DIARIO DI BORDO, NAVIGANDO NEL MARE DELLA FINANZA, ECONOMIA E ....APPUNTI DI FINANZA ETICA! ....non c'è vento per le vele del Marinaio che non sa dove andare! icebergfinanza@yahoo.it
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Nome: ANDREA MAZZALAI
Questo Blog ...NON vuole essere assolutamente una rubrica del tipo “ CONSIGLI AI NAVIGANTI
QUINDI....
NON SI DANNO CONSIGLI OPERATIVI!!!!” ma semplicemente un diario di bordo,uno strumento, certamente influenzato dai pensieri e dalle idee del Marinaio di vedetta che nascono esclusivamente da conoscenze proprie dell'autore ed approfondimenti vari, che conducono a valutazioni strettamente soggettive e discrezionali il quale cercherà durante la navigazione di mettere a disposizione strumenti e conoscenze da condividere, per confrontarsi e affrontare, consapevoli, con le proprie idee, convinzioni e perché no, insicurezze, il mare della finanza, il mondo dell'economia e della finanza etica!
Ogni navigazione porta con se immagini e ricordi indelebili, quindi alcune immagini sono state scelte e pubblicate con il riferimento alla provenienza ed automaticamente all'autore per la loro bellezza creativa e per il loro particolare richiamo ai contenuti dei testi pubblicati, reperite su vari motori di ricerca internet. Se qualcuno, potendo vantare diritti su tali immagini pubblicate trovasse qualcosa in contrario alla pubblicazione, puo' scrivere richiedendo la rimozione delle stesse, rimozione che sara' immediatamente
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E' come assistere ad una lunga fila fuori dall' Arca di NOE', il G20 ecco il nome dell'arca subprime, dichiarazioni di principi, coordinamento globale, la colpa di tutto quanto è accaduto è degli investitori che hanno cercato rese più elevate senza una adeguata valutazione del rischio, libero mercato da preservare da coccolare e protezionismo da rigettare e si un successo d’intesa sui principi, un vertice vuoto senza contenuti concreti ....... arriverderci al marzo del prossimo anno sempre che......... Uno tsunami di richieste accorate, per essere presi in considerazione dal programma di salvataggi governativi, assicurazioni che vogliono diventare banche o istituti di credito, stati o città intere che tramite i loro governatori o sindaci ......... In a letter to Treasury Secretary Henry Paulson Friday, the mayors of Philadelphia, Phoenix and Atlanta asked for the creation of a $50 billion fund to spur infrastructure investments as well as for loans to cover unfunded pension liabilities and to address cash flow crunches amidst tight credit markets. WSJ thanks to CalculatedRisk! Oggi dopo istituzioni finanziarie e il settore automobilistico anche le città richiedo la creazione di fondi per 50 miliardi di dollari per salire sull'arca di Noè governativa, il tutto rigorosamente subprime, come in fondo stà ormai diventando il sistema finanziario occidentalee come scrissi recentemente ....... .....Ebbene se dopo il settore finanziario, quello assicurativo ed ora anche quello automobilistico si affacciassero al programma di aiuti approvato dal congresso americano "TARP" anche le piccole e medie imprese, non resterebbe che attendere l'arrivo di MAIN STREET ovvero la famosa "Middle Class" che tanto ama Obama per comprendere sino in fondo che l'intervento statale di keynesiana memoria in questa crisi avrebbe i suoi limiti, un palliativo generalizzato. In sostanza si tratta di economia reale, date un'occhiata a questo post su NAKEDCAPITALISM si parla di .....Letters of credit have financed trade for over 400 years. They are considered one of the more stable and secure means of finance as the cargo is secures the credit extended to import it. ..... e si i problemi sono sono ideologici, libero mercato o non libero mercato, l'ombra del protezionismo ed altre amenità ancora, dimenticando che se l'economia reale si