DIARIO DI BORDO, NAVIGANDO NEL MARE DELLA FINANZA, ECONOMIA E ....APPUNTI DI FINANZA ETICA! ....non c'è vento per le vele del Marinaio che non sa dove andare! icebergfinanza@yahoo.it

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Nome: ANDREA MAZZALAI
Questo Blog ...NON vuole essere assolutamente una rubrica del tipo “ CONSIGLI AI NAVIGANTI QUINDI.... NON SI DANNO CONSIGLI OPERATIVI!!!!†ma semplicemente un diario di bordo,uno strumento, certamente influenzato dai pensieri e dalle idee del Marinaio di vedetta che nascono esclusivamente da conoscenze proprie dell'autore ed approfondimenti vari, che conducono a valutazioni strettamente soggettive e discrezionali il quale cercherà durante la navigazione di mettere a disposizione strumenti e conoscenze da condividere, per confrontarsi e affrontare, consapevoli, con le proprie idee, convinzioni e perché no, insicurezze, il mare della finanza, il mondo dell'economia e della finanza etica! Ogni navigazione porta con se immagini e ricordi indelebili, quindi alcune immagini sono state scelte e pubblicate con il riferimento alla provenienza ed automaticamente all'autore per la loro bellezza creativa e per il loro particolare richiamo ai contenuti dei testi pubblicati, reperite su vari motori di ricerca internet. Se qualcuno, potendo vantare diritti su tali immagini pubblicate trovasse qualcosa in contrario alla pubblicazione, puo' scrivere richiedendo la rimozione delle stesse, rimozione che sara' immediatamente effettuata. ICEBERG perchè....solo la conoscenza e la consapevolezza dei potenziali pericoli finanziari e macroeconomici, unitamente alla conoscenza di un sistema economico alternativo integrabile che interagisce, permette delle scelte autonome e responsabili nella scelta di un investimento. Esiste inoltre un mondo sommerso di idee, di strumenti per concepire l'economia come un strumento che sostituisca la centralità del profitto con la centralità dell'Umanità e la sua evoluzione! UTOPIA! Ou topos ovvero luogo, isola aggiungo io, che non c'é! Chissà! Come nella canzone di Bennato....Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto sino al mattino,.poi la strada la trovi da te, porta all’ Isola che ora.....c’è!!!! icebergfinanza@yahoo.it



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SOCIAL BUSINESS o CAPITALISMO RESPONSABILE!?

 

 " Capitalismo responsabile " ecco che ritorna nelle parole di Enrico Colombatto un termine che abbiamo già ascoltato recentemente nelle parole di Francesco Giavazzi sul Corriere_della_sera.

Giavazzi si esprime così qua e la, per il testo intero vi rimando al link:

" Quando ci lamentiamo per gli effetti che la crisi americana ha sulla nostra crescita e sui nostri risparmi non dovremmo scordare i benefici di cui abbiamo goduto."

" Ma, ancora una volta, prima di puntare il dito contro il sistema finanziario che ha consentito loro di farlo, non dimentichiamo che senza quei consumi le nostre economie sarebbero cresciute molto più lentamente."

L'impero del debito, la " civiltà " dei consumi, senza i consumi siamo un'Umanità perduta!

" Questo spiega perché la Fed domenica sera ha assicurato l’intero magazzino mutui di Bear Stearns. Si tratta di capitalismo responsabile, non della fine del capitalismo come qualcuno vorrebbe interpretarla. "

" Capitalismo responsabile " ecco cosa significa per Giavazzi questa responsabilità, non tanto quello di prevenire gli eccessi, non tanto quello di prevenire la " socializzazione delle perdite " ma piuttosto di elogiare il salvataggio di un sistema talmente correlato, dal vago sapore di rischio sistemico.

La follia mercatista che ha imperversato in questi anni è stata sostenuta in nome di un nuovo " laissez faire " una forma di anarco-capitalismo a prescindere dal liberismo economico che prevede l'azione dei singolo alla ricerca del proprio benessere come sufficiente a garantire la prosperità economica delle nostre società.

Ricordo ancora le parole di tanti banchieri centrali che nell'elogiare gli hedge funds tanto per ricordarne una, sostenevano e sostengono tuttora la loro utilità in quanto in grado di stabilizzare i mercati tramite la loro liquidità! Abbiamo visto, in questa crisi, la mirabile stabilizzazione offerta dagli hedge funds!

