DIARIO DI BORDO, NAVIGANDO NEL MARE DELLA FINANZA, ECONOMIA E ....APPUNTI DI FINANZA ETICA! ....non c'è vento per le vele del Marinaio che non sa dove andare! icebergfinanza@yahoo.it

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Blogger: icebergfinanza
Nome: ANDREA MAZZALAI
Questo Blog ...NON vuole essere assolutamente una rubrica del tipo “ CONSIGLI AI NAVIGANTI QUINDI.... NON SI DANNO CONSIGLI OPERATIVI!!!!†ma semplicemente un diario di bordo,uno strumento, certamente influenzato dai pensieri e dalle idee del Marinaio di vedetta che nascono esclusivamente da conoscenze proprie dell'autore ed approfondimenti vari, che conducono a valutazioni strettamente soggettive e discrezionali il quale cercherà durante la navigazione di mettere a disposizione strumenti e conoscenze da condividere, per confrontarsi e affrontare, consapevoli, con le proprie idee, convinzioni e perché no, insicurezze, il mare della finanza, il mondo dell'economia e della finanza etica! Ogni navigazione porta con se immagini e ricordi indelebili, quindi alcune immagini sono state scelte e pubblicate con il riferimento alla provenienza ed automaticamente all'autore per la loro bellezza creativa e per il loro particolare richiamo ai contenuti dei testi pubblicati, reperite su vari motori di ricerca internet. Se qualcuno, potendo vantare diritti su tali immagini pubblicate trovasse qualcosa in contrario alla pubblicazione, puo' scrivere richiedendo la rimozione delle stesse, rimozione che sara' immediatamente effettuata. ICEBERG perchè....solo la conoscenza e la consapevolezza dei potenziali pericoli finanziari e macroeconomici, unitamente alla conoscenza di un sistema economico alternativo integrabile che interagisce, permette delle scelte autonome e responsabili nella scelta di un investimento. Esiste inoltre un mondo sommerso di idee, di strumenti per concepire l'economia come un strumento che sostituisca la centralità del profitto con la centralità dell'Umanità e la sua evoluzione! UTOPIA! Ou topos ovvero luogo, isola aggiungo io, che non c'é! Chissà! Come nella canzone di Bennato....Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto sino al mattino,.poi la strada la trovi da te, porta all’ Isola che ora.....c’è!!!! icebergfinanza@yahoo.it



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REALISMO IMMOBILIARE! GENESI DI UN FENOMENO ( parte prima )

 

http://www.wandacarder.com/images/house-puzzle.jpg

 

ALLA RICERCA DI UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL IMMOBILIARE!

 

Verso la fine degli anni novanta, vedeva la luce uno dei boom immobiliari più spettacolari che la storia ricordi, boom immobiliare che ha contagiato tutte le più importanti realtà economiche mondiali ad eccezione della Germania e del Giappone alle prese con il ricordo di una grave crisi immobiliare verificatasi negli anni novanta.

Andiamo per un istante, all’origine di questo boom mondiale del settore immobiliare che per caratteristiche e dinamiche, è diffuso a macchia di leopardo in ogni angolo del pianeta, fatta eccezione per alcune realtà.


L’enorme liquidità immessa nel mercato dalle banche centrali in questi anni, unitamente alla crisi dei mercati azionari ha indotto la crescita esponenziale del settore immobiliare, in quanto gli investimenti si sono diretti prevalentemente verso un'unica asset class, facendo esplodere una vera e propria corsa all’oro sia di natura prettamente speculativa che fisiologica ovvero legata alla crescita demografica.

Questi potrebbero  essere i  principali tratti caratteristici di questo boom ognuno di essi rapportato alle diverse realtà mondiali.

a)  Crescita della domanda immobiliare originata da politiche monetarie espansive.

b)  Effetto ricchezza presunto o reale originato dall'aumento delle quotazioni immobiliari con conseguente influenza positiva sui consumi.

c)  Creatività ed ingegneria finanziaria che ha permesso l'incremento della domanda attraverso formule di rimborso del prestito flessibili e il trasferimento e la diluizione del rischio attraverso la formula “originate to distribuite” ovvero la cartolarizzazione.

Questa è la situazione attuale del fenomeno “ originate to distribute “ secondo Moody’s.



La componente speculativa inoltre ha giocato un ruolo determinante nella crescita esponenziale delle quotazioni. 

Non vi è dubbio che la dinamica di crescita di ogni asset class deve costantemente fare i conti con l’opera di disturbo messa in atto dalla speculazione, con la conseguenza che ogni crescita irrazionale difficilmente si sgonfia senza esplodere.


In queste operazioni, spesso passano di mano immobili soggetti ad aumenti ingiustificati, con il premio che si paga per ottenere un immobile che troppi attori richiedono contemporaneamente.

Le vicende del capitalismo italiano di questi ultimi anni sono ricche di figure di novelli geni finanziari, la cui fama ha contribuito a creare una nuova casta del capitalismo, gli immobiliaristi, che partendo dal nulla hanno creato immense fortune “virtuali”.


La storia recente insegna che tali fortune sono state conseguite tramite alchimie finanziarie di breve respiro.

Tempo fa l' Economist pubblicò uno studio con  le maggiori crescite in percentuale registrate in Europa con l’Irlanda in rilievo. I prezzi delle abitazioni sono saliti del 250 % ( al lordo dell’inflazione) in Irlanda, del 200 % in Inghilterra, del 170/180 % in Spagna, del 130/140 % in Francia e quasi del 100 % in Italia con una notevole diversificazione territoriale aggiungo io.

 Nel Mondo la classifica è guidata dall’Australia, seguono Stati Uniti e Canada con il Giappone che risente ancora oggi della grande crisi delle “Jusen” degli anni ’80.


 
Ormai  è evidente a chiunque, ciò che sta accadendo in America, paese nel quale in percentuale la crescita non è stata certo una delle maggiori del pianeta.