congela....... QUI purtroppo abbiamo altre cattive notizie .......States are facing a great fiscal crisis. At least 41 states faced or are facing shortfalls in their budgets for this and/or next year Ma qualcuno di Voi ha in mente la reale dimensione dello tsunami economico e sociale che potrebbe abbattersi sul sistema americano con il fallimento di General Motors? Oltre 110 miliardi di passività negli abissi dei suoi bilanci un decimo di questa cifra equivale alle necessità sociali di pagare uno stipendio e per coprire gli impegni previdenziali e sanitari sino a giungere ad un potenziale devastante di circa 5 milioni e mezzo di disoccupati compreso l'indotto. Stiamo parlando di una sola società ed ancora oggi qualcuno ha il coraggio di dire che grande è sinonimo di sicurezza. Sempre il vecchio ritornello che eccheggia nelle stive della nostra arca di Noè subprime, Too Big, to Fail.......consentitemi ora di dire che si se GM fallisce oggi avremo una nuova Grande Depressione senza alcun dubbio, uno tsunami economico e sociale epocale. Abbiamo già visto come la nostra arca di Noè sarebbe insufficiente a salvare due colossi come Deutsche Bank o UBS tanto per prenderne due a caso.....Ma anche dentro l’Unione europea il problema esiste, nelle stesse drammatiche proporzioni. Un dato su tutti: le passività di Deutsche Bank, pari a 2000 miliardi di euro, sono pari all’80 per cento del pil tedesco, e la banca ha una leva finanziaria (definita come rapporto tra capitale azionario e attivi totali) che si approssima all’impressionante valore di 50. Quello di banche europee troppo grandi per fallire è un tema che impone una profonda riflessione alla Ue......... ma nonostante tutto continua l'afflusso ai piedi della grande Arca. Si senza dimenticare che anche Bank of America e JPMorgan sono iceberg di dimensioni colossali, con il loro sosttostante composto da blocchi interi di derivati esponenziali. At least 110 banks have requested about $220 billion from the Treasury Department’s rescue fund, and many more are expected to have submitted applications before Friday’s deadline. Finita una tranche del programma TARP ecco che subito 110 banche richiedono circa 220 miliardi di dollari e molte altre erano attese per la scadenza di venerdi! Si l' America per una volta ha imparato dall'Europa la strategia più efficace, sempre che il tempo confermerà questa ipotesi, l'ammissione del Tesoro americano sull'impossibilità di procedere all'acquisto di "sostanze tossiche finanziarie" è perlomeno spettacolare, hanno terrorizzato per settimane i mercati con il bisogno estremo di approvare la legge al Congresso con l'ombra di questi "rifiuti" che dovevano essere "aspirapolverati" dai bilanci del sistema finanziario e poi un giorno comunicano che la stretegia cambia, segno di debolezza ma anche segno di flessibilità mentale ed ideologica. " We have in many ways humiliated ourselves as a nation with some of the problems that have taken place here....." ha sostenuto Paulson davanti a microfoni della CNBC television ......abbiamo in molti modi umiliato una Nazione oserei sottolineare per loro stessi non importa! Nessun problema, da coloro che si sono inventati la presenza di armi di distruzione di massa in Iraq, c'era da aspettarsi che enfatizzassero anche la presenza di rifiuti tossici a tal punto da richiedere un disperato accesso a capitali per poi dirottarli sulla capitalizzazione delle banche. Oggi Paulson supplica il Congresso per dare via libera alla seconda tornata del piano di salvataggio con un'ulteriore ondata di 350 miliardi di dollari da destinarsi per l'ennesima volta a Wall Street! Voglio sapere se è stata mentita la situazione al Congresso sottolinea Issa repubblicano conservatore .... a pensare male, spesso non si sbaglia mai! Nel frattempo il mercato non ha fatto una piega di fronte ai terribili dati relativi alle vendite al dettaglio si in fondo fanno parte del passato, ma il presente e il futuro sono qui dietro l'angolo in quella stagione natalizia che storicamente racchiude il periodo annuale clou per le vendite. 