Nel maggio del 2006, Bernanke, in un suo discorso dal titolo " HEDGE_FUNDS_AND_SYSTEMIC_RISK " concludeva così

In the final analysis, authorities cannot entirely eliminate systemic risk. To try to do so would likely stifle innovation without achieving the intended goal. (....)

In nome dell'innovazione, del suo presunto soffocamento, non è possibile eliminare il rischio sistemico, quindi non resta che sperare!

In occasione dell'uscita dell'ultimo libro di Muhammad Yunus premio Nobel della Pace 2006 e fondatore della Grameen Bank, dal titolo " Creating a World Without Poverty " Social_Business_and_the Future_of_Capitalism Enrico Colombatto ci espone la sua visione sul significato di capitalismo responsabile, ma non etico!

 

Yunus nel suo libro espone le tappe della piccola rivoluzione di cui è stato inventore confermando l’interesse per una “terza via”, per un capitalismo moderato. E il successo di un altro modello di business, il Social Business, con la creazione, in futuro, di una nuova Borsa, la Borsa sociale.

Consapevolezza sociale, ecco il mio capitalismo responsabile, responsabilità sociale che come dice Yunus dovrebbe essere secondo la sua " terza via " il principale business dei nuovi imprenditori.

Un paradosso nel nostro mondo, un ossimoro, un accostamento proibito di un nuovo modo di fare business!

" Se sei poverissimo, ci interessi. " Se non hai garanzie,allora ci interessi anche di più».

 «Abbiamo bisogno di creare nuove agenzie di rating, nuove terminologie, definizioni, indicatori di impatto, persino nuovi giornali finanziari: sogno il Social Wall Street Journal- ci dice Yunus - ma anche scuole e università che insegnino ai giovani amettere in piedi e gestire e veri e proprie imprese sociali ». La prossima sfida la Social business enterprise, «un’impresa creata non per massimizzare i profitti, ma i benefici per le persone cui si rivolge, senza incorrere in perdite».

Un esempio è la Grameen Danone Foods Social Business Enterprise, joint venture partecipata al 50% dai gruppi Danone e Grameen, nata in Bangladesh per «fornire una nutrizione giornaliera ai poveri del Paese».

Di responsabile nel capitalismo, un certo tipo di capitalismo che sembra andare di moda oggi, anche un capitalismo non selvaggio, vi è solo ed esclusivamente l'interesse nei confronti degli azionisti. Ovviamente non è sempre così, per fortuna.

In fondo è il pensiero di Milton Friedman che aberrava la responsabilità sociale dell’impresa, sostenendo che i manager devono operare nell’interesse esclusivo degli azionisti e non risolvere problemi sociali con i soldi degli altri!

In sintesi è anche il pensiero di Colombatto che conclude la sua rubrica su Finanza & Mercati così:

" A chi gestisce presse e prodotti finanziari tocca il compito di non sprecare risorse e di osservare il limiti loro imposti dagli azionisti. A chi percepisce il frutto di quell'attività tocca ricordarsi anche dei meno fortunati. La bontà finanziata con i soldi degli altri non esiste "

" Di certo è giusto ( etico ) che i proprietari pretendano che le proprie risorse non siano utilizzate dalle imprese in attività ritenute immorali ( per esempio il finanziamento di regimi tirranici ) ......e qui ci vorrebbero mesi ed anni per determinare ciò che è morale od immorale, aggiungo io......in ciò consiste, prosegue Colombatto, la responsabilità etica, che caratterizza i codici interni di numerose aziende e di un certo numero di fondi di investimento.

" Molto meno comprensibile è la richiesta di Yunus di introdurre un trattamento fiscale privilegiato ( e/o eventuali sussidi ) a favore delle cosidette imprese etiche da lui ( Yunus ) definite come quelle che accettano di vendere a prezzi di costo o comunque inferiori al mercato. "

Colombatto ricorda che spesso il venir meno del vincolo del profitto genera di solito un'esplosione dei costi, stipendi, spese di rappresentanza, gestione poco attenta degli acquisti, assunzioni ingiustificate, perfino clientelismo. Si scontra anche con il fatto che l'amore per il prossimo non esce ne da una pressa, ne da un prodotto finanziario.