Ovviamente stiamo parlando di un paese dove le famiglie convivono con un indebitamento cronico e stratosferico, dove imperversava il fenomeno “subprime”, ovvero la possibilità concessa dall’industria finanziaria  di ottenere finanziamenti con formule " esotiche " 


La concessione di credito in formule ibride, only-interest, mutui ARMs,con deferimento della quota capitale, allentamento od omissione di garanzie reddituali o patrimoniali, fondate sul presupposto che la tendenza al rialzo dei prezzi immobiliari sia fisiologica, hanno giocato un ruolo determinante nella crisi americana.

In Europa al momento abbiamo solamente i germogli di questo fenomeno finanziario, in quanto il fenomeno “subprime” esiste quasi esclusivamente in Inghilterra dove, secondo le statistiche, il volume non supera il 14 % del totale del mercato immobiliare europeo. Ovviamente quando una moda, una tendenza si manifesta in America, la patria delle invenzioni finanziarie, l’onda si sposta progressivamente anche nelle altre realtà mondiali

Il buon senso dice che un debito, qualunque esso sia, è assunto prima sulla base di una consapevolezza delle proprie disponibilità di reddito non solo nel breve ma anche nel medio/lungo termine, poi concesso sulla base di precise garanzie reddituali e patrimoniali. Ciò non toglie che possono essere previste forme flessibili di rimborso del debito contratto, ma sempre nel rispetto di valutazioni che sono alla base di ogni ragionevole impegno finanziario.

Al momento il rialzo dei tassi interbancari in Europa e l’inflazione sembrano rappresentare una dinamica che richiede maggiore attenzione nelle rinegoziazioni e nei consolidamenti dei mutui ipotecari, ovviamente la diffusione percentualmente sensibile dei mutui a tasso variabile potrebbe provocare qualche serio problema nel breve/medio termine specialmente in caso di salita  delle pressioni inflative e delle prospettive d’ inflazione. Sono convinto che nei prossimi anni si verificherà una fase tutta da decifrare, di contrazione della politica monetaria di riferimento della banca centrale europea e probabilmente anche americana.


Certo è che le continue tensioni sui tassi di riferimento in seguito alla crisi finanziaria  testimoniano che la successione di crescita della massa monetaria non accenna a diminuire e che a breve le richieste salariali congiuntamente con i prezzi energetici ed alimentari incideranno in maniera significativa sull'aumento dei tassi nelle aspettative inflazionistiche.

Come detto in precedenza recentemente in Europa ed anche in Italia stanno diffondendosi sempre più le formule che consentono di estrarre valore dalla propria abitazione (MEW mortage equity withdrawals) finanziamenti concessi principalmente al di fuori del sistema bancario, che concedono la possibilità di finanziare i consumi o consolidare i propri debiti con percentuali indicative sino al 100 % dell’aumento di valore di una abitazione.

Va detto che la possibilità di poter accedere a forme flessibili e innovative di accreditamento è un’ opportunità  importante per le famiglie italiane, ma come detto più volte in passato presuppone innanzitutto una consapevolezza del debito che si va a contrarre.

In Italia,  secondo dati Nomisma, la solidità patrimoniale delle famiglie italiane è tra le più alte tra i paesi occidentali con un basso rapporto tra debito e ricchezza personale e il tasso di risparmio nonostante sia diminuito in maniera rilevante in questi ultimi anni, aumentando la propensione all’indebitamento, resta pur sempre su livelli di eccellenza.

Da questo punto di vista guardando al passato e forse al presente non si registrano particolari motivi di apprensione dal punto di vista di un possibile contagio “subprime” ma come spesso accade il passato non è garanzia per il futuro.

Ovviamente tale dinamica, secondo il sottoscritto, è notevolmente influenzata dalle prospettive di rialzo dei tassi e dalla crescita del reddito disponibile delle famiglie che è rimasta nettamente, ripeto nettamente, sotto il tasso di incremento degli immobili nell’area euro.

In particolare per quanto riguarda l’investimento funzionale alla locazione, dovrebbe registrare una diminuzione d' interesse in quanto la percentuale di guadagno che si ottiene confrontando il canone annuo di locazione, con il valore di mercato della casa, sta contraendosi notevolmente se si considerano le spese di manutenzione, amministrative, le tasse e i rendimenti di un investimento a breve termine qualsiasi.

Il mercato immobiliare a differenza di quello azionario o obbligazionario è un mercato sostanzialmente illiquido è diverso da nazione a nazione, da città a città ed una dinamica deflativa delle quotazioni non avrebbe nessun paracadute,se non quello di individuare un punto di arrivo della caduta, impresa assai difficile.

Il concetto di liquidità di un investimento fa riferimento al grado di velocità con la quale si possa convertire in denaro qualunque asset finanziario con bassi oneri o senza concessioni di prezzo.
La frammentazione di un mercato immobiliare rende i prezzi meno trasparenti rendendo difficile alle volte la determinazione del prezzo stesso, sottoposto ad innumerevoli variabili quali posizionamento, età, metratura etc.


Ciò, può aiutare a comprendere la difficoltà di individuare un punto di svolta in una situazione di deflazione immobiliare.

Il mercato immobiliare americano insegna che se le case restano invendute, non significa necessariamente che subito i prezzi debbano scendere e che vi è una certa riluttanza a vendere quando è in atto una discesa così drammatica nelle quotazioni. Inoltre alcune dinamiche relative al calcolo di abitazioni vendute nascondono verità evidenti come il fatto che non si tiene assolutamente conto delle abitazioni che restano sfitte.

Quindi, cercare di prevedere la fine di una recessione immobiliare, è come cercare di capire quando finisce la realtà opposta ovvero l’espansione! La regola che applichiamo ai mercati azionari vale in maniera esponenziale per una realtà economica che è attraversata da innumerevoli dinamiche.

Cercheremo ora aiutandoci con dati e informazioni reperibili su internet di intravedere il cammino che ancora resta da fare a questa successione deflazionistica, quanto le quotazioni del mercato immobiliare americano dovranno ancora scendere prima di trovare un certo equilibrio tra la domanda e l'offerta. Ovviamente con le dovute proporzioni e differenze, questa analisi potrà aiutarci a comprendere in linea di massima quanto potrebbe accadere anche in altre realtà immobiliari mondiali.

