relativo di liquidità e di capitale, e nella solidità delle infrastrutture! ( fonte MarketWatch.com )

Puntualmente il presidente della Fed di New York ha illustrato una delle variabili di maggior peso che pendono come una spada di Damocle, sull’intero settore immobiliare ed è quella relativa all’oceano di strumenti derivati che imperversano nei mercati, dei quali parlerò nel prossimo post dedicato alla Torre di Babele Subprime!

Nel frattempo incominciano a fioccare i primi pesanti profit warning delle ditte costruttrici con cali dei profitti che vanno dall’ 84 % della KB Home al 73 % delle Lennar Corp uno dei più grandi costruttori americani che prevedono di non essere in grado di rispettare le stime per tutto il 2007.

Inoltre i pignoramenti sono aumentati di circa il 12 % rispetto ad un anno fa con i proprietari che hanno lottato contro un calo generalizzato dei prezzi e tassi in progressivo aumento. Secondo un rapporto di Realty Trac ( www.realtytrac.com) un altro sito da seguire in parallelo con il sito foreclosure.com, circa 130.000 sedi hanno fornito il pignoramento solamente nell’ultimo mese! Secondo il direttore di Realty Trac, James Saccacio i pignoramenti potrebbero aumentare di un terzo rispetto allo scorso anno se i tassi continuano a salire ai livelli di gennaio e febbraio gonfiando il numero delle sedi invendute.

Una famiglia ogni 884 è stata soggetta a pignoramento, che può variare da il ricevimento di avvisi di difetto per il ritardato pagamento, alle vendite all’asta fino all’escussione dell’ipoteca. Il più alto numero di “ preclusioni” riguarda la Florida, seguita dalla California e dal Texas, stati nei quali si è verificata la più alta percentuale di speculazioni immobiliari.

E’ probabile inoltre che le vendite di abitazioni annullate non sono incluse nei dati ufficiali con il rischio di rendere più pesante questa debacle immobiliare.

Emblematica inoltre è l’accelerazione delle foreclosures evidenziate nel sito che seguo da alcuni mesi in quanto i fallimenti personali terminati con la perdita dell’abitazione, sono stati negli ultimi due mesi circa 13.400 di cui 9.378 dal 15 marzo al 27 marzo con un effetto esponenziale del 70 % realizzato negli ultimi dodici giorni. Photo: Special ReportI prezzi domestici negli Stati Uniti sono continuati a scendere in gennaio, con una  discesa dell’ 0,7 % nelle  maggiori 10 città americane. L'indice delle 10 città è sceso dell’ 0.7% durante lo scorso anno, la prima  lettura negativa da undici anni a questa parte cioè dal 1996, secondo un report dell’agenzia Standard & Poor’s.

In un'audizione al comitato della Camera Calhoun presidente della Durham società senza scopo di lucro, centro per il prestito responsabile ha sostenuto che l'Homeownership è stato contrastato piuttosto che sostenuto, dai prestiti del mercato subprime.

Poiché la maggior parte dei prestiti del subprime è usata per rifinanziare le attuali ipoteche, i mutuatari di cui le loro sedi perdono il valore sono ancor più nei guai nell' effettuare i pagamenti sulle loro ipoteche. Ad esempio  dal 1998, il 91 per cento dei prestiti del subprime è stato usato per rifinanziare le ipoteche attuali.e il 15.6 per cento ha provocato i pignoramenti.

