DIARIO DI BORDO, NAVIGANDO NEL MARE DELLA FINANZA, ECONOMIA E ....APPUNTI DI FINANZA ETICA! ....non c'è vento per le vele del Marinaio che non sa dove andare! icebergfinanza@yahoo.it

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Nome: ANDREA MAZZALAI
Questo Blog ...NON vuole essere assolutamente una rubrica del tipo “ CONSIGLI AI NAVIGANTI QUINDI.... NON SI DANNO CONSIGLI OPERATIVI!!!!” ma semplicemente un diario di bordo,uno strumento, certamente influenzato dai pensieri e dalle idee del Marinaio di vedetta che nascono esclusivamente da conoscenze proprie dell'autore ed approfondimenti vari, che conducono a valutazioni strettamente soggettive e discrezionali il quale cercherà durante la navigazione di mettere a disposizione strumenti e conoscenze da condividere, per confrontarsi e affrontare, consapevoli, con le proprie idee, convinzioni e perché no, insicurezze, il mare della finanza, il mondo dell'economia e della finanza etica! Ogni navigazione porta con se immagini e ricordi indelebili, quindi alcune immagini sono state scelte e pubblicate con il riferimento alla provenienza ed automaticamente all'autore per la loro bellezza creativa e per il loro particolare richiamo ai contenuti dei testi pubblicati, reperite su vari motori di ricerca internet. Se qualcuno, potendo vantare diritti su tali immagini pubblicate trovasse qualcosa in contrario alla pubblicazione, puo' scrivere richiedendo la rimozione delle stesse, rimozione che sara' immediatamente effettuata. ICEBERG perchè....solo la conoscenza e la consapevolezza dei potenziali pericoli finanziari e macroeconomici, unitamente alla conoscenza di un sistema economico alternativo integrabile che interagisce, permette delle scelte autonome e responsabili nella scelta di un investimento. Esiste inoltre un mondo sommerso di idee, di strumenti per concepire l'economia come un strumento che sostituisca la centralità del profitto con la centralità dell'Umanità e la sua evoluzione! UTOPIA! Ou topos ovvero luogo, isola aggiungo io, che non c'é! Chissà! Come nella canzone di Bennato....Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto sino al mattino,.poi la strada la trovi da te, porta all’ Isola che ora.....c’è!!!! icebergfinanza@yahoo.it



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SOCIAL BUSINESS o CAPITALISMO RESPONSABILE!?

 

 " Capitalismo responsabile " ecco che ritorna nelle parole di Enrico Colombatto un termine che abbiamo già ascoltato recentemente nelle parole di Francesco Giavazzi sul Corriere_della_sera.

Giavazzi si esprime così qua e la, per il testo intero vi rimando al link:

" Quando ci lamentiamo per gli effetti che la crisi americana ha sulla nostra crescita e sui nostri risparmi non dovremmo scordare i benefici di cui abbiamo goduto."

" Ma, ancora una volta, prima di puntare il dito contro il sistema finanziario che ha consentito loro di farlo, non dimentichiamo che senza quei consumi le nostre economie sarebbero cresciute molto più lentamente."

L'impero del debito, la " civiltà " dei consumi, senza i consumi siamo un'Umanità perduta!

" Questo spiega perché la Fed domenica sera ha assicurato l’intero magazzino mutui di Bear Stearns. Si tratta di capitalismo responsabile, non della fine del capitalismo come qualcuno vorrebbe interpretarla. "

" Capitalismo responsabile " ecco cosa significa per Giavazzi questa responsabilità, non tanto quello di prevenire gli eccessi, non tanto quello di prevenire la " socializzazione delle perdite " ma piuttosto di elogiare il salvataggio di un sistema talmente correlato, dal vago sapore di rischio sistemico.

La follia mercatista che ha imperversato in questi anni è stata sostenuta in nome di un nuovo " laissez faire " una forma di anarco-capitalismo a prescindere dal liberismo economico che prevede l'azione dei singolo alla ricerca del proprio benessere come sufficiente a garantire la prosperità economica delle nostre società.

Ricordo ancora le parole di tanti banchieri centrali che nell'elogiare gli hedge funds tanto per ricordarne una, sostenevano e sostengono tuttora la loro utilità in quanto in grado di stabilizzare i mercati tramite la loro liquidità! Abbiamo visto, in questa crisi, la mirabile stabilizzazione offerta dagli hedge funds!

Nel maggio del 2006, Bernanke, in un suo discorso dal titolo " HEDGE_FUNDS_AND_SYSTEMIC_RISK " concludeva così

In the final analysis, authorities cannot entirely eliminate systemic risk. To try to do so would likely stifle innovation without achieving the intended goal. (....)