Non vi è alcun dubbio che per riuscire  a fare un buon lavoro dobbiamo cercare di avvalerci delle informazioni in possesso di economisti, analisti ed esperti che prima di chiunque altro hanno dimostrato di essere in grado di prevedere o almeno intravedere l'inversione che la dinamica immobiliare in America ha registrato a partire dal settembre 2005. Ringrazio sin d'ora tutti coloro che hanno contribuito con il loro lavoro a far luce su uno dei punti più importanti e essenziali per cercare di comprendere quando l'economia americana potrà ritrovare  un suo punto di equilibrio.

Prossimamente.......

."REALISMO IMMOBILIARE" "WHERE IS THE BOTTOM IN HOUSING? " ( parte seconda)

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Postato da: icebergfinanza a maggio 22, 2008 01:47 | link | commenti

realismo immobiliare

mercoledì, 21 maggio 2008
HOME PRICES PUZZLE!

http://www.wandacarder.com/images/house-puzzle.jpg

 

Ieri il CEO di  Fannie Mae's , Daniel Mudd ha comunicato agli azionisti che la crisi del mercato immobiliare è circa alla metà del suo corso e che i prezzi delle abitazioni potrebbero scendere almeno di un 25 % prima che sia toccato il punto più basso di questa crisi.

In sostanza " In the Eye of the Hurricane " ci stiamo avvicinando all'occhio del ciclone!

300 miliardi di dollari a disposizione per un piano di salvataggio per 500.000 mutuatari in difficoltà ed un nuovo fondo per l'acquisto di alloggi a prezzi accessibili convertito temporaneamente per pagare il salvataggio di mutuatari in difficoltà!

I regolatori federali hanno abbassato come abbiamo già visto i requisiti di capitale della coppia Fannie Mae & Freddie Mac per consentire loro un ruolo maggiore nel rafforzamento del mercato immobiliare! 

Oggi le due agenzie federali supportano più dei tre quarti delle ipoteche immobiliari.

Sulla base dello S&P Case/Shiller il Ceo di Fannie si attende una diminuzione dei prezzi del 25 % nelle grandi aree metropolitane, peccato che l'indice OFHEO, riferimento della Federal Reserve, per le sue analisi e che tiene in considerazione tutte le abitazioni supportate dalle garanzie federali,  che verrà pubblicato domani, segnala una diversa percezione della realtà.

Una successiva nota ufficiale ha chiarito che in riferimento alle abitazioni supportate da ipoteche federali la discesa è da identificarsi nell'ordine del 15/19 %. Perdite da defaulted mortgages sono attese in intensificazione nel prossimo anno dai responsabili di Fannie Mae.

"This year and next are going to be tough as home prices find bottom," Mudd said Tuesday "

Nessun bottom quest'anno e chissà il prossimo, la crisi più grave dalla Grande Depressione, più della Grande Depressione aggiungo io e siamo solo a metà strada!

Domani vedremo insieme la prima puntata dell'analisi/ricerca dal titolo " Realismo Immobiliare " alla ricerca di un luce in fondo al tunnel immobiliare.

Postato da: icebergfinanza a maggio 21, 2008 19:25 | link | commenti (5)

immobiliare americano subprime

TEMPI DIFFICILI! ( appunti di FINANZA SOLIDALE )

« «Ora quello che voglio sono i Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. Solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient'altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli e con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, Signori!» »

Charles Dickens in " Tempi difficili "

Per i navigatori di lunga data, questa definizione non è una novità, ne abbiamo già parlato in un precedente post ma la "Sindrome generale di adattamento" è la migliore espressione per descrivere la risposta automatica, inconsapevole e sistemica dei mercati a qualsiasi tipo di stress, anche a quelli che normalmente vengono ritenuti piacevoli e utili.

Come ci raccontò Bill " questa fase è caratterizzata, tra le altre cose, dalla liberazione di beta endorfine (migliaia di volte più affini ai recettori della morfina, della morfina stessa) che ci permettono di andare "fuori giri" senza che ce ne accorgiamo, provocando un danno enorme che si evidenzierà nella fase successiva, quella di "esaurimento" e la fase di esaurimento non è molto lontana, non è affatto lontana.

I farmaci, in generale, contribuiscono a mantenere il più a lungo possibile questa seconda fase, nascondendo al cervello la reale situazione ecco quanto stà accadendo in questo momento storico, Ma alla fine (esaurimento) si chiede il conto, gli interessi sono altissimi ed il risultato può essere devastante.

La Sindrome Generale di Adattamento rappresenta inizialmente un sistema per proteggere e stimolare l'organismo a "lottare o fuggire" davanti ad una situazione stressante.

Selye distinse la Sindrome Generale di Adattamento in tre fasi:

La prima fase detta "allarme" attivata dalla presenza dello stimolo ambientale (positivo o negativo) potrebbe tranquillamente essere paragonata a quanto successo in questo anno di navigazione, crisi immobiliare, crisi finanziaria e recessione economica in atto. La seconda fase detta "resistenza", è di estrema importanza, poiché mette in atto un complesso programma, sia biologico che comportamentale, che sostiene la risposta agli stimoli ambientali, con l'attivazione di una complessa risposta ormonale che ci aiuta inizialmente a resistere all'interazione con gli stimoli ambientali.

La fase di resistenza è ben evidenziata dalla reazione avuta dai mercati in corrispondenza con la sensazione e talvolta la certezza che il sistema finanziario non può assolutamente fallire, la sensazione che nessuna recessione sia presente nella realtà dei dati macroeconomici e che sempre e comunque la socializzazione delle perdite risolva ogni ragionevole dubbio.

Uno stato emotivo che passa dalla più nera depressione alla più illusoria esaltazione.

Infine per concludere resta la terza fase ovvero l' "esaurimento" che rappresenta, purtroppo, il fallimento dei tentativi attuati dai meccanismi difensivi per realizzare una risposta adeguata agli stimoli ambientali.

Questa fase determina inconsapevoli alterazioni permanenti. L'organismo perde la capacità di adattarsi in modo funzionale agli stimoli ambientali, mantenendo una risposta ormai inadeguata che predispone allo sviluppo di malattie anche croniche, che possono interessare sia la sfera fisica che psicologica.