Calhoun ha detto che l'aver aumentato il volume dei prestiti domestici necessariamente non ha aiutato ad espandere il homeownership. “Non abbiamo nulla contro il caricare un tasso di interesse ragionevole sui prestiti domestici del subprime, ma contestiamo un'industria che offre ordinariamente i prestiti che sono insostenibili. ( fonte Bloomberg.com )

Come se non bastasse su BusinessWeek è apparsa una notizia in esclusiva relativa alle indagini in corso da parte del FBI sulla impresa di costruzioni americana Blazer Homes USA Inc. con la relativa richiesta di documenti sul relativo commercio d’ipoteca indicando come vi siano potenzialmente tutti i presupposti per una frode perpetrata. Secondo l’indagine una coppia ha denunciato che la ditta avrebbe venduto loro un immobile che non avrebbero potuto permettersi utilizzando informazioni riservate sui prestiti e invitando la coppia a fare comunque domanda usando informazioni false in modo che il prestito fosse comunque approvato! Blazer avrebbe approfittato di un mercato prospero, tassi di interesse a minimi storici, accreditamenti facili e famiglie disperate che dovrebbero rinunciare comunque al “ Sogno Americano”. Grandi costruttori importanti, fanno funzionare regolarmente le istituzioni finanziarie per aiutare i clienti nell’acquisto delle case in quanto credono che la capacità di offrire ai clienti una varietà di opzioni di finanziamento, fa parte del processo di vendita come un fattore importante per completare le vendite. Desta inoltre sospetto sulla connivenza tra costruttori e banche erogatrici di mutui subprime la jointventure generata nel 2005 fra KB Home e la Countrywide.

Come se non bastasse tutto ciò che abbiamo preso in considerazione sino ad ora, un'altro aspetto che riguarda l'onda lunga del mercato "subprime" è quello relativo agli introiti fiscali che hanno sostenuto in questi anni gli stati americani.
Gli introiti fiscali della Florida sono caduti per la prima volta dal 1975, come conseguenza del crollo delle vendite immobiliari e delle costruzioni che stanno oscurando l'economia. Il declino delle vendite diminuisce l'occupazione nell'industria edilizia e nel suo indotto mentre i prezzi in discesa scoraggiano gli acquisti con il risultato di affliggere i consumi e ridurre notevolmente le imposte. E cosi via a cascata altri stati americani subiranno notevoli riduzioni nei bilanci che inevitabilmente come tutta la nazione viaggerano verso nuovi deficit.
E tutto ciò si stà stabilizzando......e nessuno sà ancora quali saranno le conseguenze!

Nessuno sa esattamente come andrà a finire, ma indubbiamente basta dare un’occhiata ai numerosi blog americani che parlano della situazione, la voce del popolo che nasconde la verità di questa situazione, le risposte a tanti interrogativi che la Fed dimostra di non conoscere ancora.

Queste sono le parole di un agente immobiliare americano che ho scelto da un campione di conversazioni su alcuni blog scelti a caso:

“ Come agente immobiliare, io stò vedendo una quantità significativa di debito “afflitto” che accede al mercato degli alloggi e mi domando come gli economisti e i mezzi di comunicazione, possano dire alla gente che i problemi siano contenuti esclusivamente nel mercato subprime. E’ un problema diffuso. I soldi erano virtualmente liberi e tutto ciò di cui avevate bisogno era di un buon accreditamento un’autorizzazione o un “passport” per prenderli a prestito. Ora potreste aver bisogno di dieci anni di dichiarazioni dei redditi per ottenere gli stessi prestiti, i premi di rischio e la liquidità ristretta sono “Cryptonite” per il consumatore……”

…….Non sembrano esserci segnali che il contagio dei mutui “subprime” sia stia estendendo agli altri comparti dei prestiti ipotecari e all’economia in generale! Il mercato immobiliare si sta….stabilizzando!

La leggenda dell’ “ Ottimismo che rifiuta la Realtà “ la sensazione che solo pensando positivo, si nascondo tutti le problematiche indotte dagli eccessi, e come dice Voltaire, “ se abbiamo bisogno di leggende, che queste leggende abbiano almeno l’emblema della verità! Mi piacciono le favole dei filosofi, rido di quelle dei bambini, odio quelle degli impostori!

 

Il Bruco rivolgendosi ad Alice le chiese: Chi sei, bambina?

 

In questo momento non lo so, signore. Se potessi lo farei, ma purtroppo sono confusa, ho cambiato dimensioni dieci, cento, mille volte e questa è una cosa che sconcerta!