In nome dell'innovazione, del suo presunto soffocamento, non è possibile eliminare il rischio sistemico, quindi non resta che sperare!

In occasione dell'uscita dell'ultimo libro di Muhammad Yunus premio Nobel della Pace 2006 e fondatore della Grameen Bank, dal titolo " Creating a World Without Poverty " Social_Business_and_the Future_of_Capitalism Enrico Colombatto ci espone la sua visione sul significato di capitalismo responsabile, ma non etico!

 

Yunus nel suo libro espone le tappe della piccola rivoluzione di cui è stato inventore confermando l’interesse per una “terza via”, per un capitalismo moderato. E il successo di un altro modello di business, il Social Business, con la creazione, in futuro, di una nuova Borsa, la Borsa sociale.

Consapevolezza sociale, ecco il mio capitalismo responsabile, responsabilità sociale che come dice Yunus dovrebbe essere secondo la sua " terza via " il principale business dei nuovi imprenditori.

Un paradosso nel nostro mondo, un ossimoro, un accostamento proibito di un nuovo modo di fare business!

" Se sei poverissimo, ci interessi. " Se non hai garanzie,allora ci interessi anche di più».

 «Abbiamo bisogno di creare nuove agenzie di rating, nuove terminologie, definizioni, indicatori di impatto, persino nuovi giornali finanziari: sogno il Social Wall Street Journal- ci dice Yunus - ma anche scuole e università che insegnino ai giovani amettere in piedi e gestire e veri e proprie imprese sociali ». La prossima sfida la Social business enterprise, «un’impresa creata non per massimizzare i profitti, ma i benefici per le persone cui si rivolge, senza incorrere in perdite».

Un esempio è la Grameen Danone Foods Social Business Enterprise, joint venture partecipata al 50% dai gruppi Danone e Grameen, nata in Bangladesh per «fornire una nutrizione giornaliera ai poveri del Paese».

Di responsabile nel capitalismo, un certo tipo di capitalismo che sembra andare di moda oggi, anche un capitalismo non selvaggio, vi è solo ed esclusivamente l'interesse nei confronti degli azionisti. Ovviamente non è sempre così, per fortuna.

In fondo è il pensiero di Milton Friedman che aberrava la responsabilità sociale dell’impresa, sostenendo che i manager devono operare nell’interesse esclusivo degli azionisti e non risolvere problemi sociali con i soldi degli altri!

In sintesi è anche il pensiero di Colombatto che conclude la sua rubrica su Finanza & Mercati così:

" A chi gestisce presse e prodotti finanziari tocca il compito di non sprecare risorse e di osservare il limiti loro imposti dagli azionisti. A chi percepisce il frutto di quell'attività tocca ricordarsi anche dei meno fortunati. La bontà finanziata con i soldi degli altri non esiste "

" Di certo è giusto ( etico ) che i proprietari pretendano che le proprie risorse non siano utilizzate dalle imprese in attività ritenute immorali ( per esempio il finanziamento di regimi tirranici ) ......e qui ci vorrebbero mesi ed anni per determinare ciò che è morale od immorale, aggiungo io......in ciò consiste, prosegue Colombatto, la responsabilità etica, che caratterizza i codici interni di numerose aziende e di un certo numero di fondi di investimento.

" Molto meno comprensibile è la richiesta di Yunus di introdurre un trattamento fiscale privilegiato ( e/o eventuali sussidi ) a favore delle cosidette imprese etiche da lui ( Yunus ) definite come quelle che accettano di vendere a prezzi di costo o comunque inferiori al mercato. "

Colombatto ricorda che spesso il venir meno del vincolo del profitto genera di solito un'esplosione dei costi, stipendi, spese di rappresentanza, gestione poco attenta degli acquisti, assunzioni ingiustificate, perfino clientelismo. Si scontra anche con il fatto che l'amore per il prossimo non esce ne da una pressa, ne da un prodotto finanziario.

Questo è il classico modo di pensare esclusivamente manageriale, ma l'amore per il prossimo se lasciato alla coscienza del singolo, produce spesso quella fiammata che si esaurisce nell'istante di una semplice buona intenzione che spesso resta tale!

Amore per il prossimo consiste anche e principalmente nell'offrire un'opportunità di vita dignitosa a coloro che la sanno e la voglio cogliere, non esclusivamente assistenzialismo.

Il vecchio proverbio cinese che preferisce insegnare a pescare piuttosto che regalare il pesce ogni giorno, inno contro l'assistenzialismo, è alla base della visione di Yunus!