Non mi avventuro in  problematiche visioni di come, quando e dove avverrà la terza fase, ma non vi è alcun dubbio che il sistema e la fase di resistenza presuppongono l'esistenza di un stimolo atto a riprendere il cammino di un capitalismo mercatista, che ha come unico obiettivo la crescita infinita, la crescita dei profitti e dei consumi.

Non posso fare a meno di sottolineare che, forse, un elemento positivo stà emergendo da questa crisi, ovvero il tramonto di un'ideologia, quella mercatista, spesso alimentata dal laissez faire delle banche centrali, un'ideologia demenziale, figlia di quel pensiero spesso unico volto alla realizzazione del massimo risultato possibile senza rispetto per l'ambiente, la società, l'Umanità in generale. 

Ecco che all'improvviso sembra riaprirsi uno spiraglio di luce nella favola delle Monolines, circoscritta quanto si vuole, ma una tenue luce fuoriesce da un muro di nebbia, un business fallito, tenuto in piedi per un presunto rischio sistemico......

CIFG Guaranty, the bond insurer that lost its AAA ratings in March, was downgraded to below investment grade by Moody's Investors Service, which said the company may become insolvent.

The ratings were cut seven levels to Ba2, two steps below investment grade, from A1 to reflect ``the high likelihood that, absent material developments, the firm will fail minimum regulatory capital requirements,'' Moody's said in a statement. (...)

``CIFG demonstrates the cliff-like nature of these events,'' said Thomas Priore, chief executive officer of hedge fund Institutional Credit Partners LLC in New York. ``Depending on the language in the credit-default swap, it can set off a chain of events that creates a complete unwind of the company.''
Bloomberg.com.

Home Depot una eccellente cartina tornasole reale e non virtuale ci comunica che......

"The housing and home-improvement markets remained difficult in the first quarter. In fact, conditions worsened in many areas of the country," Chairman and Chief Executive Frank Blake said.

Siamo nell'occhio del ciclone o meglio vi stiamo per entrare, in molti Stati americani la situazione è di reale difficoltà.

Se infine volete farvi un bagno di realismo, andate a vedere l'indice di riferimento della maggior area industriale del paese quella Chicago dove l'attività economica  rallenta ad aprile in un movimento generale, un indice che la Federal Reserve di Chicago, che ci dice essere sceso a -1,17 in peggioramento rispetto al -0,98 di marzo, e sorpresa, sorpresa rivisto dallo 0,78 della lettura originale.

Questo dovrebbe dare un senso alle revisioni, in un'economia in recessione, le revisioni sono la bocca della verità, peccato che un mercato in piena fase di " resistenza " non sia in grado di incorporarne le aspettative future, per raggiungere un grado di consapevolezza affidabile, ma si sa oggi la consapevolezza è assente, chiunque comprese le banche centrali non è stato in grado di comprendere l'incredibile sequenza negativa correlata di una combinazione di crisi assolutamente epocali.

E' da agosto dell'anno scorso che l'indice generale risulta negativo, ma qualcuno continua a sostenere che i fondamentali sono solidi.

Sapete come si chiamano in sigla in America le linee di credito con garanzia il patrimonio netto di un'abitazione? HELOCs, ebbene quelle linee stanno letteralmente scomparendo nel lessico degli affidamenti finanziari!

Aggiungo solo un'importante riflessione relativa all'indebitamento insostenibile, paradigma di questo tempo che troverete su Mynianville dal titolo ...... DEBT,_DILUTION,_DEFAULT_&_DENIAL!

Come noi tutti sappiamo, il debito se non consapevole è come un droga, se usato correttamente, può aiutare il " malato " a migliorare il suo livello di vita, se abusato può provocare tossicodipendenza e disperazione.

In America secondo l'articolo in questione, e questa non è una novità, l'uso del debito è diventato così diffuso e incredibilmente abusato che ora ci troviamo in una brutta situazione.

La diluizione non è riservata solo al settore subprime ma si identifica in ogni parte del mercato del credito, come abbiamo più volte visto, Alt-A loans, prime loans, auto & motorcycle loans, student loans, LBO, MuniBonds, in sostanza ogni potenziale default che i media dichiarano circoscritto, come in fondo era cirscoscritto il fenomeno subprime, la crisi del credito, il loro contagio, la recessione economia e così via. Senza dimenticare ovviamente le carte di credito.

IS_THE_FUTURE_IN_PLASTIC!

Ed infine per tutti coloro che tengono a dimenticarsi del Credit Default Swap date un'occhiata QUI!

Ricordate il CRE, Commercial Real Estate, con quanta enfasi ne abbiamo seguito le sorti, ebbene oggi la situazione è questa:

Moody's said prices of retail properties have dropped 5.7 percent from their peak in 2007, compared with declines of 3.4 percent for apartment buildings and 2.3 percent for industrial real estate, respectively. Office property prices are down 2 percent from their peak, according to quarterly data.

On a monthly basis, commercial property prices fell 2.3 percent in March, the most since Moody's began collecting the data in 2000. ( Bloomberg )

Un'altra primavera, un'altra crisi!

Anche se, una tenue luce si intravede nella desolata California....

Southern California home sales surged last month to the highest level since August as bargain shoppers took advantage of price slashing. Although some higher-end costal markets also posted gains, the swell in transactions mainly reflects more sales of homes under $500,000 in inland areas where depreciation and foreclosures have been greatest, a real estate information service reported.

A total of 15,615 new and resale houses and condos sold in Los Angeles, Riverside, San Diego, Ventura, San Bernardino and Orange counties in April. That was up 21.9 percent from 12,808 the previous month but down 19 percent from 19,269 in April last year, according to DataQuick Information Systems.

Un buon segnale, dove la crisi è più intensa, dove i prezzi sono crolalti e le foreclosures ai massimi, torna la speranza di una ripresa questo a testimoniare che Icebergfinanza ogni qualvolta intravede una luce la condivide con i suoi lettori.

In sintesi un effetto domino in un'economia altamente correlata, un impero fondato sulle sabbie mobili, quello del debito.