 

Devo dirti una cosa importante, bambina!

 

Ricordati di non perdere mai la calma, qualunque cosa accada!

Postato da: icebergfinanza a marzo 29, 2007 06:51 | link | commenti

inflazione e deflazione, eccesso di liquidità, rischi derivati, immobiliare americano subprime

lunedì, 26 marzo 2007
ALLARME ROSSO! Lo Tsunami immobiliare che verrà....

Dopo l’esaltazione del mercato per il dato relativo alle vendite di case esistenti, con prezzi medi in discesa e abitazioni invendute in deciso aumento, si torna alla realtà della vendita di nuove abitazioni, quelle cioè che in gran parte determinano il grosso del fatturato immobiliare!

Nel mese di febbraio sono scese del 3,9% a 848000 unità contro le attese di 980000/995000 circa, e con il dato relativo a gennaio rivisto da 937000 a 882000 con un calo di circa il 6% su un dato rivisto decisamente al ribasso. Un calo tendenziale annuo del 18,3 % che porta il levello al minor livello da sette anni a questa parte.L’inveduto è cresciuto del 1,5 % corrispondente a stock da smaltire in circa 8 mesi e un  prezzo medio giunto a 250,000 dollari!

Il consistente cedimento del mercato subprime ipotecario incomincia ad allungare la sua ombra ingombrante anche sui mutuatari con buoni livelli di accreditamento. Gli istituti finanziari incominciano a rifiutare gli accreditamenti a coloro che non hanno almeno il 5 % di capitale iniziale, particolarmente se non sono in grado di documentare dettagliatamente il proprio reddito. Fin qui nulla di trascendentale in quanto chiunque operi con buon senso, vorrebbe vedere le documentazioni patrimoniali e reddituali di coloro che richiedono un prestito

Tali mutuatari erano destinatari delle ipoteche di categoria Alt.A cioè il livello intermedio, cuscinetto tra il subprime e l'highprime che sembrerebbero aver rappresentato il 20% del totale generale assieme al 20 % del mercato subprime. Le nuove regole e norme di accreditamento, in un certo senso più rigide e severe ridurranno drasticamente le ipoteche Alt-A di circa un quarto richiedendo ai compratori maggior risparmio  o la rinuncia all'acquisto.

Le ipoteche di categoria Alt-A vengono richieste per operazioni relative all'acquisto di una seconda casa o per speculazioni immobiliari e talvolta non prevedono acconti o accreditamenti elevati.

Ora se la matematica non è un'opinione nei prossimi mesi avremo un crollo esponenziale nelle vendite di abitazioni e una crescita altrettanto evidente delle case invendute con la conseguenza che i prezzi vedranno un declino difficilmente a breve arrestabile a meno che la FED con il suo immutabile ottimismo, non incominci ad intervenire sui tassi in maniera massiccia o intervenga in maniera diretta sollecitando le due compagnie federali di concessione mutui Freddie Mac e Fannie Mae a sostenere l'edilizia abitativa con imponenti sussidi come ventilato da alcuni parlamentari americani!

La fine del Grande Sogno americano? Come farà il popolo americano a risparmiare, rinunciando a sostenere i beneamati consumi, motore dell'economia? Sia ben chiaro non dovrebbe succedere nulla di trascendentale, nel fatto che l’americano medio incominci a risparmiare, e quindi rinunci a qualcosa di superfluo, ma in considerazione del fatto che il prodotto interno lordo è per i tre quarti sostenuto proprio dai consumi, e che il sistema economico viaggia a mille solo se il consumismo opera a pieno titolo nelle pieghe dell’economia, difficilmente la situazione non potrà che mutare radicalmente. Alla faccia dei detrattori dello “sviluppo sostenibile”!