Questo è il classico modo di pensare esclusivamente manageriale, ma l'amore per il prossimo se lasciato alla coscienza del singolo, produce spesso quella fiammata che si esaurisce nell'istante di una semplice buona intenzione che spesso resta tale!

Amore per il prossimo consiste anche e principalmente nell'offrire un'opportunità di vita dignitosa a coloro che la sanno e la voglio cogliere, non esclusivamente assistenzialismo.

Il vecchio proverbio cinese che preferisce insegnare a pescare piuttosto che regalare il pesce ogni giorno, inno contro l'assistenzialismo, è alla base della visione di Yunus!

" L'elemosina dà solo al donatore l'impressione di fare qualcosa e chi raccogli e denaro mendicando non è motivato a migliorarsi. Mendicare priva l'uomo della sua dignità, togliendoli l'incentivo a provvedere alle proprie necessità con il lavoro, lo rende passivo "

Ecco il pensiero che stà alla base della rivoluzione del microcredito, Yunus è fermamente contrario agli aiuti internazionali e Voi credete che per sussidi e clientelismo come afferma Colombatto, Lui intenda quello!

 

Yunus vede i poveri non come esseri minori da gestire ma come persone molto capaci, perché, nonostante vivano nella miseria, riescono a sopravvivere, e soprattutto li vede come esseri umani, singoli individui, ognuno con le propria creatività, la propria particolarità, i propri talenti  e con la propria dignità. Yunus dimostra che i poveri sono solvibili, che si può prestare loro del denaro e ricavarne un profitto.

Secondo Yunus ogni essere umano che nasce, grava sulla società in quanto CONSUMATORE, ma come IMPRENDITORE può avere incalcolabile importanza per la società. 

In fondo queste idee che nascono dai sotterranei dell' Umanità non rinnegano il capitalismo, ma non il capitalismo responsabile come lo interpretano alcuni, piuttosto il capitalismo secondo una terza via dopo il fallimento del socialismo e del capitalismo selvaggio.

Abbiamo già visto insieme ma ve lo riporto nuovamente il significato di capitalismo etico La concezione del Libero Mercato passa anche attraverso la questione etica e come dice Amartya Sen, alcuni dei più laceranti problemi dell'etica sociale sono infatti di natura profondamente economica e ci aggiungerei personalmente, di natura finanziaria.

Nel suo libro " LA LIBERTA' INDIVIDUALE, COME IMPEGNO SOCIALE " Sen richiama la differenza tra Libertà Negativa e Libertà Positiva.
"Secondo questa prospettiva la libertà intesa in senso positivo ( la libertà di ...) riguarda ciò che, tenuto conto di tutto, una persona può o meno conseguire. L'interesse non è tanto rivolto verso i fattori causali alla base di questo, ovvero se l'incapacità da parte di una persona di raggiungere un certo obiettivo sia dovuta alle restrizioni imposte da altri individui o dal governo. Al contrario, la concezione negativa della libertà ( libertà da...) si concentra precisamente sull'assenza di una serie di limitazioni che una persona può imporre a un'altra ( o che lo Stato o altre istituzioni possono imporre agli individui )".
"E' possibile sostenere che, se noi riteniamo importante che una persona sia posta in grado di condurre la vita che preferisce, allora ci dobbiamo servire della categoria generale della libertà positiva. Se cioè, riteniamo di grande importanza l'essere "libero di scegliere" allora è la libertà positiva che ci interessa. Ma non si deve pensare che questa argomentazione a favore della libertà positiva implichi che la libertà negativa non debba ricevere una speciale attenzione."

Amartya Sen propone inoltre questo esempio illuminante di cui interpreto soggettivamente il significato.
"In generale può essere negativo per una società che una persona ( IL LIBERO MERCATO ) non possa passeggiare liberamente in un parco senza rischiare di essere assalita dai malviventi ( LA MANO PUBBLICA, LE RESTRIZIONI; LE REGOLAMENTAZIONI) , ma in coerenza con tale diagnosi, si può considerare particolarmente spiacevole dal punto di vista degli assetti sociali ( RICHIO SISTEMICO, CRISI ECONOMICA o FINANZIARIA )che tale incapacità sia il risultato di ostacoli o minacce posti da altre persone ( HEDGE FUND, CONDUITS&SIV, ECCESSI SPECULATIVI, MERCATISMO etc) "

 

Amartya Sen 

Riporto concetti già letti insieme ma secondo me fondamentali!