Le ricapitalizzazioni stanno diluendo i capitali e le partecipazioni, alcune di esse hanno perso oltre il 50 % sino all' 80 % della loro capitalizzazione. Talvolta per sopravvivere si mette la polvere sotto il tappeto del terzo livello e si continua ad erogare dividendi impossibili, salvo poi correre a richiedere capitali al mercato magari concedendo tassi da paesi emergenti, in sostanza si vive sopra le reali possibilità.

Questo è un mondo malato, una tossicodipendenza cronica da illusione collettiva, ma non tutto è così, esiste un mondo dove la consapevolezza è di casa, la responsabilità verso gli altri figlia dell'attenzione per i più deboli.

Per il resto come molti lettori mi chiedono non so quando questa crisi vedrà il suo triste epilogo, non sò se domani, tra sei mesi o il prossimo anno, vi sono così tanti stimoli monetari, mediatici, olimpionici e presidenziali che la mia paura è che questa fase di resistenza si trasformi in una potenziale e reale bomba inflativa!

Ciò che ho scritto nel precedente post in riferimento all'inflazione ed in particolare alle pieghe nascoste del Philadelphia Index e dell'Empire Manifacturing di New York avrebbe dovuto mettervi al riparo dalla sorpresa dell'impatto " core " sui prezzi alla produzione, una pressione costante, inevitabile, che solo la magia di modelli di rilevamento demenziali possono negare.

Le pressioni inflazionistiche sono reali, prima o poi le aziende per mantenere i margini avrebbero trasferito i costi delle materie prime direttamente ai prodotti, molte aziende lo stanno dichiarando apertamente e la scelta è decisiva qui ed ora.

"From April 2007 to April 2008, finished goods prices rose 6.5%, finished energy goods index advanced 17.5%, (finished goods less foods and energy increased 3.0%), and the index for finished consumer foods climbed 5.2%.  For the 12 months ended April 2008, prices received by manufacturers of intermediate goods advanced 10.5%, and the crude goods index jumped 34.3%."  from BLS.

Tempi difficili, tempi da stregoneria contabile!

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O si rischia aumentando i prezzi e quindi seminando il fantasma di una possibile inflazione che potrebbe essere accompagnata da una crisi dei consumi e dell'occupazione e quindi convertita successivamente in deflazione, oppure le aziende riducono i margini e i mercati si adeguano ad un orizzonte di nuovi e possibili profitwarning!

A proposito di occupazione non perdetevi questo post....

We've all seen those league tables of asset writedowns and credit losses taken by firms since the beginning of last year. The numbers are quite incredible.

But we thought it would be interesting to work out just how much in writedowns and credit losses firms have written off per wholesale banking employee. Detailed below are our amazing findings:

AN_INCREDIBLE_LEAGUE_TABLE.

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Credit Crunch in Context

Se poi in giro trovate ancora qualcuno tra i media e gli analisti "non filosofi" che vi sussurra che in fondo gli utili della Corporate americana sono ancora in buona salute nonostante tutto, ditegli di sotrarre gli utili derivanti dalla maledizione nera, maledizione di sangue, quel petrolio che complessivamente ha fatto volare Exxon, Chevron e ConocoPhillips e che senza i 70 miliardi di dollari di queste compagnie i profitti complessivi dello S&P500 sarebbero da ricondurre al lontano 1998( corretto ). Il 50 % di questi profitti provengono dalle " tre sorelle " altrimenti nel complesso di tratterebbe di " profit recession "

Ve l'hanno detto questo i Vostri analisti, oppure ogni giorno vi raccontano che i profitti sono un pò meglio di quando andava peggio!

Cosa stanno scontando i mercati, semplicemente nulla, stanno attuando la fase della resistenza, la fase che precede l'esaurimento.

Un lettore mi ha scritto chiedendomi del LEI, non il Lei, io, ma il Leading Indicator del Conference Board l'ennesima luce in fondo al tunnel!

Ebbene diamo un'occhiata a quale meccanismo ha prodotto questo risultato positivo:

a) aumento delle quotazioni dei mercati azionari 0,16

b) Yield crurve positiva 0,14

c) Incremento dei building permits, ovvero permessi di costruzione 0.13

Ebbene questa è una lettura virtuale, può aumentare certamente la ricchezza azionaria ma è reale, è consolidata o solamente un recupero delle perdite precedenti, sulla curva non mi esprimo, troppe curve al buio davanti a questa crisi, ma l'aumento dei permessi di costruzione, quello proprio, potevano risparmiarcelo.

In sintesi un'indice slegato dall'economia reale quando gli elementi negativi sono ...... The negative contributors — beginning with the largest negative contributor — were index of consumer expectations, average weekly manufacturing hours, and manufacturers' new orders for nondefense capital goods*. Real money supply* held steady in April.

Vorrei infine soffermarmi sulle parole del presidente della Banca Centrale Trichet chiara e limpida sorgente per coloro che vivono della sindrome di Peter Pan, una "perdurante e molto significativa correzione di mercato" è in atto  "Questi sono tempi difficili" ha aggiunto peccato che dall'altra parte dell'Oceano una Fed politicizzata si esprime con " especially appropiate times " in relazione alla raccolta di capitali, ma pur sempre in una visione diametralmente opposta alla BCE!

Tempi difficili ma " TEMPI D'ORO! "  Ora il segnale è confermato non resta che seguire l'evoluzione e chissà che non ci riservi gradite sorprese!

"E' una correzione perdurante e significativa", ha ripetuto, in sintesi un lampo accecante in fondo al tunnel dell'illusione collettiva!

Un'illusione collettiva devastante, un contagio progressivo che da mesi segnalo, un'epoca di irresponsabile concezione di vita che distrugge anche i sogni dei sotteranei dell' Umanità, ne siamo responsabili più di quanto ci fà comodo non credere, ne siamo individualmente responsabili in ogni nostro atto di vita quotidiano, ognuno di noi può fare qualcosa anche se piccola, ogni goccia forma un oceano, un oceano di devastante consapevolezza che porta al cambiamento, lento, difficile, utopico se vogliamo, ma inesorabile.

Ecco che gli amici di FINANSOL sanno guardare dentro i risvolti di questa crisi.......