Su MarketWatch in un articolo si fa riferimento al mercato immobiliare prendendo a prestito il movimento proprio del pendolo ricordando che questa nuova stretta negli accreditamenti non resterà per lungo tempo. Ciò che sta accadendo fa parte del "flusso naturale" degli eventi nell'industria del credito ipotecario evidenziando una normale reazione ad un mercato nel quale il valore degli immobili non aumenta più ai ritmi forsennati degli ultimi anni, un mercato che avrebbe tralasciato la valutazione delle documentazioni reddituali e patrimoniali in quanto scommetteva a senso unico su un rialzo continuo dei prezzi di mercato.

Ora per coloro ai quali può essere sfuggito, vi cito un articolo particolarmente illuminante e sublime per comprendere come il mercato SUBPRIME sia solamente la punta di un iceberg di dimensioni mai viste. L’articolo è a firma di Mario Platero, un corrispondente dall’America per il SOLE 24 ORE solitamente ben informato, preciso e puntuale nella sua “ Lettera da New York” pubblicata sul SOLE PLUS di sabato. Lo cito testualmente e per intero perché merita la massima attenzione specialmente per quella lunga fila di analisti ed economisti che tendono a sottovalutare il problema.

“ Anche la Fed è sul banco degli imputati: secondo il senatore Chuck Schumer il grande tempio della moneta americana non avrebbe messo in guardia il sistema bancario sui rischi impliciti nella concessione di mutui immobiliari facili. E Ben Bernanke avrà la possibilità di difendersi dall’accusa martedì prossimo, il 27 marzo. Ve la segnalo questa testimonianza davanti alla commissione bancaria perché sarà seguita con estrema attenzione dai mercati. E se Bernanke dirà qualcosa di troppo o di troppo chiaro potremo vedere turbolenze inaspettate. Gli elementi da seguire sono un paio.

Intanto da qui alla fine dell’anno scadranno mutui immobiliari concessi ad un tasso variabile per circa 1000 miliardi di dollari. Una cifra da capogiro. Questo significa che i contraenti che avevano avuto un prestito a tasso fisso magari al 3 % per tre anni, vedranno improvvisamente il loro tasso balzare al 9% forse anche al 10 %

E a quel punto il tasso non sarà più variabile: resterà bloccato per almeno dieci anni. Non solo. Questo significa che nel contesto della problematica immobiliare non si parlerà più soltanto di subprime, di prestiti cioè ad alto rendimento ma generalmente già scontati come rischiosi, ma di prestiti di migliore qualità, con un reddito verificato per far fronte agli impegni a breve.

E gli impegni a lunga? Le cose si complicano: chi aveva contratto un prestito pensando di dover sborsare soltanto 500 dollari al mese per un prestito di 200000 dollari si troverà improvvisamente a doverne sborsare 1500. E allora i soldi non basteranno più. Le tristi storie di proprietari che hanno dovuto restituire la loro casa o il loro appartamento alla banca per l’impossibilità di rimborsare il prestito hanno occupato nei giorni scorsi le prime pagine dei giornali americani. Ma sarà nulla di fronte alla dimensione biblica delle possibili “foreclosure”: si parla di due milioni di famiglie che da qui ai prossimi 12 mesi si ritroveranno senza casa. Con tutte le conseguenze dal caso sul mercato immobiliare. E lei Signor Bernanke dov’era quando le banche concedevano prestiti senza verificare i redditi dei contraenti? La domanda è legittima. Speriamo però che ci dica anche come pensa di uscirne oggi.”

Questo era integralmente l’articolo di Mario Platero, che condivido in tutto e per tutto. Una miscela esplosiva di sottovalutazione, eccessiva disinvoltura nel concedere prestiti e a sua volta nell’accettarli. Tralasciando per un attimo la problematica relativa a coloro che hanno perpetrato volutamente questa truffa e coloro che continuano a farlo, resta il problema relativo al fatto che nessuno può prevedere la via della politica monetaria, se i tassi saliranno o scenderanno, ne le banche che fanno onestamente il loro lavoro ne tanto meno i futuri proprietari di immobili che richiedono il mutuo. Nell’indebitamento oggi, più che mai, si ripropone un punto cruciale come per quanto riguarda lo sviluppo:

La problematica relativa all’ “ INDEBITAMENTO SOSTENIBILE”.