" Se è vero che gli individui in realtà, perseguono incessantemente e senza compromessi solo il loro ristretto interesse personale, allora la ricerca della giustizia verrà intralciata a ogni passo dall’opposizione di tutti coloro che abbiano qualcosa da perdere dal cambiamento proposto. Se invece gli individui, come persone sociali, hanno valori e obiettivi di più vasta portata, che includono  la comprensione per gli altri e un impegno verso norme etiche, allora la promozione della giustizia sociale non dovrà necessariamente fronteggiare un’incessante opposizione a ogni cambiamento."(...) 

Come dice Partha Dasgupta, “abbiamo bisogno gli uni degli altri, ci dobbiamo fidare, anche indirettamente. La società, prima ancora che l’economia, funziona quando ci sono delle interazioni reciprocamente vantaggiose perché si fondano sulla mutua fiducia”.
 
Nel suo ultimo libro “Economics. A very short introduction” quattro sono i pilastri della fiducia fondante delle comunità umane:

a)      l’affetto reciproco che costituisce la comunità famigliare, che crea una casa vera
b)      l’atteggiamento civico, sociale, studiato dall’economia comportamentale per cui se stringo la mano a qualcuno è perché mi fido e voglio pensare che non cerchi di imbrogliarmi. Il cinico dirà che ognuno ha un prezzo, ma forse non è proprio cosi!
c)      Le regole della Legge, lo Stato di Diritto, quando è l’autorità esterna che garantisce il rispetto dei patti
d)      Norme sociali che garantiscono l’attuazione degli accordi.

Secondo Dasgupta, le norme sociali sono più importanti delle regole, dello Stato di Diritto in quanto le istituzioni pubbliche tendono a funzionare sole se, alla base, i rapporti sociali sono innervati dalla fiducia reciproca.

Le rivoluzioni non nascono dal nulla, queste sono rotte che esistono, non sono solo utopie, sono realtà che il mondo piano piano dovrà abbracciare, per trovare una nuova via, una via dove l' Umanità riprenda in mano la sua stessa essenza.

 


Postato da: icebergfinanza a aprile 19, 2008 10:41 | link | commenti (10)

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mercoledì, 02 maggio 2007
LA TELECOM..ETA E IL BUCO NERO (Appunti sulla CSR RESPONSABILITA' SOCIALE D'IMPRESA)

http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA01884

 

Una "stella cometa" non centra nulla con una stella vera!

 

Questa affascinante scia luminosa che si scorge nel cielo, specialmente nelle romantiche notti di San Lorenzo è causata da minuscoli frammenti di polvere e roccia detti meteoroidi, che proveniendo dallo spazio nell’incontro con la nostra atmosfera, bruciano per attrito.

Un istante indimenticabile, una traccia di luce che bruciando produce una meteora, quella che viene comunemente chiamata stella cadente.

 

Confesso che più volte in passato avrei voluto esprimere la mia opinione, il mio punto di vista sulla vicenda Telecom, ma ho sempre ritenuto che fosse diventato un campo di battaglia tra i fautori del libero mercato da una parte e i sostenitori dell’intervento statale per proteggere un’interesse strategico dall'altra.

 

Campo di battaglia, nel quale, una miriade di analisti, commentatori, politici, imprenditori esprimevano il loro giudizio, in base, non solo al proprio pensiero, ma in base al proprio credo economico, al proprio interesse.

Sottolineo strategico, in quanto non sempre ci si rende conto che chiunque possieda aziende di telecomunicazioni al pari dei media, può influenzare e sconvolgere la vita sociale di un paese.

 

Pensare che oltre alla triste parentesi delle intercettazioni, qualcuno potrebbe usare un’azienda per utilizzare informazioni riservate che permettano di avere un certo vantaggio in una qualsiasi competizione economica/sociale,non aiuta certo la libertà e la democrazia di un paese.

 

Più volte in passato, in questo blog, si è parlato dell’effetto a volte devastante che le operazioni di leverage byout, ovvero realizzate attraverso l’indebitamento, la leva finanziaria da parte dei private equity, hanno sul tessuto sociale delle comunità dove hanno sede le ditte o le imprese sotto offerta.