2,8 % in meno, il quarto mese consecutivo in declino e il mercato si esalta per la fiducia dei consumatori un po meglio del peggio che il nulla prevede! Contrazione del credito, estinzione del MEW che da solo ha sostenuto la crescita economica americana negli ultimi anni ( senza l'estrazione di ricchezza dal valore delle abitazioni, senza il denaro che le banche concedevano sulla base dell'aumento di valore delle case la crescita sarebbe stata recessiva anche in questi anni ) inflazione e disoccupazione non possono far altro che affondare oltre il 70 % del PIL americano, basato da sempre sui consumi. Da NourielRoubini circa 20 motivi per cancellare per sempre quella che io definisco la "Leggenda del consumatore americano" Le richieste di disoccupazione stanno letteralmente volando, 516.000 oltre i 32.000 ufficiali di variazione, la media a 4 settimane continua ad aumentare e toglie il concetto di volatilità del dato e se la tendenza è esponenziale come sembrerebbe, si parlerà di milioni di disoccupati. Questa ricerca della Americanresearchgroup.com ci dice che il futuro delle vendite al dettaglio sarà ancora più avvolto dalla nebbia, un messaggio per tutti quelli analisti che continuano a prevedere utili superiori del 20 % per il prossimo anno, si ragiona in prospettiva no guardando al passato. Solo 431 dollari di spesa rispetto agli 859 dello scorso anno un 50 % in meno mai registrato nella storia di questa rilevazione neanche nei mesi bui che seguirono l' 11 settembre! Qui sotto i numeri parlano chiaro per chi sa ascoltare!
L'ARCA DI NOE' SUBPRIME!


“I want to know whether Congress was lied to or whether there was a team all along that had an alternate idea of how the money was spent,” Mr Issa said, before demanding to know the “time and date” Hank Paulson, Treasury secretary, had decided to abandon his initial plan. ( Financial Times )
| Year | Average Spending | Percent Change |
| 2008 | $431 | - 50% |
| 2007 | $859 | - 5% |
| 2006 | $907 | - 4% |
| 2005 | $942 | - 6% |
| 2004 | $1,004 | + 3% |
| 2003 | $976 | - 6% |
| 2002 | $1,037 | -1% |
| 2001 | $1,052 | + 9% |
| 2000 | $968 | + 3% |
| 1999 | $939 | + 1% |
| 1998 | $928 | + 34% |
Paul Krugman in un pezzo apparso la scorsa settimana sul NYTIMES dal titolo Depression Economics Returns sottolinea come non si aspetti un ritorno della Grande Depressione stile anni 20/30 ma che ormai siamo in quello che lo stesso Krugman definisce il regno della Depressione economica.
The economic news, in case you haven’t noticed, keeps getting worse. Bad as it is, however, I don’t expect another Great Depression. In fact, we probably won’t see the unemployment rate match its post-Depression peak of 10.7 percent, reached in 1982 (although I wish I was sure about that).
La scorsa settimana scrissi.....
Detto questo la mia previsione di una percentuale di disoccupati dell'8 % entro il 2009 andrà sensibilmente rivista per la fine di questa recessione occupazionale ad un tasso che non potrà non essere superiore al 10,8 % rilevato nella recessione degli anni '80.
Spero sinceramente di cuore di sbagliarmi e che Paul abbia ragione!
By that I mean a state of affairs like that of the 1930s in which the usual tools of economic policy — above all, the Federal Reserve’s ability to pump up the economy by cutting interest rates — have lost all traction.
......vale a dire uno stato di cose come negli anni 30 in cui i soliti strumenti di politica monetaria, l'ideologia monetarista in questo istante, hanno perso la loro capacità di bacchetta magica. Sottolinea Krugman che quando prevale una depressione, le normali regole dell'economia non si applicano più, la cautela è un rischio e la prudenza follia.