" L'elemosina dà solo al donatore l'impressione di fare qualcosa e chi raccogli e denaro mendicando non è motivato a migliorarsi. Mendicare priva l'uomo della sua dignità, togliendoli l'incentivo a provvedere alle proprie necessità con il lavoro, lo rende passivo "

Ecco il pensiero che stà alla base della rivoluzione del microcredito, Yunus è fermamente contrario agli aiuti internazionali e Voi credete che per sussidi e clientelismo come afferma Colombatto, Lui intenda quello!

 

Yunus vede i poveri non come esseri minori da gestire ma come persone molto capaci, perché, nonostante vivano nella miseria, riescono a sopravvivere, e soprattutto li vede come esseri umani, singoli individui, ognuno con le propria creatività, la propria particolarità, i propri talenti  e con la propria dignità. Yunus dimostra che i poveri sono solvibili, che si può prestare loro del denaro e ricavarne un profitto.

Secondo Yunus ogni essere umano che nasce, grava sulla società in quanto CONSUMATORE, ma come IMPRENDITORE può avere incalcolabile importanza per la società. 

In fondo queste idee che nascono dai sotterranei dell' Umanità non rinnegano il capitalismo, ma non il capitalismo responsabile come lo interpretano alcuni, piuttosto il capitalismo secondo una terza via dopo il fallimento del socialismo e del capitalismo selvaggio.

Abbiamo già visto insieme ma ve lo riporto nuovamente il significato di capitalismo etico La concezione del Libero Mercato passa anche attraverso la questione etica e come dice Amartya Sen, alcuni dei più laceranti problemi dell'etica sociale sono infatti di natura profondamente economica e ci aggiungerei personalmente, di natura finanziaria.

Nel suo libro " LA LIBERTA' INDIVIDUALE, COME IMPEGNO SOCIALE " Sen richiama la differenza tra Libertà Negativa e Libertà Positiva.
"Secondo questa prospettiva la libertà intesa in senso positivo ( la libertà di ...) riguarda ciò che, tenuto conto di tutto, una persona può o meno conseguire. L'interesse non è tanto rivolto verso i fattori causali alla base di questo, ovvero se l'incapacità da parte di una persona di raggiungere un certo obiettivo sia dovuta alle restrizioni imposte da altri individui o dal governo. Al contrario, la concezione negativa della libertà ( libertà da...) si concentra precisamente sull'assenza di una serie di limitazioni che una persona può imporre a un'altra ( o che lo Stato o altre istituzioni possono imporre agli individui )".
"E' possibile sostenere che, se noi riteniamo importante che una persona sia posta in grado di condurre la vita che preferisce, allora ci dobbiamo servire della categoria generale della libertà positiva. Se cioè, riteniamo di grande importanza l'essere "libero di scegliere" allora è la libertà positiva che ci interessa. Ma non si deve pensare che questa argomentazione a favore della libertà positiva implichi che la libertà negativa non debba ricevere una speciale attenzione."

Amartya Sen propone inoltre questo esempio illuminante di cui interpreto soggettivamente il significato.
"In generale può essere negativo per una società che una persona ( IL LIBERO MERCATO ) non possa passeggiare liberamente in un parco senza rischiare di essere assalita dai malviventi ( LA MANO PUBBLICA, LE RESTRIZIONI; LE REGOLAMENTAZIONI) , ma in coerenza con tale diagnosi, si può considerare particolarmente spiacevole dal punto di vista degli assetti sociali ( RICHIO SISTEMICO, CRISI ECONOMICA o FINANZIARIA )che tale incapacità sia il risultato di ostacoli o minacce posti da altre persone ( HEDGE FUND, CONDUITS&SIV, ECCESSI SPECULATIVI, MERCATISMO etc) "

 

Amartya Sen 

Riporto concetti già letti insieme ma secondo me fondamentali!

" Se è vero che gli individui in realtà, perseguono incessantemente e senza compromessi solo il loro ristretto interesse personale, allora la ricerca della giustizia verrà intralciata a ogni passo dall’opposizione di tutti coloro che abbiano qualcosa da perdere dal cambiamento proposto. Se invece gli individui, come persone sociali, hanno valori e obiettivi di più vasta portata, che includono  la comprensione per gli altri e un impegno verso norme etiche, allora la promozione della giustizia sociale non dovrà necessariamente fronteggiare un’incessante opposizione a ogni cambiamento."(...) 

Come dice Partha Dasgupta, “abbiamo bisogno gli uni degli altri, ci dobbiamo fidare, anche indirettamente. La società, prima ancora che l’economia, funziona quando ci sono delle interazioni reciprocamente vantaggiose perché si fondano sulla mutua fiducia”.
 