 

Il Buco Nero dell’indebitamento, la nuova tendenza finanziaria dei nostri giorni!

 

Su Wickipedia sta scritto che il “BLACK HOLE” è un corpo celeste denso, dotato di un’attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere l’allontanamento di alcunché dalla sua superficie. Poiché neanche la luce riesce a fuggire da quest’orizzonte, l’oggetto celeste risulta invisibile; la sua presenza può essere attestata solo indirettamente.

L’esistenza dei buchi neri è predetta dalla relatività generale, la principale teoria della gravitazione oggi accettata dalla comunità scientifica internazionale.

 

Non vi è definizione più appropriata, paragone più riuscito per descrivere il fenomeno dell’indebitamento, un’attrazione gravitazionale che tutto uniforma, che esalta la formula attuale di una capitalismo senza capitali.

 

E badate bene che non stò demonizzando la formula dell’indebitamento sostenibile, ma quella che si spinge ben al di là di ogni possibile ritorno economico, di un progetto strategico fine a se stesso, un viaggio senza ritorno.

 

Tutto ciò fa tornare in mente gli anni ruggenti della new economy, quando un manipolo di “capitani coraggiosi” assaltò la corazzata Telecom, armati più di speranza e raccomandazioni che di assoluta convinzione e capitali. Erano gli anni in cui tutte le società di telecomunicazioni pagarono cifre stratosferiche rispetto agli eventuali ritorni, per aggiudicarsi le frequenze UMTS.

 

Una lunga sequenza di operazioni finanziarie che contempla l’utilizzo di un numero infinito di scatole vuote, le quali a sua volta trasmettevano l’indebitamento direttamente alla società madre attraverso fusioni e incorporazioni.

 

Nell’esaltazione del fenomeno meteora, forse accecati da quella misteriosa luce di potere, sia Tecnost che Olimpia hanno strapagato e sopravvalutato il reale valore della società Telecom.

 

Un’esaltazione tale che spinse inesorabilmente la Telecometa, verso l’attrazione fatale del Buco nero dell’indebitamento, dove la necessità di rivedere la luce, spinge Olimpia a ripresentare l’effetto luminoso dell’incorporazione del gioiello di casa Tim, riproponendo al mercato la possibilità di aumentare ancor di più l’indebitamento verso un livello ritenuto “sostenibile”.

 

Operazioni spettacolari che con il consenso interessato del mercato portano alla perdita di circa 20.000 posti di lavoro e una moltitudine di piccoli risparmiatori e soci di minoranza, vede affondare giorno dopo giorno la quotazione dell’azienda italiana.

 

Operazioni spettacolari che hanno sempre e solo, gratificato le società veicolo e svuotato Telecom di quello che era uno dei più grandi patrimoni immobiliari del paese di ogni asset redditizio.

 

Stessi attori, stessi proprietari, un semplice passaggio da Telecom Italia a Pirelli Real Estate ad un prezzo "concorrenziale", nella trattativa fantasma e poi una volta concluso “l’affare” che c’è di meglio che riaffittare gli immobili, alla modica cifra che per quanto alta sia non è mai alta come l’indebitamento ridotto!

 

Conflitto di interessi?!!

Suvvia ma che stiamo pensando, è il libero mercato, l’etica aziendale, la parabola dello “SHORT TERMINISM” la nuova concezione d’impresa fondata sulla massimizzazione a breve termine del valore di mercato, qualunque siano le modalità e conseguenze.

 

Alta ingegneria finanziaria, talvolta semplicemente becera, alla faccia del mercato e della responsabilità sociale d’impresa.

 

E poi qualcuno piange, cerca la pagliuzza nell’occhio del mercato, nell’occhio della politica, senza accorgersi della trave relativa alla vicenda delle intercettazioni sistematiche che avvenivano nella propria "famiglia", nella propria società.

 

Si potrebbe scrivere per giorni, mesi, anni di questa lunga telenovela ma preferisco lasciare questa desolante storia di capitalismo selvaggio, per ricordare che non esiste alternativa alla verità, all’etica, alla responsabilità verso i soggetti partecipanti all’attività dell’impresa.

 

La CSR ovvero la Responsabilità Sociale d’Impresa è un insieme di comportamenti, di principi che operano tenendo conto delle esigenze sociali, che operano con un occhio rivolto alla sostenibilità del processo produttivo.