La Grameen Bank e la crisi agroalimentare

yunus_interview2_photo.jpgDa tempo seguiamo con una certa attenzione - e non potrebbe essere altrimenti - le vicende della Grameen Bank e del suo fondatore.
In particolare
segnalammo il 19 Febbraio u.s. l’inizio delle attività di una filiale pilota della Grameen Bank aperta a New York; il Financial Times del 6 Maggio ci aggiorna con alcune nuove informazioni: l’iniziativa va abbastanza bene, almeno per quanto riguarda questo periodo di avviamento.

Da Gennaio ad oggi sono stati concessi 170 prestiti, per un totale di più di 390.000 dollari, con una media quindi di circa 2300 dollari per prestito. La banca ha avuto nell’ultimo periodo diverse richieste per l’apertura di filiali in altre città degli Stati Uniti, inclusa New Orleans, città che fa fatica a riprendersi dalle conseguenze dell’uragano Katrina del 2005. Per una valutazione più precisa sull’andamento dell’iniziativa bisognerà comunque attendere ancora parecchio.

Contemporaneamente Junus ha rilasciato alla stampa delle dichiarazioni preoccupate sulle conseguenze della crisi agricola per quanto riguarda lo sviluppo delle attività di microcredito nel mondo. Ricordiamo a questo proposito che la Grameen Bank presta direttamente del denaro a circa 8 milioni di persone e indirettamente, attraverso il supporto ad altre istituzioni finanziarie dello stesso tipo, ad altri 3 milioni ed oltre. Leggendo le dichiarazioni di Junus, si avverte che le conseguenze dell’incremento dei prezzi agricoli potrebbero diventare rilevanti in molti dei 38 paesi nei quali la banca ormai opera ed, in particolare, in quelli dove essa ha sviluppato le maggiori attività, dal Bangladesh, all’India, alle Filippine.
I poveri di tali stati usano gran parte del loro reddito per comprare del cibo e lo sforzo per pagare le rate settimanali dei prestiti ottenuti a suo tempo dalla banca diventa sempre più impegnativo. Lo stesso istituto non ha ancora sofferto per il momento del problema, dato che le rate dei prestiti vengono ancora pagate regolarmente, ma ci sono le premesse, nonché i primi segni, per future difficoltà, potenzialmente anche importanti.

Ecco perchè la responsabilità di un capitalismo mercatista è assoluta nei confronti dell'Umanità, ma in fondo in un mondo virtuale si può appicare un incendio ed essere ricompensati con un trattamento di fine rapporto di milioni di dollari.

Infine un'altro articolo degli amici di Finansol una nuova concezione di finanza alternativa dove i progetti, le idee e le persone contano davvero.

Oggi nella realtà italiana esiste ancora un luogo dove questo concetto resiste alla radice della cultura finanziaria e sono le banche di credito cooperativo, la centralità del socio è il principio cardine del movimento cooperativo. È sempre stato così, fin dalla nascita della prima forma di cooperazione sperimentata al mondo, la «Rochdale Society Equitable Pioniers».
I principi fondamentali elaborati dai pionieri di Rochdale si ricollegano a quelli promossi da Friedrich Wilhelm Raiffeisen, che in un paese della Renania realizzò la prima «cassa sociale di credito».

Oggi la realtà è profondamente cambiata, si potrà obiettare quanto si vuole, sempre banche sono, ma perlomeno molto di più di altre al servizio del territorio e al servizio della comunità.

Se la banca nasce con l’obiettivo di non fare profitto

logga.gifE’ appena uscito “Quando le persone contano davvero. Percorsi di finanza critica e solidale”, l’ultimo libro edito dalla Comunità fiorentina delle Piagge con all’interno interventi, tra gli altri, di Serge Latouche, Alex Zanotelli, Giulio Marcon, Alessandro Messina, Andrea Di Stefano, Fabrizia Paloscia (per informazioni e richieste scrivete a edizionipiagge [at] altracitta.org).

Il testo è curato dal Fondo Etico e Sociale fondato proprio alle Piagge con alcune caratteristiche peculiari: dalla piccola dimensione dell’esperienza al forte radicamento sul territorio; dalla mutualità alla parità effettiva dei soci fino ad arrivare all’elemento fondamentale della mancata richiesta di interessi sui prestiti. Un aspetto, quest’ultimo, utile a fuggire dalla speculazione sui bisogni altrui, da quella rendita parassitaria che deriva dalla moltiplicazione del denaro grazie al meccanismo dell’interesse; il Fondo Etico sperimenta così un modo di scollegare la funzione sociale del credito dall’arricchimento fine a se stesso.

E proprio ieri sera Report ha presentato nella sezione Good news un’esperienza molto simile per principi e filosofia d’azione. Si tratta della banca svedese JAK, un acronimo che sta per Jord Arbete Kapital, ovvero Terra Lavoro Capitale. Pubblichiamo il link al testo integrale del servizio (Senza Interessi, la Goodnews di Giorgio Simonetti), con un po’ di rammarico per quello che avrebbe potuto nascere anche nel nostro paese e che invece ha preso un’altra direzione.

Un consiglio se posso. seguite gli amici di FINANSOL una bella realtà che vi guiderà attraverso la scoperta di un mondo alternativo, una finanza sociale al servizio dell'uomo.

 

Postato da: icebergfinanza a maggio 21, 2008 07:40 | link | commenti (14)

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lunedì, 19 maggio 2008
ODISSEA INFINITA, IL CANTO DELLE SIRENE!

Il nostro caro John Maynard Keynes soleva ricordare che i mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto ognuno di noi è in grado di rimanere liquido, in fondo si tratta solo di quella fastidiosa variabile che è il tempo, il tempo per ogni cosa, la stessa verità che secondo Francesco Bacone è figlia, amica, compagna del tempo.

Il tempo, il tempo di Platone, il tempo che si dedica alla filosofia, secondo il quale solo i filosofi sono liberi mentre gli altri sono servi , persone educate a servire, paragonate a uomini liberi. Io non sono un filosofo, mi piace la filosofia, ma non sono un filosofo, ma devo ammettere che Platone in questo caso non và certo per il sottile.