Nel suo ultimo libro “Economics. A very short introduction” quattro sono i pilastri della fiducia fondante delle comunità umane:

a)      l’affetto reciproco che costituisce la comunità famigliare, che crea una casa vera
b)      l’atteggiamento civico, sociale, studiato dall’economia comportamentale per cui se stringo la mano a qualcuno è perché mi fido e voglio pensare che non cerchi di imbrogliarmi. Il cinico dirà che ognuno ha un prezzo, ma forse non è proprio cosi!
c)      Le regole della Legge, lo Stato di Diritto, quando è l’autorità esterna che garantisce il rispetto dei patti
d)      Norme sociali che garantiscono l’attuazione degli accordi.

Secondo Dasgupta, le norme sociali sono più importanti delle regole, dello Stato di Diritto in quanto le istituzioni pubbliche tendono a funzionare sole se, alla base, i rapporti sociali sono innervati dalla fiducia reciproca.

Le rivoluzioni non nascono dal nulla, queste sono rotte che esistono, non sono solo utopie, sono realtà che il mondo piano piano dovrà abbracciare, per trovare una nuova via, una via dove l' Umanità riprenda in mano la sua stessa essenza.

 


Postato da: icebergfinanza a aprile 19, 2008 10:41 | link | commenti (10)

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venerdì, 14 dicembre 2007
DALLA STORIA UNA LEZIONE DIMENTICATA!.

Come i lettori di vecchia data del blog, ricorderanno certamente, spesso ho messo l'accento su alcune analogie riscontrabili nella crisi finanziaria attuale, con i sintomi e le cause della Grande Depressione del '29.

 

Non di rado si vedono economisti, analisti e attori del mercato sorridere di fronte alle conseguenze di un ripetersi delle dinamiche storiche del passato, quasi a comunicare una certezza nella impossibilità che eventi accaduti in epoche diverse possano trovare riscontro sia nella dinamica, che nelle conseguenze nella nostra epoca.

 

Esiste però un sottile confine tra la realtà e la fantasia, tra il passato, il presente e il futuro che porta con se generazioni che non hanno la memoria storica necessaria a comprendere come spesso la Storia si ripresenti puntuale all'appuntamento di una nuova crisi finanziaria.

 

La memoria fossile della storia e in lontanza scorgo nell'immaginario ancora i sorrisi di coloro che non riconoscono nel passato un bagaglio di eperienze e di lezioni che portano  con se una risposta talmente semplice da non essere presa in considerazione.

 

Primo Levi diceva che chiunque dimentica il passato è condannato a riviverlo, Gibran invece ricordava che spesso ci indebitiamo con il futuro per pagare i debiti con il passato.

 

In fondo ambedue le citazioni si addattano alla situazione reale di questa crisi finanziaria che nasce da lontano, da molto lontano.

 

La visione di Mises e Hayek, gli economisti più eminenti della scuola austriaca, spiega l'eccezionale gravità della Grande Depressione sostenendo  che essa fosse il prodotto inevitabile e disastroso delle conseguenze sull'economia e sul sistema finanziario, provocate dagli eccessi finanziari e monetari verificatesi tra gli anni 1927 e il 1929.  Nel 1963 il pensiero di  Milton Friedman e Anna Shwartz rivoluzionò radicalmente questa opinione, attravreso un libro la  " Monetary History of the United States "  nel quale veniva affermato che il collasso economico non fosse imputabile ne all'inflazione e nemmeno agli eccessi di credito e monetari, ma esclusivamente alle politiche monetarie considerate troppo restrittive.

 

Ecco forse perchè oggi prevale la teoria delle manovre espansive come prevenzione alla recessione.

 

Abbiamo già visto insieme come l'immensa creazione di credito al di fuori del sistema bancario tradizionale contribuì a destabilizzare il sistema durante la grande depressione ma oggi puntuale si ripresenta la memoria della Storia.

 

Oggi le politiche di sostegno delle banche centrali congiunte, siano esse la " discount window " o le " temporary open market operations " o le " facility lending " hanno un unico comune denominatore, ovvero sono riservate esclusivamente alle banche commerciali.

 

Banche d'affari, hedge, private equity, istituti finanziari specializzati esclusivamente nella concessione di mutui e finanziarie in genere ovvero istituzioni che esulano dalla tradizione del sistema bancario restano escluse dai finanziamenti in questione.

 

Abbiamo visto come in passato il sistema tradizionale abbia sostenuto finanziariamente queste istituzioni specializzate o gli stessi hedge o private equity, ma oggi la mancanza di fiducia non permette nessun finanziamento senza assunzione di rischi esponenziali.