Spesa pubblica e aiuto alle famiglie in difficoltà al di fuori di qualsiasi pregiudizio tradizionale, il pregiudizio dell " inchiostro rosso " come lo chiama Krugman, la paura del disavanzo di bilancio che in tempi normali è bene tenere sotto controllo con la virtù della responsabilità fiscale. Nel tentativo di mantenere il bilancio in equilibrio nel 1937 Franklin Delano Roosevelt ha quasi distrutto il New Deal.
Altre sono inoltre le considerazioni di Krugman che vi invito a leggere anche se il riferimento al disavanzo di bilancio sottolinea come ......
The risk, if the stimulus plan turns out to be more than needed, is that the economy might overheat, leading to inflation — but the Federal Reserve can always head off that threat by raising interest rates.
.....quindi all'orizzonte si ripropone la soluzione che vi delineai nel post "ORIZZONTI NELLA NEBBIA" ovvero la possibilità che si agisca sulla leva della spesa pubblica, aumentando il deficit per poi procedere magari ad una svalutazione della moneta per rientrare progressivamente come è stato fatto ieri.
Comunque sia qualche segnale si incomincia ad intravvedere anche nei paesi solitamente ritenuti inossidabili, vedi l'aumento dei CDS credit default swaps di un 40 % in riferimento agli USA e questa notizia che arriva dal FINANCIAL TIMES......
For any government looking to raise money in the capital markets in the next few months, there was an ominous development in Germany this week.
A German 10-year bond auction failed – something more or less unheard of until this year – as cash-strapped banks and investors snubbed the government offering.
It is a clear sign of straitened times when a benchmark bond in one of the most liquid markets in the world cannot attract enough bids to reach its target amount.
......un intoppo si è presentato in Germania in questa settimana, il fallimento di un'asta di bund a 10 anni uno strano segnale che proviene da uno dei mercati più liquidi di tutto il mondo tale da non essere in grado per la prima volta di chiudere un collocamento di bond. Vi invito a leggere il proseguo sul FINANCIALTIMES.
Recentemente ho scritto....
io propendo per una severa deflazione seguita nel medio e lungo termine da un'inflazione siderale!
....non ci vuole tanto a comprendere che in un mondo dove i governi e gli stati dovranno costruire tante arche di Noè, il materiale per la costruzione dovrà essere pagato a caro prezzo con bond che nella migliore delle ipotesi per essere attraenti dovranno incorporare cedole stellari. Se poi vi si aggiunge che nel prossimo anno andranno in scadenza bond corporate per centinaia di miliardi di dollari, l'arca di Noè incomincia a registrare il tutto esaurito!
Questa invece è una chicca scritta da Alan Greenspan nel lontano ormai 1966...dedicato a coloro che non amano il GOLD STANDARD, in sintesi il "caro" Greenspan diceva che senza il riferimento all'oro, il sistema della moneta è leggermente........il Gold Standard la vecchia Arca di Noè.
In the absence of the gold standard, there is no way to protect savings from confiscation through inflation.......In caso di assenza del gold standard, non c'è modo di proteggere i risparmi dalla confisca attraverso l'inflazione.
There is no safe store of value. If there were, the government would have to make its holding illegal, as was done in the case of gold. If everyone decided, for example, to convert all his bank deposits to silver or copper or any other good, and thereafter declined to accept checks as payment for goods, bank deposits would lose their purchasing power and government-created bank credit would be worthless as a claim on goods. The financial policy of the welfare state requires that there be no way for the owners of wealth to protect themselves.
This is the shabby secret of the welfare statists’ tirades against gold. Deficit spending is simply a scheme for the confiscation of wealth.......
Deficit spending è semplicemente un sistema per la confisca della ricchezza.