La capacità di coniugare la dimensione economica, ambientale e sociale di un’azienda volta principalmente alla soddisfazione del bene comune attraverso il raggiungimento dei propri obiettivi aziendali.

E non mi si venga a dire che non è possibile conciliare le due cose, perché è matematicamente dimostrato che tutto ciò che guarda al breve termine come un punto di arrivo, non conosce futuro, non conosce progettazione, non conosce traguardi di lungo respiro.

 

Ovviamente lo strumento principale, verificabile che può permettere un’attenta analisi della gestione aziendale in tal senso non può essere che il “Bilancio Sociale”.

 

"Il Bilancio Sociale è uno strumento straordinario, rappresenta infatti la certificazione di un profilo etico, l'elemento che legittima il ruolo di un soggetto, non solo in termini strutturali ma soprattutto morali, agli occhi della comunità di riferimento, un momento per enfatizzare il proprio legame con il territorio, un'occasione per affermare il concetto di impresa come buon cittadino, cioè un soggetto economico che perseguendo il proprio interesse prevalente contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito. La missione aziendale e la sua condivisione sono elementi importanti per ottenere il consenso della clientela, del proprio personale, dell'opinione pubblica".( http://www.bilanciosociale.it/ )

 

Concludo ricordando che Rousseau filosofo che scrisse il "Contratto Sociale" diceva che vale molto di più avere la costante attenzione degli uomini, piuttosto che la loro occasionale ammirazione.

 (http://ec.europa.eu/employment_social/soc-dial/csr/greenpaper_it.pdf ).

 

LINK PER CONOSCERE E COMPRENDERE LA CSR

CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY

ITALIAN CENTER FOR SOCIAL RESPONSIBILITY

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA

COMMISSIONE EUROPEA

 

Postato da: icebergfinanza a maggio 02, 2007 06:39 | link | commenti

responsabilità sociale dimpresa, indebitamento sostenibile, 0 bilancio sociale

giovedì, 05 aprile 2007
LA RESPONSABILITA' SOCIALE D'IMPRESA E IL BILANCIO SOCIALE.

Il concetto edonistico di massimizzazione a breve termine di ogni progetto, di ogni piano strategico porta inevitabilmente a considerare solo gli aspetti finanziari di un’azione personale o societaria, dimenticando ogni inevitabile ripercussione sulle generazioni future. Talvolta ci si chiede come l’essenza del capitalismo sia determinata dal quel senso di onnipotenza che pervade coloro che partecipano alla grande arena del capitale, dove talvolta basta essere presenti senza neanche disporre del capitale. L’essenza di questo sistema che non ammette repliche,non contempla alternative porta alla creazione di innumerevoli eccessi e bolle finanziarie: il libero mercato è un campo di battaglia dove sopravvivono coloro che magari portatori di un’idea innovativa, di un valido progetto devono adattarsi ad un ambiente dove esistono si, delle regole ben precise, ma dove quotidianamente per raggiungere il proprio obiettivo, vengono regolarmente calpestate. Questo dipinto di tonalità grigie relativo al libero mercato, alla competizione selvaggia, per fortuna in questi ultimi anni sta piano,piano ritrovando il colore della responsabilità sociale e ambientale. La consapevolezza e talvolta il vivere in prima persona sulla propria pelle, gli esiti funesti di ogni eccesso ha portato nell’opinione pubblica una ricerca alle volte quasi spasmodica del concetto di sicurezza, di etica, di responsabilità appunto. Il premio Nobel Milton Friedman amava ricordare che la responsabilità sociale delle imprese sul piano economico ed etico consiste nel dovere di ogni manager di perseguire l’interesse esclusivo degli azionisti o soci utilizzando le risorse finanziarie esclusivamente per questo scopo senza “ perdere tempo e energie” a cercare inutili benefici sociali o ambientali. Ora non è difficile sostenere che il mondo degli affari talvolta è esclusivamente basato sulla vanità, l’egoismo e l’interesse personale ma la sua insostenibilità sociale, ambientale, la sua frenesia e follia organizzativa richiede un minimo di responsabilità verso quella società in cui opera.              Andrea.