 

Aver " chiuso " la finestra di sconto ed aver aperto un'asta " segreta ", permette di accedere ad un tasso migliore e mantenere la privacy, se poi ci aggiungiamo che vi è una vasta gamma di assets e collaterali accettati, mi sorge il dubbio che questi siano anche i famigerati CDO a tripla A che l'indice ABX svaluta progressivamente.

 

thanks to MARKIT-GROUP

 

E' forse per questo motivo che abbiamo avuto un considerevole rimbalzo per quanto riguarda i CDO tripla A?

 

Stessa cosa non si può certo dire per quanto riguarda le tranche CDO BBB.....

 

 

 

Ovviamente si presume che le istituzioni finanziarie " solvibili " abbiamo investito in tranche da ipotetica tripla A mentre i rifiuti tossici da tripla B siano disseminati per l'oceano finanziario o dentro le stive di qualche grosso hedge fund o private equity.

 

Una reazione momentanea o un'inversione di tendenza?

 

Credo che la risposta sia tuttora evidenziata dall blanda reazione del LIBOR ed dall' EURIBOR fermo al 4,95 % sui massimi da anni, livelli che suggeriscono l'innefficacia nel rilanciare il mercato interbancario.

 

Vedremo nei prossimi giorni in prossimità delle aste quale sarà l'evoluzione.

 

Come ho spesso detto, la fiducia nella vita come nella finanza non si riacquista facilmente, spesso è difficile dimenticare ciò che è stato. Si sente nell'aria una strana sensazione, sensazioni di possibili default in arrivo!

 

Un'altro segnale evidente da non sottovalutare è quello rappresentato dal grafico qui sotto che potete trovare sul sito della Federal Reserve che evidenzia come gli spread della non financial commercial paper stiano decollando verso l'ignoto:

 

Graph of CP Discount Rate Spread: Thirty-day A2/P2 Less AA Nonfinancial on a Daily Basis, Date vs. Basis Points.

Altro segnale inequivocabile di rischio di default per questo tipo di carta commerciale.

 

In sintesi questo è un'estremo tentativo di riportare la fiducia nel sistema, ovviamente come abbiamo visto prima nel sistema tradizionale, dove a differenza che in America dove hanno accesso solo 2O istituzioni finanziarie ovvero le " PRIMARY_DEALERS " in Europa l'accesso è molto più ampio, un tentativo di ridurre le pressioni di fine anno e quelle rivolte alla politica monetaria espansiva che oggi ha ricevuto un duro colpo anche in America, dove l'inflazione sui prezzi alla produzione è esplosa ai massimi da 37 anni e domani vedrà il suo epilogo con i prezzi al consumo. 

 

Postato da: icebergfinanza a dicembre 14, 2007 01:37 | link | commenti (11)

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sabato, 15 settembre 2007
ALLE SORGENTI DELLA FIDUCIA, NEI SOTTERANEI DELL'UMANITA'

wikimedia


Tempo fa scrissi a proposito della Fiducia nell'Economia che nei sotteranei dell'Umanità dove la disperazione e la miseria sono all'ordine del giorno, dove la scelta è tra gli istinti peggiori  o  la  scoperta delle infinite risorse nascoste per sopravvivere , vi sono le fonti, le sorgenti della speranza, della fiducia nelle potenzialità nascoste dell'Umanità intera.

Proprio nei bassifondi dell’Umanità vi è la chiave per cercare di ricostruire la fiducia perduta, da li è nata la grande realtà della Grameen Bank di cui ho già parlato diffusamente in altre occasioni. Il suo fondatore, il fondatore del microcredito, Yunus, ha basato il suo “impero d’Amore” sulla fiducia, sulla consapevolezza che ogni essere umano ha creatività straordinarie e formidabili capacità!

Fiducia, trasparenza, senso di giustizia, autenticità, rispetto sono termini che nella Giungla del Business, sono relegati come trofei, appesi alle pareti come ricordi lontani di battute di caccia, trofei che testimoniano il ricordo di valori ormai scomparsi o perlomeno dimenticati.

Nella Giungla del Business, nell' Arena del Capitalismo, per fortuna esistono ancora delle Oasi di trasparenza, cristalli fragili, dimenticati.

La fiducia nei rapporti umani è l'essenza stessa della vita, come lo è nelle relazioni commerciali e finanziarie. Ovviamente è un fondamento della società specialmente nella Famiglia dove è essenziale poter fidarsi, poter contare ognuno sull'altro.

Meritare fiducia significa anche essere coerente e trasparente nelle proprie scelte, nei propri sentimenti, nelle relazioni umane e questo sia ben chiaro è una conquista che richiede un cammino infinito, pieno di ostacoli e di continue sconfitte.