Gold stands in the way of this insidious process. It stands as a protector of property rights. If one grasps this, one has no difficulty in understanding the statists’ antagonism toward the gold standard. ( Gold and Economic Freedom by Alan Greenspan Published in Ayn Rand's "Objectivist" newsletter in 1966, and reprinted
in her book, Capitalism: The Unknown Ideal, in 1967.)
Venti deflativi all'inizio per poi lasciare il post alle ritrovate forze inflative nel medio e lungo termine, la leva dei tassi una volta ha fallito sotto l'era Greenspan ma bisogna essere abbastanza onesti da dire che si tratta sempre e solo di sperimentazioni, nessuno può conoscere quello che ci aspetta all'orizzonte!
Now that looks even scarier. The only other times we have seen base money supply soar like this were in the Great Depression and World War II.
While on this subject let's look at the same chart as above one more way.
The only other time since 1918 that the base money supply chart looks like it does recently was right before the Great Depression.
Infine alcune considerazioni per quanto riguarda i fondamentali di questi mercati e la perenne illusione che ancora oggi stiano scontando tutto quello che verrà!
Ne abbiamo già parlato nel post " Orizzonti nella Nebbia " abbiamo parlato di come Hussman e Buffet siano orientati pur tra molti dubbi su un fondo raggiunto da dove incominciare ad accumulare in un'ottica di lungo respiro, ( lunghissimo aggiungo io ) l'effetto contrarian per un investitore che guarda ai fondamentali è come una calamita ma anche Jeremy Grantham non è l'ultimo arrivato e anche se in realtà lo S&P500 è sceso sotto il suo livello preferito ovvero quei 975 punti che non sono molto lontani dalla mia previsione di circa un anno fa ovvero i 950, sente che la tendenza non è ancora finita, non è affatto finita.
Stiamo ormai cercando con un fiammifero la famosa luce in fondo al fiume, dimenticando il futuro, dimenticando che il passato ci dice che ogni bolla ha portato con se crisi di livello storico e in questa tempesta perfetta le bolle si sprecano, bolle correlate di dimensioni epocali, che porteranno probabilmente anche a degli eccessi di sottovalutazione.
Abbiamo già visto come Hussman non si affatto sicuro di questo abisso raggiunto, ma l'obiettivo è ancora molto, molto lontano e se vogliamo è anche scritto negli utili che verranno. Puoi parlare per mesi del valore di un'azione, non quello che sfornano giornalmente nel loro pallottoliere gli analisti intrisi di conflitti di interesse, ma non saprai mai realmente il suo valore in quanto troppi modelli si assomigliano, ma non contemplano quello che la storia insegna, non contemplano spesso il futuro, di una recessione, di una depressione.
Possiamo parlare di multipli straordinariamente bassi, utilizzando la linea Maginot 10, guardare alle medie storiche ma non quelle di cui tutti parlano, ma quelle che prendono in considerazione la volatilità degli utili, che le rapportano al contesto storico e al ciclo economico. Ma questa è una fase epocale, ma sono ancora in molti che non ci sentono da questa musica.
Abbiamo parlato nel post "Orizzonti nella Nebbia" di normalizzazione degli utili e il caposcuola in questo caso è sempre lui, John Hussman e il suo Peak Earnings P/E da cui ho appreso molto e oggi nel suo ultimo post fa crollare anche una delle ultime roccaforti del pensiero "recessivo".
"All of us know that the stock market bottoms 6 months before the end of a recession. The problem is that this "fact" isn't really true........
Il suo ultimo post da titolo How_Long, How Bad, How Long? è un'autenticaminiera di informazioni.
.......il problema è che la "leggenda" che il mercato incominci a riprendersi sei mesi prima della fine di una recessione non è realtà per Hussman!
Notevoli perdite si verificano in genere tra il picco del mercato e il punto in cui una recessione è universalmente riconosciuta e con affidabilità la ripresa si dovrebbe collocare a soli 3 mesi prima della fine della recessione.

Icebergfinanza come un cantastorie che si esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!
La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gatuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
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