Nel " Sofista " Platone solleva il concetto di dialetica, lui la definisce la " scienza degli uomini liberi " non un rotta senza onde, ma una rotta su correnti divergenti e spesso non sempre coerenti. L'orizzonte non è un punto di arrivo ma una meta che nasconde la successiva.

La stessa rotta di Ulisse, che giunse all’isola delle Sirene con la sua piccola nave spinta dal vento propizio. Ma all’improvviso il vento cessò e fu calma bonaccia, qualcuno lassù nell'olimpo della finanza placò le onde del mare. In fondo nessuno è mai passato indenne tra quel luogo senza essere attratto dal canto dolcissimo della Sirena del migliore dei mondi possibili, per poi tornare a sognare nei gorghi selvaggi di un abisso senza fine. 

La stessa cera della realtà, la realtà fondamentale, la cera della consapevolezza,  che ogni mia analisi cerca di scrutare tra l'incudine e il martello di un ciclo economico che volge inesorabilmente al termine.

Ecco oggi è in corso una dialetica tra coloro che credono nelle proprietà di questa economia globalizzata e coloro che guardano con scetticismo a questo oceano virtuale spesso sostenuto da eccessi. Un fondo un dibattito tra la fantasia e la realtà, la speranza e il realismo!

Abbiamo già visto insieme più volte come secondo Feldstein e il National Bureau Of Economic Research NBER, la recessione è un significativo calo dell'attività economica diffuso in tutta l'economia dalla durata di più di un paio di mesi, visibile nel PIL REALE e non nominale, nel reddito, nell'occupazione, nella produzione industriale e nelle vendite al dettaglio.

Graph: Industrial Production Index

thanks to FED of St.Louis

Ebbene la settimana scorsa, la produzione è diminuita dello 0,7 %, oltre ogni previsione e l'utilizzo della capacità produttiva è sceso bruscatmente a 79,7 % dal 80,5 del mese precedente rivisto al ribasso a 80,4. La media degli ultimi 35 anni è di 81 %.

La produzione, il ritmo di produzione sono indicatori assolutamente affidabili per determinare il grado di vitalità di un'economia e in questo momento l'economia americana è in evidente recessione.

Per quale motivo la produzione è in calo, quando le economie mondiali sostengono l'export americano? Decoupling o Recoupling questo è il problema!

LocKhart Presidente della FED di Atlanta in un suo recente discorso accenna alla vecchia metafora del mondo che si prende una polmonite non appena l'America starnuta. Migliore metafora sostiene Lockhart oggi, sarebbe che di fronte ad un raffreddore americano oggi il mondo rischia al massimo un colpo di tosse.

L'integrazione economica globale ha registrato progressi negli ultimi anni al punto che un rallentamento sarebbe senza dubbio avvertito ma non così in profondità come alcuni si immaginano. LocKhart fà riferimento alla crescita interna delle economie emergenti che potrebbe attenuare la debolezza dei consumi americani, dimenticando secondo me, la situazione europea dove i consumi continuano ad essere decisamente anemici e sopravvalutando gli effetti di un improbabile aumento dei consumi nelle economie emergenti. Lo stimolo della crescita interna attraverso l'utilizzo dei vari surplus di bilancio per compensare le minori esportazioni, sino ad ora si è rivelato una pura utopia,( vedi Giappone ) inoltre anche paesi come l'ormai cronica deflazione giapponese testimoniano che l'inflazione è un cliente alquanto scomodo e che per utilizzare il surplus di bilancio inevitabilmente significa vendere le riserve che sono sostanzialmente espresse in dollari, con l'inevitabile conseguenza sulla moneta americana.

Se il calo dell'utilizzo della capacità produttiva è in discesa, a breve seguirà un calo sensibile negli investimenti e senza investimenti non vi è occupazione, pura e semplice dinamica economica, punto e basta!

A proposito qualche dolce sirena  non vi ha ancora raccontato del crollo delle ore di lavoro in America, la stessa dolce sirena che intona il canto di un Aprile dall'occupazione ritrovata.

Via BIGPICTURE scopriamo secondo David_Rosemberg capo economista per il Nord America di Merrill Lynch, le ore lavorate sono in rapido calo nel rilascio di Aprile, le imprese non hanno tagliato i posti di lavoro ma le ore, quelle si,  l'equivalente complessivo di 400.000 posti di lavoro in meno!

Chissà, forse, non sono realmente 400.000 ma abbiamo già visto insieme l'enorme balzo del lavoro part-time e la favola infinita del CES/NET B/D Model. La media del reddito settimanale è diminuita del 0,2 % nel mese di aprile il maggior calo da due anni a questa parte, la tendenza deflazionistica dei salari in azione. Benedette Sirene, la ripresa è dietro l'angolo, meno lavoro, lavoro per tutti!

Se oggi la recessione mediatica è ormai alle spalle e molti di Voi continuano a chiedermi del perchè delle mie illusioni, vi invito a contattare Martin Feldstein, non uno qualsiasi, il presidente di quell'associazione che puntualmente alla fine di ogni recessione ne delimita i confini, Feldstein che sostiene da tempo che l'economia americana è in recessione dal dicembre dello scorso anno, chissà forse a Lui crederete.

Se questo non basta mandate una mail al presidente della FED di Minneapolis, coautore del libro di successo, TOO BIG TOO FAIL, tale Gary Stern che alla domanda se crede che il paese possa evitare la recessione, risponde candidamente no anche se vi sono recessioni e recessioni e questa credetemi non sarà una recessione superficiale.

Il migliore dei mondi possibili, chissà per quale motivo anche Yanet Yellen della FED di San Francisco, come abbiamo già visto, senza minimi termini ci dice che non è sicura di quanto lungo e profondo sarà questo " rallentamento" economico.

E allora perchè il PIL della Germania è salito del 1,5 % nel primo trimestre dell'anno?

Avete mai sentito parlare di effetto trascinamento, vi siate mai chiesti perchè alcuni big di Wall Street nel primo trimestre hanno riportato un discreto aumento negli utili?

Semplicemente perchè beneficiano della chiusura di ordini relativi allo scorso anno, anno in cui la crisi era solo all'inizio.