Il sistema economico, l'essenza stessa della moneta come sta scritto su Wikipedia, è riassunto nella sostanza per la quale queste monete vengono accettate in pagamento, che " risiede nella fiducia di chi le riceve che altri faranno altrettanto, accettando in pagamento monete, banconote, depositi bancari o titoli di stato.

"Senza tale fiducia difficilmente una moneta sarebbe accettata in pagamento e neppure il corso legale di una moneta, ovvero l'obbligo di accettarla in pagamento, potrebbe molto contro il rischio di trovarsi in mano carta straccia o un deposito bancario inutilizzabile."

Negli ultimi giorni spesso avete sentito parlare di una crisi di liquidità, altri come Nouriel Roubini, ricordano che questa è non solo una crisi di liquidità, ma anche una crisi di insolvenze, possibili insolvenze ma questa come abbiamo visto è sopratutto una crisi di fiducia, fiducia nei mercati finanziari, nei suoi attori principali, nelle stesse istituzioni.

Se tornate per un attimo indietro nel tempo e precisamente al 3 giugno di inizio estate, vi troverete il mio post dal titolo " LA_FIDUCIA_NELL'ECONOMIA " quasi un segno premonitore, in epoca non certo sospetta.

In questo post si fà riferimento all'intervento di Partha Dasgupta durante il Festival dell'Economia a Trento, un intervento magistrale e quasi profetico, visto quello che avviene oggi.

Per Dasgupta quattro sono i cardini che consentono di generare e mantenere la fiducia:

a) La FAMIGLIA e i suoi componenti.

b) Il rispetto della PROPRIA PAROLA.

c) Una "GARANZIA ISTITUZIONALE".

d) La presenza di  NORME SOCIALI condivise dalla comunità.

Come riconosce lo stesso Dasgupta ognuno di questi cardini ha le sue debolezze e meglio sarebbe se ognuno interagisce con l'altro.

 

 

Capitale sociale è quindi, in questa accezione, il rapporto di fiducia

reciproca che si crea all’interno di una società per effetto di norme socialmente

condivise. In altre parole, l’insieme di valori e di comportamenti su cui si fonda

una comunità, che va coltivato, custodito e rafforzato.

Partha Dasgupta

 

Ecco quindi che si parla di valori che vanno coltivati, custoditi e rafforzati.

Io ci aggiungerei questi "valori" che sono alla base di ogni reciproco rapporto umano che se vogliamo usare un termine economico. finanziario, massimizza il risultato finale:

a) Trasparenza e sincerità.

b) Coerenza ed autenticità.

Ora qualcuno potrebbe paragonare questa riflessione, all' " ISOLA CHE NON C'E' " e che non vi sarà mai, un'isola fantasma figlia dell'immaginazione idealistica.

Nei commenti del post qualcuno scrisse:

"Ogni uomo ha un prezzo, per alcuni e' il denaro, altri hanno altri prezzi"

F. Nietzsche
 
ed io risposi.....
 
«Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.» e ancora.....

"Se si ha carattere,
si ha anche una propria tipica esperienza interiore,
che ritorna sempre."

F.Nietzsche
 
La morale è semplicemente l'atteggiamento che adottiamo nei confronti di individui che personalmente non ci piacciono. (Oscar Wilde)

Con tutto il rispetto ognuno può percepire questa frase come vuole, ma non vi è dubbio che la morale e l'etica sono atteggiamenti che esulano da ogni discorso di carattere ideologico!

L'ideologia secondo wikipedia è un insieme di idee, solitamente organizzato in un sistema più o meno coerente. La coerenza è come un diamante spesso introvabile ai giorni d'oggi ma in fondo pur sempre ricercato.

Un lettore scrisse tempo fa che.... "Quindi il problema non é appioppare allo stato-delle-cose un "Che schifo non c´é moralitá nelle transazioni finanziarie" quanto individuare margini di intervento. "

Non è tanto l'ammoralità delle transazioni finanziarie il problema, ma la mancanza di volontà assoluta nel cercare di individuare i margini di intervento, in nome di "un'ideologia" che và sotto il nome di "LAISSEZ FAIRE" un'ideologia che si ispira al libero mercato ma che quando è in crisi interviene come nei più classici interventi statali, con vaccinazioni di massa, in quanto la prevenzione è contraria all'ideologia stessa!

Vogliamo applicare una tassa, tanto per fare un nome TOBIN TAX alle transazioni speculative da destinare ai progetti, alle idee, alle innovazioni che non hanno un futuro, in quanto non hanno accesso ai capitali, ai finanziamenti in genere?
E' qui che si leva l'ideologia del libero mercato, dove ogni limite o meglio senso del limite, ogni finalizzazione che non sia il profitto viene visto come morale.