Per responsabilità sociale d'impresa (o Corporate Social Responsibility, CSR) si intende l'integrazione di preoccupazioni di natura etica all'interno della visione strategica d'impresa: è una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività. (http://it.wikipedia.org/wiki/Responsabilit%C3%A0_sociale_d'impresa ) Secondo il “LIBROVERDE” redatto nel 2001 dalla Commissione delle Comunità Europee, le imprese si sforzano di elevare le norme collegate allo sviluppo sociale, alla tutela dell'ambiente e al rispetto dei diritti fondamentali, adottando un sistema di governo aperto, in grado di conciliare gli interessi delle varie parti interessate nell'ambito di un approccio globale della qualità e dello sviluppo sostenibile, affermando la loro responsabilità sociale e assumendo di propria iniziativa impegni che vanno al di là delle esigenze regolamentari e convenzionali cui devono comunque conformarsi.

 (http://ec.europa.eu/employment_social/soc-dial/csr/greenpaper_it.pdf ).

 

LINK PER CONOSCERE E COMPRENDERE LA CSR

CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY

ITALIAN CENTER FOR SOCIAL RESPONSIBILITY

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA

COMMISSIONE EUROPEA

 

Naturalmente non esiste miglior strumento documentale che permetta di far conoscere l’azienda alla comunità in cui opera che non sia il BILANCIO SOCIALE:

 "Il Bilancio Sociale è uno strumento straordinario, rappresenta infatti la certificazione di un profilo etico, l'elemento che legittima il ruolo di un soggetto, non solo in termini strutturali ma soprattutto morali, agli occhi della comunità di riferimento, un momento per enfatizzare il proprio legame con il territorio, un'occasione per affermare il concetto di impresa come buon cittadino, cioè un soggetto economico che perseguendo il proprio interesse prevalente contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito. La missione aziendale e la sua condivisione sono elementi importanti per ottenere il consenso della clientela, del proprio personale, dell'opinione pubblica".

Il Bilancio Sociale ha la funzione di descrivere il più analiticamente possibile le ragioni per cui si sostengono o si sono sostenuti determinati costi, più lontani rispetto all’attività caratteristica, ma anch’essi produttori di vantaggi per alcune categorie di stakeholder. Non esiste infatti una utilità globale ma una serie di utilità, ognuna per ogni pubblico di riferimento. Il Bilancio Sociale diviene pertanto la somma di una serie di bilanci, unificati per il fatto che l’impresa è una ed è l’unico soggetto in grado di compierne una sintesi.

E’ ovvio che il Bilancio Sociale non potrà essere mai totalmente neutrale come può esserlo il bilancio d’esercizio, ma è chiaro che deve essere il quanto più possibile verificabile ed oggettivo, in caso contrario assai scarso potrebbe essere l’interesse degli stakeholder più avveduti, che potrebbero considerare tali informazioni incomplete, non significative, o cosa più grave inattendibili.

Il Bilancio Sociale è un importantissimo strumento di comunicazione, un mezzo fondamentale per svolgere un’attività di relazioni pubbliche, per migliorare le nostre relazioni sociali ma anche industriali.

L’obiettivo che ci si pone è quello di rafforzare la percezione pubblica dell’importanza delle nostre azioni, di dare maggiore visibilità all’attività svolta, in modo da accrescere quindi la propria legittimazione nella comunità locale di riferimento e il consenso a livello sociale.

In particolare poi il Bilancio Sociale dovrebbe:

    1) consentirci di comprendere il ruolo svolto dalle nostre attività nella società civile;

    2) essere uno strumento che confrontando quanto realizzato con le esigenze sociali preesistenti, fornisce informazioni sul raggiungimento degli obiettivi sociali prefissati;

    3) dimostrare che il fine dell’impresa, non è solamente quello di creare profitto ma anche quello di fornire un valore aggiunto per la comunità;

    4) essere considerato come un fattore di cruciale importanza per lo sviluppo della democrazia e della trasparenza nell’ambito delle attività;

    5) diventare uno strumento per rendicontare se le azioni sociali dell’impresa hanno delle ricadute in termini di utilità, legittimazione ed efficienza;

    6) rappresentare un momento di riflessione sull’impegno che si ha all’interno dell’impresa per migliorare qualità di prodotto e servizio, rapporto con i consumatori, sicurezza sul posto di lavoro, rispetto dell’ambiente.

 (http://www.bilanciosociale.it/)

Postato da: icebergfinanza a aprile 05, 2007 07:08 | link | commenti

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