Provate a chiedere a General Electric, un'impresa nazione dalle attività ramificate e diversificate in tutto il mondo, quali sono le prospettive del secondo trimestre e via via per tutto l'anno, dove stanno andando i P/E ratios dei big americani! 

Che vi hanno letto in questi dati  i mercati, che la Federal Reserve ridurrà ulteriormente i FED FUNDs visto che ormai l'inflazione è un fantasma del passato......secondo Voi nell'aria ci sono prospettive di inflazioni, pressioni inflazionistiche o cos'altro....?!!

Manufacturers Report Higher Prices PHILADELPHIA_INDEX

A significant share of the firms reported higher prices, both for inputs and their own products. Sixty-one percent of manufacturers reported higher input prices this month, up from 55 percent in April. The prices paid index edged up slightly, from 51.6 to 53.8. Price increases for the manufacturers’ own products remained widespread. Forty-three percent of the firms reported increased prices for their own goods this month, up from 38 percent in April; 11 percent reported lower prices. The prices received index increased one point, to 31.6, its highest reading since January.

e queste qui sotto come si possono definire........

EMPIRE_STATE_MANIFACTURING!

The prices paid index exceeded its earlier record high by a wide margin, reaching 69.6, while the prices received index dipped several points. Employment indexes hovered near zero. Future indexes were generally low and down from last month's levels, suggesting that the outlook for the next six months remains subdued, particularly for employment.

Supplementary questions in the May survey focused on past and expected changes in the prices that firms pay for inputs and the prices that they charge their customers. Respondents estimated that the prices they paid had risen 8.7 percent, on average, over the past twelve months, and they expected such prices to rise by an average of 6.8 percent over the next twelve months. In contrast, firms' selling prices were reported to have risen by an average of just 2.9 percent over the past twelve months, but were expected to accelerate for a 4.1 percent increase over the next twelve months.

......tu chiamale se vuoi......sensazioni!

Tornando anche solo per un istante al fantasma dell'inflazione e alla metodologia BLS vi lascio in compagnia di questo illuminante articolo da REUTERS

By Emily Kaiser - Analysis

WASHINGTON (Reuters) - High gasoline prices got you down? Come to the land of seasonal adjustment, where the sun is always shining and gas prices fell 2 percent last month.

What? You paid more? Well, in the real world, gasoline prices did rise by a sharp 5.6 percent in April from a month earlier, but the way that the Bureau of Labor Statistics adjusts the figures to smooth out seasonal oddities, it appeared to be down in the consumer price index released on Wednesday.

"The drop makes absolutely no sense. Where does the BLS buy their gas?" asked Mark Vitner, senior economist at Wachovia.

No, there is not a magical government gas station where pump prices remain below $3 per gallon while the national average stands at $3.72.

Another branch of the very same U.S. government, the Department of Energy's Energy Information Administration, said average retail gas prices actually shot up 9.5 percent in April from March.

So who's right?

It has to do with how the Bureau of Labor Statistics compares current price trends with the norm.

Typically, gasoline prices rise sharply in April as the arrival of warmer weather encourages people to drive more. The government data is adjusted to reflect that pattern so that it can highlight variations from the trend. Because gas prices did not rise as much last month as they typically do in April, the seasonal adjustment showed that prices fell.  Continued...

In fondo Platone non ha tutti i torti colui che filosofeggia almeno si sforza di comprendere il reale andamento delle cose, gli altri chissà forse non amano la filosofia.

Come non ama filosofare la BCE quando all'improvviso dopo aver scoperto quasi per caso che le istituzioni finanziarie amavano giocare con veicoli fantasma denominati Conduits & Siv oggi scopre che le banche utilizzano la liquidità made in banca centrale per giocare con il rischio e Mersch un membro della BCE ci racconta che in fondo risulta difficile comprendere se vi è un effettivo deterioramento delle garanzie, che la banca accetta in cambio di fondi e che la cosa desta una certa inquietudine. Ecco allora, che le prossime cartolarizzazioni sono destinate a finire tutte nella pancia della BCE,

Inoltre una domanda semplice con una risposta altrettanto semplice evidenziata dal grafico qui sotto, in riferimento alle tasse versate dalle grandi holding americane.

Sul blog di MATT_TRIVISONNO troverete ulteriori dettagli della tendenza in atto.

Solo spunti qua e la per piccole riflessioni sul senso di una recessione!

A proposito di assicurazioni se pensate che le svalutazioni siano finite per quale motivo il buon Buffett  e la sua Berkshire Hathaway non presenteranno alcuna offerta per la divisione assicurativa di Royal Bank of Scotland, dopo aver visionato i bilanci contabili?

Non è per caso che gli investitori stiamo ascoltando le sirene sbagliate guardando l'andamento della società di Warren Buffet!

Brkaannual

Vi consiglio di dare un'occhiata a questo sito, è una fonte infinita di informazioni, dati e statistiche irrinunciabili.

Ed ora una domanda al nostro Ulisse, eroico guerriero che prosegue impavido tra Scilla e Cariddi, alla ricerca del P/E Ratio perduto.

Per quale motivo oggi che il P/E ratio sale i prezzi invertono la rotta e salgono all'unisono, in un movimento perlomeno anomalo? Per colpa del settore financial direte Voi in fondo conta come il due di picche per un modesto 25 % della capitalizzazione dello S&P 500, ma ricordatevi che per qualche annetto senza il giocattolino della leva finanziaria il settore, gli utili passati forse li intravederà in lontananza come un miraggio infinito.

 Trailingpe1

Una sensazione negli abissi della mia mente, legato all'albero maestro del nostro veliero,  i volumi delle sirene sono anemici, quello della loro danza " oscillatrice " pure e la bonaccia nel mercato delle opzioni mi induce ad una riflessione, l'ultima occasione per negare questo Bear Market Rally.

Pricevolume

thanks to BESPOKEINVEST

Legato inoltre all'albero maestro della mia nave odo in lontananza il grido struggente della Federal Reserve, questo è un " especially appropiate time " per raccogliere capitali, non importa dove, come e quando, ma un disperato bisogno di capitali, a qualunque costo, il momento propizio, forse l'ultimo.

Non perdetevi questa riflessione su FTALPHAVILLE sulle esigenze di ric