Se la morale non urtasse, non verrebbe lesa. (Karl Kraus)

In fondo come detto in altre occasioni si tratta di scegliere tra il pensiero di Milton Friedman che presuppone il massimo sforzo proteso verso il massimo profitto senza perdere tempo con etica o questioni ambientali che si voglia e la responsabilità sociale di impresa, nella quale l'obiettivo del profitto è coniugato con l'attenzione alla comunità e all'ambiente!

Per quanto riguarda la fiducia nell'uomo,  non esiste nessun sistema capitalista che da fiducia a coloro che vengono dagli abissi dell'umanità, siano essi subprime o figli del microcredito. 
Oggi non voglio parlare di finanza, di economia, abbiamo già visto insieme il significato della " crisi di fiducia " una crisi che ha le sue radici nella mancanza di trasparenza, nella mancanza di semplicità, nell'edonismo finanziario di un sistema che non sopporta l'attesa, non sopporta il consolidamento, non concepisce altro mezzo che una crescita irrazionale o un crollo recessivo. Le crisi finanziarie saranno sempre con noi, crisi ogni volta con caratteristiche diverse ma in fondo sempre uguali, che nascono dall'irrazionalità umana, dalla mancanza di trasparenza, dal senso di onnipotenza che circola nell'ambiente finanziario.
In fondo forse qualcuno non lo ha ancora capito, questa è una crisi potenzialmente più devastante di tutte quelle che la hanno preceduta e la testimonianza di un evento straordinario è nelle file dei risparmiatori che si affollano fuori dagli sportelli della Northern Rock per prelevare i loro risparmi, una mancanza totale di fiducia nei confronti della propria banca, delle istituzioni che garantiscono la solvibilità della banca stessa.
Abbiamo creato un sistema talmente complesso che basta l'effetto di un "battito d'ali" di una farfalla subprime per scatenare uno tsunami della sfiducia.

La speculazione selvaggia in grande stile distrugge l'economia, distrugge i tessuti sociali o perlomeno provvede a minarne le fondamenta e la stessa fiducia nel sistema.

Una concezione della vita e dell'economia, la speculazione che semina i germi della miseria, della povertà di milioni di esseri umani che a loro volta, miseria e povertà che rappresentano l' " humus " dove nasce la rabbia, la frustrazione, la disperazione che origina il terrorismo.

La speculazione è uno sforzo, con molte probabilità di fallire, di trasformare poco denaro in molto denaro. L’investimento è uno sforzo, con molte probabilità di successo, per evitare che molto denaro diventi poco denaro. Edward Chancellor

Oggi abbiamo bisogno di un sistema alternativo ma integrato. In economia non c'è nulla da inventare come detto più volte, nulla da inventare come invece hanno fatto gli stregoni della finanza, i creativi dell'edonismo finanziario, profitti esponenziali senza logica alcuna, figli di un senso di onnipotenza determinato dalla mancanza di percezione del rischio, di senso del limite.

L'economia è fondata sul lavoro, sulla produzione, sull'innovazione, sulla ricerca, sugli investimenti, sui consumi, sul risparmio e perchè no sull'indebitamento sostenibile e quindi si tratta di trovare la formula giusta perchè tutti questi elementi possano trovare un loro equilibrio, al servizio dell'uomo e non esclusivamente del profitto.

Servono idee, competenze, cultura e una buona dose di etica che diano origine a progetti e programmi innovativi partendo dalla quotidianità, dalle realtà locali, in quanto oggi è evidente il fallimento di tutto ciò che ambisce ad accorpare, fondere, espandere, integrare realtà talvolta diverse, talmente complesse da richiedere energie e tempo che nella maggior parte dei casi non raggiungono il loro scopo, il loro obiettivo.

Ovviamente non sempre grande è sinonimo di fallimento!

Ma per rifondare quello che crediamo scomparso, dobbiamo partire dalle piccole cose di ogni giorno, dai piccoli progetti, dalle micro istituzioni, dalla cooperazione.

Per fare questo come dice Miriam Giovanzana in Altreconomia abbiamo bisogno di stare fuori dall'acquario del pensiero comune e della sua enorme forza di persuasione. Probabilmente i pesci dell'acquario pensano che quello sia l'unico mondo possibile. Noi invece sappiamo che non è così, anche se l'acqua che ci permette di vivere, quella dell'acquario appunto, e anche quella che ci tiene prigionieri.