Non esiste solo la problematica relativa allo sviluppo sostenibile, ma come ogni attività umana il punto di equilibrio è essenziale! Non è possibile che due società come Blackstone e il gruppo KKR anche se in pool con altre imprese, possano contrarre debiti per un importo superiore al default di un paese sovrano come l’Argentina! Non è possibile che un’intera nazione come l’America abbandoni la prospettiva di risparmio, e scateni una corsa all’indebitamento privato e statale di dimensioni bibliche! E si badi bene non solo l’America! Potrei fare innumerevoli esempi, giù, giù a cascata sino agli ultimi della Terra, che guarda caso nel magico fenomeno del microcredito inventato da Yunus, premio Nobel per la Pace e secondo me per l’Economia, sono l’esempio più eclatante di come l’equilibrio delle piccole cose, il senso della misura, la politica dei piccoli passi, dell’indebitamento sostenibile  equivalgano al raggiungimento degli obiettivi personali.

Un pendolo, quello dell’indebitamento INSOSTENIBILE che oscilla avanti e indietro colpendo alle volte in piena fronte coloro che non hanno fatto bene i loro calcoli. Ora questo pendolo riporta indietro nel tempo alle origini della Grande Depressione del ’29 che non amo ricordare, per terrorizzare il lettore, ma per cercare di apprendere dalla storia alcune lezioni significative.

Nel libro di  Bernstein Peter  intitolato Against the Gods: The remarkable story of risk edito nel 1996 ovvero Contro gli Dei, la rimarchevole storia del rischio vi è un riferimento esplicito al boom immobiliare che precedette appunto la crisi del ’29 ricordando come gli immobili potevano essere acquisiti disponendo solamente del 10 % del necessario in contanti. In quella crisi il DOW JONES perse in breve circa il 30 % in due sedute ma il motivo che spinse tante persone a vendere non è del tutto chiaro, dal momento che nessun avvenimento, e nessuna notizia preoccupante erano noti in quei giorni.

Secondo  un articolo a firma Alistar Barr, apparso su MarketWatch in data 23 marzo 2,28 trilioni di dollari sono i mutui contratti negli anni 2004/2005/2006 alcuni dei quali sono stati già ripristinati ai più alti tassi di interesse ma molti di più subiranno la stessa sorte.

Solo quest'anno saranno ripristinati a tasso variabile  quasi 370 miliardi di dollari di mutui, 250 nel 2008/2009 e altri 700 miliardi dal 2010 in poi. Secondo Rick Chance, della KPMG questo ha tutte le carte in regola per essere considerato uno tsunami delle risistemazioni dei tassi che attraverseranno l'economia nei prossimi anni, un effetto sull'economia e sui consumi di queste famiglie.Un'altra voce quella di Christopher Cagan secondo il quale le risistemazioni dei mutui costeranno ulteriori 42 miliardi all'anno lo 0,4 % del PIL, ricordando che gli americani spendono 100 miliardi di dollari solo per le bevende! Tutto ciò fa parte del ciclo e ben difficilmente influirà sull'economia anche se sarà estremamente doloroso per il segmento subprime, in quelli stati dove sono proliferati i mutui subprime.

Cagan lavora in California uno degli stati ad allarme rosso e secondo lui non si verdanno più in giro le Ferrari di coloro che si erano arricchiti con l'industri subprime. Questa asta ha generato troppo rapidamente ricchezza per molta gente, ma ora è giunto il momento del dunque e questo genererà problemi alle famiglie!

Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, un numero significativo di famiglie americane stà rischiando di perdere la propria abitazione. Da una valutazione di alcuni studi durante i mesi e gli anni a venire da un milione a più di due milioni di famiglie resteranno senza casa, un fenomeno nuovo il cui effetto relativo sull’economia e sul “Sogno Americano” non è ancora quantificabile. In passato si perdeva la casa per la perdita del lavoro, per una seria malattia o per la morte improvvisa del capo famiglia, ma un fenomeno così grande era possibile solo in seguito ad una recessione con alta disoccupazione!

 

Nel prossimo post mi occuperò del fenomeno collaterale a cascata che riguarda il mercato immobiliare nella misteriosa e inquietante Torre di Babele Subprime, questo per sottolineare come che un mercato che vale 10000 miliardi di dollari è una mina vagante non solo per l’economia americana ma anche globale!

 

 

Postato da: icebergfinanza a marzo 26, 2007 23:47 | link | commenti

sviluppo sostenibile, indebitamento sostenibile, immobiliare americano subprime

sabato, 24 marzo 2007
SEMPLICEMENTE GRAZIE!

 

 cielo2

Devo confidarVi in tutta sincerità, che verso la fine di gennaio quando mi sono incamminato nell'avventura di questo mio blog, non conoscevo assolutamente la meta di questa nuova scelta.

Forse avevo delle aspettative, forse era una sfida con me stesso per trovare delle nuove motivazioni, per scoprire dove potevo arrivare, per mettere a disposizione le mie competenze e per crescere culturalmente, per conoscere e comprendere il mondo dell'economia, per trasmettere semplicemente un'utopia che riguarda la sfera dell'Umanità.

Come diceva K.Gibran " Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza ". Ciò che scrivo, cio che penso, ciò che vivo sono semplicemente le mie convinzioni, ma non sono per questo verità assolute, hanno margini di errore e di valutazione enormi, forse sono solo illusioni, alchimie della mia mente, ma riflettono un mia certezza.

L'economia è indispensabile all'Umanità, come l'aria per gli esseri umani e quindi si tratta di scoprire come utilizzare al meglio questa grande risorsa! Come dice Francesco Gesualdi, in Economia non vi è nulla da inventare. Qualsiasi sistema economico si basa sul lavoro, sulla formazione, sulla ricerca, sul consumo, sul risparmio, sugli investimenti, sullo scambio, sulla solidarietà collettiva. La differenza è creata dalla miscelazione dei vari ingredienti. E' come per i dolci, più o meno comprendono tutti, farina, zucchero, uova e burro! Ma qualcuno si addice anche ai diabetici in quanto contiene solo tracce di burro e zucchero, mentre altri sono un pugno nello stomaco per tutti, perchè sono solo un concentrato di grassi.

Sembra quasi che il sistema economico si identifichi nell'impossibilità di evitare gli eccessi, che non esisti alcuna alternativa alla favola della crescita infinita. Prendere o lasciare. Talvolta in economia siamo schiavi di  qualche  grande economista defunto, non sviluppiamo una nostra idea autonoma, ci lasciamo trascinare dalla corrente di pensiero.

Non sarebbe un male assoluto se ciò costituisce anche una nostra convinzione, ma alle volte vale la pena di fermarsi in riva al fiume a riflettere, per comprendere se tutto ciò che avviene corrisponde alla nostra essenza.

 Essere o non essere, questo è il grande dilemma! Ora questa avventura continua con convinzione, non sarà assolutamente facile perchè la mia famiglia reclama la sua giusta dimensione, il suo spazio vitale !

Voglio ringraziarVi tutti per la la Vostra presenza, non avrei mai immaginato anche fossi vissuto in un mondo fantastico, un cosi grande seguito, indispensabile per proseguire nel cammino. Non potrò mai rispondere a tutti, e per scelta non fornirò alcun consiglio operativo, mi scuso se talvolta uso anche un pizzico di ironia, ma talvolta credo che possa esprimere meglio le mie perplessità.

SEMPLICEMENTE GRAZIE!!!!

Andrea

 

 

Postato da: icebergfinanza a marzo 24, 2007 11:25 | link | commenti

semplicemente grazie

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