Splendida metafora! Abbiamo bisogno di uscire dalla corrente, di risalire alle origini, alla sorgente di questo tempo, di questa economia, per proporre un nuovo modo di fare economia, senza cambiare nulla dei suoi fondamenti ma integrandola con progetti e idee che siano innovative, che ritornino alle origini della fiducia nell'uomo, nelle sue potenzialità, nella sua creatività, una fiducia non riposta esclusivamente in alcuni individui ma nella collettività, nella cooperazione.

Le pagine di questi giorni sono occupate dalla finanza, la finanza innovativa che stà minando la crescita economica, una finanza di portata colossale sia nelle sue creature che nei suoi strumenti, un'economia ostaggio della finanza.

Un'utopia nata da un sogno, è quella della microfinanza, del microcredito un progetto innovativo che NON porta l'eclusivo marchio del suo fondatore, Muhammad Yunus.

 

Un progetto fondato sulla fiducia nell'uomo, non un uomo qualsiasi ma l'essenza stessa della disperazione, della miseria, sulla fiducia negli ultimi, coloro ai quali nessuno darebbe credito, coloro che il sistema finanziario rifiuta in nome di una mancanza di fiducia nelle potenzialità nascoste della disperazione.

Secondo il Microcredi Summit, nel mondo sono operativi tremila programmi e istituzioni di microcredito che hanno raggiunto nei sotteranei dell'umanità ben 81 milioni di microimprenditori e microaziende. Di questi ben l' 84 % sono ragazze o donne, la femminilità che manca nella finanza, quella sensibilità e quella affidabilità che contraddistingue questo fenomeno.

Un sistema nato dalla semplicità e dalla trasparenza, da regole certe e condivise, microbanche, banche villaggio, cooperative del credito, un sistema nato dalla dignità e dalla fiducia che questi "miserabili" ci stanno insegnando, la potenza di un messaggio che piano, piano giunge sino alle nostre porte.

Percentuali di insolvenza praticamente nulle, figlie della dignità, figlie della riconoscenza verso la comunità, la collettività che ha dato credito, che da fiducia.

Il sogno di Yunus come abbiamo visto è quello di creare una "Borsa Etica", un luogo dove investire sul futuro dell'umanità, dove la speculazione è solo un lontano ricordo, investire sul nostro futuro, sulla sicurezza, su un progetto che dovrà sempre tenere a mente le sue origini, quelle "micro" destinate alla vita delle comunità, alla speranza di un futuro migliore, lontane dagli echi della globalizzazione, lontane dai concetti base della macroeconomia, lontane da quei cambiamenti che nei nostri sistemi avvengono talmente lentamente da non lasciare spazio alla speranza stessa di coloro che vivono nella miseria.

Se potete uscite per un attimo dal sistema, andate a leggervi queste realtà, usate i motori di ricerca, se non conoscete l'inglese utilizzate i traduttori, ma immergetevi in queste realtà per conoscere il " coraggio di una proposta alternativa " il successo di programmi e progetti nati dalla disperazione, dalla passione di tanti uomini e donne, talvolta senza nome, senza Nobel che ogni giorno lottano per una nuova Umanità, un mondo migliore.

 

 

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Postato da: icebergfinanza a settembre 15, 2007 10:23 | link | commenti (12)

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martedì, 20 marzo 2007
UNA BORSA

Dopo il microcredito, che oggi viene concesso a 100 milioni di famiglie povere in Asia, Africa ed America latina, il prossimo passo idealmente sarà l'avvio di un mercato azionario a sfondo sociale, una Borsa dove si potranno quotare esclusivamente le imprese che non massimizzano i profitti, non distribuiscono dividendi nè registrano perdite perché si concentrano sull'aiuto ai poveri, soprattutto le donne e i bambini. E' un mondo senza la povertà, dove la globalizzazione non distrugge i Paesi poveri ma collabora con i popoli più deboli per distribuire il benessere, il prossimo obiettivo di Muhammad Yunus, economista premio Nobel per la Pace del 2006 e fondatore della Grameen Bank, la prima banca al mondo specializzata in microcredito.

 - Read Yuli's story -

 

Yunus nel corso di un tour in Italia per presentare il primo Osservatorio Internazionale sul Microcredito ha tenuto ieri una lezione all'Università Roma Tre  ( http://www.uniroma3.it/news.php?news=566 ) e un'audizione alla camera dei deputati.

Secondo il premio Nobel gli studenti dovrebbero potersi laureare in "ECONOMIA SOCIALE" , le imprese sociali dovrebbero poter avere statuti ad hoc e leggi speciali per quotarsi sul listino di Borse Sociali. ( Dal SOLE 24 ORE di oggi a cura di Isabella Bufacchi)

IL GRANDE SOGNO CONTINUA!

Postato da: icebergfinanza a marzo 20, 2007 17:48 | link | commenti

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